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martedì 25 marzo 2025

Il palloncino magico


Per scrivere un racconto con gli alunni di una classe elementare occorre scegliere alcuni personaggi e i luoghi tra i tanti suggeriti dai bambini.  Poi si pensa a quali fatti far accadere e la storia è fatta. Si può quindi scriverla avendo già una traccia. Così è nata questa fiaba che ha anche vari insegnamenti.
Personaggi: principessa - elefante - cane - cavaliere.
Luoghi: castello - giardino.
C'era una volta una principessa di nome Viola che viveva in uno splendido castello. Attorno alla costruzione c'era un immenso parco che ospitava numerosi animali. La principessa non aveva nessuno con cui stare e spesso usciva nel parco per cercare qualche bestiola con cui giocare un po'.
Ma soltanto un elefante accettava le sue carezze e si mostrava affettuoso. Il pachiderma era sempre molto triste perché sentiva la nostalgia per la sua terra, l'Africa, dove aveva lasciato i suoi genitori e i suoi fratelli adorati. Quando pensava alla sconfinata savana, ai giochi in riva al fiume e alla saporita erba di cui si cibava, gli veniva una gran malinconia. I suoi occhi divenivano lucidi e un lamentoso barrito sfuggiva dalla sua bocca.


Allora la principessa gli si avvicinava e gli accarezzava le grandi orecchie per farlo calmare e dargli un po' di conforto. Anche Viola capiva che il suo amico sarebbe stato molto meglio nella sua terra ma non sapeva come fare per riportarlo in Africa. Oltre a ciò, pensava al suo futuro di solitudine. Se avesse perso quell'unico compagno sarebbe rimasta completamente sola, e nessuno allora avrebbe allietato le lunghe giornate al castello.
In una bella mattinata di primavera i due amici decisero di andare a cercare nuove avventure fuori dal parco. La principessa stava seduta sull'ampio dorso dell'elefante che procedeva tra alberi e siepi in fiore per un sentiero di campagna. Ad un tratto si bloccarono a causa di un curioso animale che faceva strani versi, e si era fermato proprio davanti alle zampe del pachiderma impedendogli di procedere.
La bestiola era attratta soprattutto dalla grossa proboscide che l'elefante sollevava ed abbassava, e si mise a giocherellare spiccando buffi salti. Viola osservava la spassosa scena e rideva come mai le era accaduto prima. Ordinò al suo amico di sollevare lo strano essere e l'elefante ubbidì prontamente. L'animale era un piccolo cane molto giocherellone, che fece tante feste e ricambiò le carezze con leccatine alle mani e festosi gridolini. La fanciulla decise prontamente di portarlo con sé al castello.
Con il cagnolino la vita della principessa cambiò completamente. Ora aveva un piccolo amico che non la lasciava mai, scodinzolava ed abbaiava felice ogni volta che sentiva la sua voce, e non si stancava mai di giocare.
L'elefante però sentiva ancora più acuta la nostalgia per la sua terra e la principessa, distratta dal nuovo amico, talvolta non s'accorgeva nemmeno dei suoi momenti di sconforto. Allora egli barriva disperato, soprattutto nelle belle mattinate estive, quando il caldo sole gli ricordava le roventi giornate tropicali trascorse in riva al fiume a rinfrescarsi con abbondanti spruzzi d'acqua, insieme con i fratelli più grandi. Il cagnolino, sentendo la sua pena, gli andava vicino, gli leccava le grosse zampe, giocherellava con quel grosso "naso" e gli mordeva delicatamente le zanne, quasi fossero dei gustosi ossi da rosicchiare. La principessa infine capì il dolore del pachiderma e nel suo intimo pensò che fosse arrivato il momento di farlo tornare in Africa, visto che ormai lei aveva già qualcuno con cui trascorrere le giornate. Ma come fare?
L'Africa era lontana; bisognava percorrere grandi pianure, montagne innevate, strette valli, fiumi, dirupi e strapiombi per raggiungerla. Come avrebbe fatto un animale così grosso ad affrontare un così lungo e faticoso viaggio? E poi, ad un certo punto, sarebbero arrivati al mare... e allora? Come avrebbero fatto ad attraversare quell'immensa massa d'acqua? No, non era proprio possibile. Soltanto volando il nostro amico avrebbe potuto raggiungere la sua terra, ma purtroppo non aveva le ali.
Più passavano i giorni, e più i tre amici diventavano tristi. Ormai non avevano più voglia di giocare e divertirsi. Tutti e tre, giorno e notte, cercavano una soluzione per quell'inquietante problema. Ma nessuna idea sembrava realizzabile, nessun progetto sembrava buono.
La principessa stava per intere giornate chiusa nella biblioteca a consultare atlanti e vecchi libri alla ricerca di qualche suggerimento utile. Cerca e cerca, andò a frugare in una cassapanca abbandonata in un angolo del sotterraneo. C'erano tubi di vetro, ampolle piccole e grandi, ed infine, proprio sul fondo, giaceva un libro. Era scritto a mano in una lingua un po' differente dalla sua.
In una pagina trovò un disegno che raffigurava un palloncino minuscolo, e, accanto, un grande pallone che sorvolava il mare e la terra. Un'altra illustrazione mostrava un buio labirinto dove vagavano strani personaggi. Provò quindi a leggere le arcane parole:
- Dove il sole cala stanco
c'è un castello nero e bianco.
Arrivare non si puote
se le teste son zucche vuote.
Sotto terra nel più scuro
in un loco assai securo
un pallone puoi trovare
che sorvola terra e mare.
Sol due volte tentar puoi
il percorso come vuoi.
Alla terza, oh gran doglianza,
diverrà la scura stanza,
una cella od un avello
per chi è senza cervello.
La principessa lesse e rilesse con molta attenzione, osservò anche i minimi dettagli dei disegni ed infine capì che in un lontano castello, che si trovava ad occidente, esisteva un pallone magico che poteva diventare grandissimo e che poteva volare sul mare. Però era difficilissimo impadronirsene perché era custodito nelle segrete del maniero. Per avere il palloncino occorreva conoscere il percorso esatto. Non si poteva sbagliare il percorso per più di due volte. Ma il malcapitato che avesse sbagliato, sarebbe rimasto rinchiuso nel sotterraneo insieme con il palloncino, fino al momento in cui qualcuno non l'avesse finalmente ritrovato. Già diversi cavalieri avevano cercato di impadronirsi del palloncino per provare la gioia di volare liberi nel cielo come gli uccelli, ma nessuno era riuscito nello scopo. Essi vagavano ormai da anni e anni senza scampo nei labirinti bui e freddi cercando una via d'uscita che era sbarrata per loro.
Sicura di aver capito tutte le indicazioni, Viola accompagnata dall'elefante e dal cagnolino si mise in viaggio in una bella mattinata di primavera. Sapeva bene che le speranze di riuscire nell'impresa erano minime ma non poteva rinunciare all'impresa.
La principessa aveva portato con sé il libro perché conteneva anche un disegno del maniero. Vi si vedevano le montagne e poi un picco sul quale sorgeva la costruzione. Spesso il cane avanzava annusando il terreno intorno e guidava l'elefante. Per giorni e giorni i tre vagarono attraversando pianure verdi di grano e rosse di papaveri finché in lontananza, quasi al confine del regno, videro delle alte montagne. Proprio nel punto dove il sole stava per tramontare la principessa vide un castello costruito con pietre scure e chiare, su un alto picco. Forse era il luogo che stavano cercando. Davanti a loro stava ora un fitto bosco che l'elefante a stento riuscì a percorrere passando tra la fitta vegetazione. 
Ad un tratto grandi uccelli si misero a volare davanti a loro, ma quando il cane iniziò ad abbaiare, si dileguarono lanciando alte grida stridule.
Le grosse zampe dell'elefante riuscirono a guadare un torrente dalle acque spumeggianti e gelide che trascinavano rami e tronchi. Dovettero camminare ancora per sette giorni ed infine i tre giunsero alla base della rocca. Sollevarono lo sguardo e videro che il sole si nascondeva dietro le possenti muraglie mentre calava lentamente tingendo le torri di rosso.
I tre erano felici d'esser riusciti a seguire il percorso esatto per giungere alla meta, nonostante i numerosi ostacoli, ma ora provarono una grande inquietudine guardando quella tetra fortezza che forse era diventata una tomba per tutti coloro che avevano cercato di penetrarvi.
L'enorme portale era socchiuso e l'elefante lo spinse appoggiandovi la testa. La porta s'aprì con un fortissimo cigolio e ai nostri tre amici apparve un cortile spazioso e vuoto.
Erano troppo stanchi per procedere nella ricerca e decisero di riposarsi per quella notte. Avevano con sé ancora molte provviste e, dopo aver cenato, s'addormentarono nel vasto salone del castello. L'indomani mattina iniziarono ad esplorare il sotterraneo. Avrebbero cercato di scoprire tutti i passaggi nelle due ricognizioni consentite. Dopo aver trovato la giusta strada sarebbero riusciti nell'impresa, la terza volta. L'elefante era troppo grosso per poterli seguire. Lui sarebbe rimasto ad aspettarli e, in caso di bisogno, li avrebbe aiutati in qualche modo.
Per primo andò avanti il cane. Con il suo fiuto non avrebbe avuto difficoltà a ritrovare la via del ritorno. La principessa lo seguì stando attenta a non inciampare sul pavimento sconnesso. Ben presto s'accorse che l'impresa era pressoché disperata. Alle pareti stavano appesi grandi specchi che confondevano ancora di più, e i corridoi si diramavano continuamente a destra e a sinistra creando incertezza e disorientamento. A tratti s'udivano strani e paurosi rumori che venivano ampliati e distorti dal complesso dei cunicoli.
La fanciulla teneva in mano una torcia per illuminare il percorso e temeva d'incontrare trappole o botole aperte sul pavimento. Dovette camminare sulla sabbia, su un ponticello traballante, su uno strettissimo palo sospeso nel vuoto, su migliaia di biglie, sul ghiaccio sdrucciolevole; dovette attraversare bassi, lunghi e stretti cunicoli dove mancava anche l'aria, dovette calarsi in profondi pozzi, ed infine si trovò davanti ad una stanza allagata.
Il percorso finiva lì. Non era quella la strada per arrivare al palloncino. Ora bisognava tornare indietro. Risalì i pozzi, riattraversò i cunicoli, ripassò sul ghiaccio, sulle biglie, sul palo, sul ponticello, sulla sabbia, e poi si trovò di nuovo tra gli specchi e i corridoi. Il cane procedeva sicuro ma ad un certo punto si fermò disorientato. Un forte odore di fumo proveniva non si sapeva da dove e la povera bestia non era più in grado di ritrovare la via. I due iniziarono a vagare senza capire più niente e si ritrovavano sempre nello stesso luogo. Il tempo passava e anche l'elefante cominciava a preoccuparsi. Allora s'avvicinò all'ingresso e si mise a lanciare lunghi barriti. Il cane rizzò le orecchie e sentì distintamente il lontano richiamo. Allora iniziò a camminare nella direzione di quel suono e s'accorse che, secondo la strada presa, il barrito diveniva più forte o più debole. Infine capì qual era il giusto percorso e, dopo tanto girare e camminare, i due ritrovarono l'uscita.
La stanchezza era tanta che quella notte dormirono tutti e tre profondamente. L'indomani mattina la principessa stava per proporre d'abbandonare l'impresa, ma poi guardò gli occhi dell'elefante e non ebbe più il coraggio di dire nulla. Bisognava tentare, almeno un'altra volta.
Ma ora non si sarebbe più fidata del fiuto del cane, avrebbe cercato un sistema più sicuro per orientarsi nel labirinto. Pensa che ti pensa, capì che solo lasciando delle tracce avrebbe avuto la certezza di non sbagliare. Ma come fare queste tracce? Occorreva della vernice e un pennello per disegnare delle frecce nei luoghi attraversati. Frugò dappertutto nel castello, ma trovò soltanto dei grossi barattoli di marmellata alla fragola. Vide che si poteva usare per segnare le pareti e decise di portarne con sé una buona provvista, insieme con un cucchiaio. I due erano pronti per compiere il secondo tentativo. Questa volta cambiarono strada e si trovarono ad arrampicarsi su ripidissime scale, a scivolare lungo scoscesi pendii, ad attraversare corridoi che si facevano sempre più stretti, a dover saltare delle barriere. Ad ogni svolta la fanciulla lasciava una traccia con la marmellata, assicurandosi che fosse ben evidente. Alla fine i due amici si trovarono davanti ad un'inferriata chiusa. Al di là c'era una grande sala con un tavolo di legno sul quale erano appoggiati numerosi scrigni. Forse erano arrivati al palloncino magico, ma come fare per entrare? La principessa avvicinò la torcia alla porta e vide un cartello. Si mise a leggere:
- Il palloncino, lo vedi, è qua
ma non puoi averlo senza pensar.
La porta s'apre una volta l'anno,
solo i sapienti questo lo sanno.
Solo in un dì s'apre la porta,
nella nottata che è la più corta.
La fanciulla fu felice per essere giunta nel luogo dove si trovava il palloncino, ma s'arrabbiò perché l'inferriata era chiusa. Provò e riprovò a scuotere quel pesante cancello, ma non si mosse neppure di un millimetro. Pareva inchiodato alle pareti. Rilesse il messaggio, ma non lo capì. Forse non era abbastanza sapiente da conoscere la risposta. Che cosa significava "nella nottata che è più corta"? Forse le notti non avevano tutte la stessa lunghezza? Lei non le aveva mai misurate, e le pareva che fossero proprio tutte uguali. E i giorni non erano forse tutti uguali? Non ci capiva più niente. Il tempo passava ma la porta non si apriva. Dal fondo della sala, ad un tratto, udì una voce.
- Fanciulla! Fanciulla! Non andar via! Salvami!
La principessa non credeva alle sue orecchie. Guardò meglio nell'oscurità e vide un vecchio con una grande barba bianca che avanzava lentamente. Alla fine egli giunse all'inferriata e continuò con voce tremolante:
- Io sono l'ultima persona che ha cercato di prendere il palloncino magico, ma la porta si è richiusa al mio terzo tentativo, prima che io potessi uscire. Molti altri erano entrati prima di me, ma si sono persi nel labirinto e di loro non si sa più nulla. Se vuoi impossessarti del palloncino magico, dovrai tornare qui nel solstizio d'estate. In quel giorno la porta s'aprirà, ed io potrò uscire da questo posto maledetto. Però tu dovrai venire da sola, senza il tuo cane. Per ritrovare la via d'uscita potrai servirti del filo di Arianna.
Nel sentire quelle parole la principessa si confuse tutta. Non aveva capito quasi niente. Che cosa voleva dire "solstizio"? E che cosa era il Filo di Arianna? Provava vergogna nel chiedere spiegazioni, perché una principessa non poteva essere così ignorante, ma alla fine capì che se voleva raggiungere il suo scopo doveva servirsi della sapienza del vecchio. L'uomo sorrise quando sentì le sue domande e rispose:
- Il solstizio d'estate è il 21 giugno, ed è il giorno più lungo dell'anno. Io ho tenuto scrupolosamente il conto del tempo che passava e mancano ancora sette giorni al solstizio. Tu conta sette giorni da oggi e poi ritorna qui. Per essere più sicura ogni mattina traccia un segno con un coltello affilato sopra un ramo. Quando avrai tracciato sette segni, saprai che è giunto il giorno fatidico. Mi raccomando, non dimenticarti. Ora risponderò alla tua seconda domanda. Il Filo di Arianna è un semplice gomitolo che tu srotolerai man mano che avanzerai nel labirinto. Al ritorno l'arrotolerai e così arriverai, senza sbagliare, al punto di partenza.
- Quando sono entrato qui non ero così giudizioso, ma ero imprudente ed avventato. Rimanendo qua dentro per tanto tempo, ho avuto modo di riflettere. Così ho capito che, per riuscire a realizzare ciò che si desidera, occorre saper ascoltare e pensare.
La principessa sentì nelle parole dello sconosciuto un gran rimpianto. Quindi lo ringraziò e pensò che fosse il momento di tornare indietro.
- Mi raccomando! Tra sette giorni dovrai tornare! Non sbagliare! -
Il cane procedette sicuro nella via del ritorno, ma ad un tratto si fermò.
Nell'aria si sentì un forte profumo di fiori di campo e non fu più possibile seguire la traccia degli odori lasciati all'andata. La principessa non si preoccupò. I segni lasciati sul muro l'avrebbero condotta all'esterno. Guardò con attenzione le pareti, ma non vide nulla. Allora s'avvicinò al cane e sentì che il suo muso aveva un vigoroso aroma di fragola. La bestiola si fece piccina piccina e si mise a guaire lamentosa. Si sentiva in colpa perché aveva scrupolosamente leccato tutte quelle saporite cucchiaiate di fragola che dovevano servire da traccia. Ed ora? Era inutile cercare l'uscita se non si sapeva dove andare. Erano perduti, non avrebbero più rivisto la luce del sole. Passarono così diverse ore.
L'elefante, preoccupato per il ritardo, si mise a barrire davanti all'ingresso, ma questa volta i due erano troppo lontani e non l'udirono. Infine il pachiderma decise di passare alle maniere forti. Iniziò a scalciare e a pestare con le sue enormi zampe sul pavimento e sulle pareti, tanto che il labirinto rimbombò paurosamente. Il cane allungò le orecchie e sentì dei boati lontani.
Tutto felice, corse a perdifiato per raggiungere il punto dal quale proveniva tutto quel frastuono che diventava sempre più forte. La principessa lo seguì chiamandolo perché la aspettasse, e s'affrettò per raggiungerlo. Quando arrivarono all'ingresso, l'elefante era stremato. La principessa era così felice, che perdonò al cane quella pericolosa marachella. Però decise di non dargli a cena marmellata di fragole, ma solo un pezzo di pane raffermo.
L'indomani Viola s'alzò molto presto, e vide che il sole era già sorto. A ben pensarci, nel periodo precedente, a quell'ora il cielo era ancora buio. Allora era proprio vero: le nottate potevano essere più lunghe o più corte. Ma come aveva fatto a non accorgersene prima? E, in effetti, ricordava come erano lunghe le fredde nottate invernali e come erano brevi quei lividi giorni.
Ora si trovavano quasi alla fine della primavera, dato che era iniziato il mese di giugno, ed in realtà le giornate erano lunghissime.
Quante cose doveva ancora imparare la nostra principessa se voleva diventare una saggia e sapiente regina per il suo popolo! Dove avrebbe potuto trovare tutte le informazioni necessarie per migliorare la sua cultura? Chi lo sa? Forse il vecchio del labirinto avrebbe potuto aiutarla nella ricerca della scienza e del sapere.
Per prima cosa prese un ramo e, con un coltellino, fece una tacca. Aveva imparato che, per raggiungere dei risultati, occorre essere precisi, accurati e scrupolosi nel seguire le indicazioni e i consigli. Avrebbe fatto tutto ciò che il vecchio le aveva raccomandato, perché si fidava di lui.
Il tempo passò lentamente. La principessa non vedeva l'ora di tornare nel labirinto per prendere il palloncino magico, ed ogni giorno contava e ricontava le tacche sul ramo. Infine giunse il momento fatidico. Il giorno più lungo era arrivato. La fanciulla scrutò l'oriente nell'attesa dell'alba ed infine vide che il cielo diveniva sempre più chiaro. Dopo un periodo interminabile il sole apparve all'orizzonte.
Viola doveva iniziare subito il percorso, se voleva arrivare in tempo davanti alla grata di ferro. Prese con sé un gomitolo e, salutati i due amici, entrò da sola nel buio corridoio. In una mano teneva il gomitolo e nell'altra aveva la torcia. Procedeva sicura, senza mai voltarsi indietro, e cercava d'infondersi coraggio.
Ora era veramente sola, nessuno poteva aiutarla, nessuno poteva soccorrerla. Tutto dipendeva da lei. Ormai conosceva bene la strada, sapeva che avrebbe trovato degli ostacoli, ma sapeva anche come superarli.
Quando fu di fronte alla scalinata, dall'alto caddero grosse gocce d'acqua rovente. Lei si fermò ed attese che quella pioggia si calmasse. Di corsa salì sulla ripida gradinata, giusto in tempo per evitare un'abbondante nevicata che rese le scale sdrucciolevoli.
Sentì il cuore che le batteva forte forte, stava per perdersi d'animo e per tornare indietro. Sconsolata, si sedette su una pietra. Se ci fossero stati ancora dei nuovi impedimenti, oltre a quelli già noti, come avrebbe fatto a superarli? I suoi amici erano troppo lontani, e il vecchio era prigioniero dietro l'inferriata. Quello era il suo terzo tentativo, e non ci sarebbe stato scampo per lei se avesse sbagliato. Era ancora in tempo per tornare indietro. Il filo l'avrebbe guidata verso l'uscita, verso la salvezza. In poco tempo sarebbe arrivata all'ingresso e lì avrebbe trovato i suoi amici.
Che cosa avrebbe detto loro? E che cosa avrebbe raccontato all'elefante? Per lui non ci sarebbe stata più la possibilità di tornare in patria, mai più. E lei non avrebbe più potuto guardarlo negli occhi, perché vi avrebbe letto un dolore senza fine ed un silenzioso rimprovero.
Stette a lungo a riflettere ed infine decise che avrebbe continuato, che poteva farcela, che doveva affrontare ogni situazione, come una vera principessa. La discesa fu ardua dato che il pavimento era cosparso d'olio e lei aveva le mani impegnate. Decise allora di sedersi e di scivolare cercando di rallentare la velocità appoggiando i piedi sulle pareti. Procedeva cauta nei corridoi, temendo qualche sorpresa. Ad un certo punto, davanti a lei, si scatenò una tempesta di chiodi e di spilli. Allora si rannicchiò e si protesse la testa con le mani. S'accorse che la tempesta si fermava per pochi secondi e poi riprendeva. Se fosse stata abbastanza veloce, sarebbe riuscita a passare senza pericolo. Attese una pausa della tormenta e schizzò via come una saetta. Si trovò dall'altra parte prima che la pioggia riprendesse. Gliel'aveva fatta! Trovò ancora trappole, buche sul pavimento, lingue di fuoco che la sfioravano, ma nulla ormai avrebbe potuto fermarla. Aveva capito che avrebbe potuto superare tutte quelle difficoltà con l'attenzione e l'impegno e si sentiva forte perché niente riesce a vincere il coraggio e la fiducia in se stessi. Ormai aveva deciso di lottare contro ogni ostacolo perché alla fine del percorso c'era un'inferriata che si sarebbe aperta al suo passaggio, un palloncino che avrebbe ridato la felicità al suo amico, e un vecchio che avrebbe rivisto la luce del sole. Tutto ciò dipendeva da lei.
Udì tutto intorno dei misteriosi sibili, dei fischi acuti che penetravano nel suo cervello come lame affilate, e poi sentì un gelo che la paralizzava, un formicolio insopportabile in tutto il corpo, e un vento che la avvolgeva tutta dal basso verso l'alto, facendo tremolare la fiamma della torcia. Pareva che mille forze si fossero scatenate per distruggerla, ma lei capiva che era solo l'impotente rabbia di un misterioso e malvagio essere che ormai aveva capito d'aver perso. Avanzò ancora, intrepida, senza più paura. Oramai era vicina alla meta. In lontananza vide l'inferriata, e al di là il vecchio la chiamava a gran voce.
- Corri, corri, la nottata è già iniziata da un pezzo! Dobbiamo sbrigarci!
La principessa si precipitò. Quando fu davanti alle sbarre, s'udì uno stridente cigolio e un rumore di ferraglia. La barriera lentamente s'alzò e la principessa entrò nella sala. Ora bisognava cercare il palloncino. C'erano cento scrigni tutti uguali sui tavoli e solo uno conteneva il palloncino. Nessuno poteva aiutarla nella ricerca che doveva essere rapida perché il tempo stava per scadere.
- Per non confonderti apri gli scrigni ad uno ad uno, fruga bene all'interno e poi appoggiali per terra. Ricordati di richiudere ogni volta il coperchio dello scrigno vuoto, altrimenti l'altro non s'aprirà.
Il vecchio le dava sempre dei consigli utili. La ricerca fu lunga e faticosa, anche perché i coperchi erano pesanti e difficili da sollevare. Inoltre il palloncino era molto piccolo e bisognava guardare bene dentro ogni cofanetto.
Viola frugava sempre con le mani il fondo, per essere ben sicura di non ingannarsi.
Ormai le rimanevano da aprire soltanto cinque scrigni. Sollevò gli occhi verso il vecchio e vide nel suo sguardo lo sconforto. Già dall'inferriata provenivano dei sinistri rumori, e pareva che la grata dovesse abbassarsi da un momento all'altro.
-Svelta! Ti prego, più svelta! Il palloncino deve esserci per forza!
La principessa non sentiva più nemmeno le sue dita. Come un robot apriva e richiudeva i piccoli forzieri, ma erano tutti vuoti. Infine sul tavolo ne era rimasto uno solo, l'ultimo. Già l'inferriata aveva iniziato a scendere lentamente. La fanciulla ebbe un attimo d'esitazione ed infine lo aprì. La grata era già arrivata alla metà dell'apertura. La sua mano toccò qualcosa di morbido. Viola l'afferrò stretto stretto, mentre il vecchio la prendeva velocemente per la mano e la trascinava fuori. Giusto in tempo per passare sotto l'inferriata che ormai era quasi del tutto abbassata!
La fiaccola e il gomitolo erano rimasti dentro la sala, ma lei non si preoccupò. Adesso aveva ottenuto il palloncino magico ed aveva la compagnia del vecchio che s'era dimostrato molto abile e saggio. La via del ritorno era segnata dal filo e, anche al buio, avrebbero potuto ritrovare il giusto percorso. Nel loro cammino non trovarono   più alcun ostacolo. Ormai avevano raggiunto lo scopo e ben presto i due arrivarono all'uscita. Il sole stava sorgendo all'orizzonte, la notte era finita. La principessa era tanto felice da non sentire neppure la stanchezza di quell'interminabile giornata. Abbracciò i suoi amici e infine si volse per ringraziare il vecchio. Si guardò più volte attorno, ma non lo trovò. Vide invece un giovane cavaliere che le sorrideva.
-Sei stata molto coraggiosa, le disse, e non ho parole per ringraziarti. E' merito tuo se ho ritrovato la libertà che credevo perduta per sempre. Anche il mio aspetto è ritornato normale. Come vedi non sono più quel vecchio che tu hai conosciuto nelle segrete. Ti sarò riconoscente per sempre e tu potrai chiedermi tutto ciò che vorrai.
La principessa porse la mano al giovane e gli annunciò che avrebbe voluto sposarlo perché si era dimostrato molto saggio e generoso. Sarebbe stato un buon padre per i suoi figli ed un buon re per il suo regno.
Anche il cane e l'elefante approvarono la decisione della fanciulla. L'elefante indicò il palloncino con la proboscide. Il cavaliere sapeva come trasformarlo in una comoda mongolfiera. Tutti salirono a bordo e ... via! Si diressero verso l'Africa, dove arrivarono in un batter d'occhio. Giunti nella savana vicino al grande fiume, scesero tutti vicino ad una famigliola d'elefanti. Alti barriti festosi s'alzarono nel cielo. L'elefante aveva ritrovato i suoi genitori e i suoi fratelli e corse verso di loro sollevando nugoli di polvere. I pachidermi si diressero verso il fiume e si misero a giocare felici tra alti spruzzi d'acqua. Dopo aver salutato tutti, il cane, il cavaliere e la principessa risalirono sulla mongolfiera e raggiunsero rapidamente il castello. Pochi giorni dopo si celebrarono le nozze, e per la principessa l'avventura delle segrete divenne solo un lontano ricordo, da raccontare ai suoi figli. Le era rimasto però il prezioso palloncino che permise agli sposi di viaggiare in tutto il mondo, Polo Nord compreso, per vedere il sole a mezzanotte, nella nottata più breve che ci sia al mondo.

E gli altri cavalieri prigionieri delle segrete? Di loro non si seppe mai niente, ma noi speriamo proprio che abbiano trovato il gomitolo di Viola e, con esso, la salvezza.

domenica 23 marzo 2025

Genealogie Sire

DOCUMENTI CON IL COGNOME SIRE

Il primo documento che ho trovato in Archivio Diocesano è del 1746 dove è citato Baldassarre Sire, piemontese. Dal 1720 la Sardegna si trova sotto il dominio dei Savoia  e da allora giungono nell'Isola funzionari, impiegati, e militari dal Piemonte. E' probabile che nel 1746 Baldassarre fosse già sposato con l'algherese Giuseppa Urgias.

Oggi il cognome Sire è rarissimo.

La famiglia Urgias era molto conosciuta in città anche perché alcuni suoi  membri hanno ricoperto significativi ruoli nella Chiesa. Il canonico Antonio Michele Urgias (1771-1826) si dedicò all'insegnamento e fu archivista del Capitolo della Cattedrale dal 1822 fino a poco prima della sua morte.  A lui è dedicata la prima sala dell'Archivio Diocesano.

Il cognome Urgias ha ancora una discreta presenza ad Alghero.


2 giugno 1746 - Nel secondo atto di battesimo i padrini sono Baldassarre Sire e Giuseppa Urgias

Il 2 giugno 1746 nasce Giuseppa Caterina Mula di Giovanni Antonio Mura e di Maria Antonia Arca della Civitate Castrensis. Padrini Baldassarre Sire del Piemonte e Giuseppa Urgias algherese.

Il 2 settembre 1751 nasce Stefano Raimondo Serra figlio di Giovanni Antonio Serra e di Maria Antonia Guilleri. PP Baldassarre Sire e Graziella Urgias.

Il 22 maggio 1752 nasce Gavino Isidoro Pasquale Coco figlio di Pietro Coco e di Barbara Alivesi. PP Baldassarre Sire e Giuseppa Urgias.

Il 3 gennaio 1753 nasce Maria Antonia Margherita Grazia Sire di Baldassarre Sire e Giuseppa Urgias. Padrini Salvatore Demontis e Margherita Urgias.

Il 3 ottobre 1761 Angelo Pais si sposa in cattedrale con Giuseppa Idda di Lei, domiciliata ad Alghero fin da bambina. Testi Gianuario Masia di Villanova e Baldassarre Sire algherese.

In questo documento Baldassarre Sire è definito algherese ma in realtà è piemontese.

Il 18 giugno 1763 nasce Maria Carmina Eugenia Fatachu (Fattacciu) figlia di Antonio Fatachu e di Maria Giuseppa Serra. PP Baldassarre Sire ed Eugenia Sire.

Qui compare Eugenia Sire ma non sappiamo quale grado di parentela ci sia con Baldassarre. E' probabile che sia sua figlia.

L’8 aprile 1765 si cresima Giuseppe Sire di Baldassarre Sire e di Giuseppa Urgias. Padrino don Proto Tola. 

Il 21 maggio 1776 si cresima Caterina di Francesco Maria Garraxino e Eugenia Sire. La madrina è Margherita Sire.

Eugenia può essere un'altra figlia di Baldassarre. Garassino è un cognome molto diffuso in Piemonte.

Il 21 febbraio 1779 nasce e viene battezzata M. Maddalena Rosa Ignazia di Francesco Deroma, e Margherita Sire. Padrini dr. Giorgio Dau (avv. in utriusque juris) e Maria Rosa Pilo. 

Margherita è la figlia nata nel 1753.

L'8 maggio 1784 Giuseppe Massala si sposa con Feliciana Mula. Testi Ignazio Manca, Giuseppe Sire

Giuseppe Sire è un figlio di Baldassarre cresimato nel 1765. A quella data Baldassarre è ancora vivo ma in seguito non lo troviamo più citato nei documenti nei quali compare suo figlio Giuseppe. E' forse già deceduto?

Il 1° ottobre 1784 Giovanni Battista Spano vedovo si sposa con Nicoletta/Elisabetta Garzalin /Galzerin; testimoni Giuseppe Sire, Salvatore Corbia.

Il 21 aprile 1785 nasce Giuseppe Luigi Giovanni Battista Leonardo Ibba figlio di Michele Ibba e di Barbara Melone? PP Giuseppe Sire e Luisa Satta.

Il 14 novembre 1792 Stanislao Balero si sposa con Maria Giuseppa Crasta. Testimoni Giuseppe Sire/Siro e Sebastiano Galibardi.

Nel febbraio 1793 nasce Antonio Efisio Giuseppe Luigi di Giuseppe Caddu?, e M. Teresa Rugiu. Fanno da padrini Giuseppe Sire e M. Domenica Bellomo.

Il 17 novembre 1793 Bartolomeo Balero vedovo si sposa con Maria Giuseppa Sire nella casa di Giuseppa Urgias. Testi canonico Giuseppe Crasta e reverendo Antonio Ignazio Calvi.

Nel Settecento e nell'Ottocento molti matrimoni si celebravano a casa anziché in cattedrale. Era un uso delle famiglie benestanti, il più delle volte non algheresi. E' strano che la casa sia di Giuseppa Urgias e non di Baldassarre Sire. Forse era già deceduto? I Balero/Ballero provenivano dalla Liguria.

Il 4 gennaio 1795? viene cresimato Baldassarre di Francesco Deroma e Margherita Sire. Padrino Francesco Costa.

Il 18 maggio 1806 viene cresimato Giovanni di Gaetano Rossi e M. Antonia Vitelli. Il suo padrino è il canonico Agostino Sire.

Il 26 maggio 1806 viene cresimata M. Giuseppa di Pietro Moccia e M. Maddalena Sann. Madrina Margherita Sire,

Il 22 giugno 1810 muore Giuseppe Sire di 47 anni e viene seppellito nella chiesa del Rosario (in Piazza Civica). Era nato nel 1763.

Il 9 settembre 1810 viene cresimato Bartolomeo di Bartolomeo Ballero e M. Giuseppa Sire (manca il padrino)

Il 12 maggio 1820 si cresima, Giuseppe di Gioacchino Dulcis e M. Agostina Sire, padrino il reverendo Baldassarre Deroma (figlio di Margherita Sire?). Potrebbe essere il don Deroma che ha dato il nome alla via del centro storico.


Nell'opera di Marina Sechi Nuvole "L'estate del colera" Edicions de l'Alguer 2019 è citato Agostino Sire  che nella sua qualità di orafo viene richiesto per determinare il valore dei gioielli negli inventari.

Nell'aprile 1855, poco prima che in città scoppiasse l'epidemia di colera in agosto, Agostino Sire compare in un lungo elenco di persone che hanno trascurato di eseguire le pulizie prescritte. Agostino Sire viene sanzionato per "non scopare la stalla, ricidivo". Non sono citati altri Sire e ciò significa che nessuno di loro  è deceduto durante l'epidemia.

Dai documenti si può ipotizzare che Baldassarre Sire sia il capostipite dei Sire, arrivato ad Alghero intorno al 1740 per assumere un impiego, un incarico oppure per intraprendere un'attività. Si è sposato con Giuseppa Urgias ed ha avuto una discreta discendenza. Era conosciuto e stimato in città dato che lo vediamo spesso citato come testimone di nozze o come padrino insieme alla moglie. 

Per l'albero genealogico Sire-Cubeddu ho consultato gli elenchi del libro "La grande guerra" di Antonio Budruni e altri dati del mio archivio.

Gli alberi genealogici ricostruiti sono parziali perché verosimilmente le famiglie erano molto più numerose.
















Per ulteriori chiarimenti:   e-mail - tilgio@virgilio.it

venerdì 14 marzo 2025

Alghero. Cognomi 1500

 Le mie ricerche sui cognomi mi hanno portato a curiosare tra i Quinque Libri del Cinquecento della parrocchia di Santa Maria di Alghero. I documenti sono di difficile lettura ma con impegno e pazienza si riesce a decifrarli almeno in parte. Ho già pubblicato la trascrizione di diverse pagine degli antichi atti ed ora il mio interesse si è rivolto soprattutto ai cognomi per poter fare delle riflessioni sul popolamento di Alghero due secoli dopo il suo assoggettamento agli iberici. Come si nota ho trovato anche cognomi che si sono estinti, dei quali non è rimasta traccia in Italia. Ho preferito non tradurre i nomi propri e li riporto nella grafia usata negli atti.

Inoltre ho mantenuto alcuni termini in catalano:

Mestre: indica un artigiano provetto che ha bottega e può avere anche apprendisti e lavoranti. Spesso è abbreviato in oppure in m.e

Mado: appellativo usato spesso per le levatrici e talvolta per le madri e le comari. Credo che sia socialmente inferiore a "signora".

Mossen: si potrebbe tradurre con mio signore











giovedì 20 febbraio 2025

Liber Mortuorum Sec. XVIII

 Vediamo alcune trascrizioni del Liber Mortuorum dei Quinque Libri della parrocchia di Santa Maria di Alghero del secolo XVIII. Si nota la presenza dei militari della guarnigione e di persone con varie provenienze. C' è inoltre un alto numero di bambini molto piccoli dato che in quel periodo l'infanzia era un periodo molto difficile da superare.


1755

Die 17 Januari 1755 Anime deo reddidit Joannes Batt.a Ortu alguerensis angianj sacramentis munitus usi cadaver humatum est in ecclesia

Die 18 Januarius 1755
Anima Deo reddidit Stephanus Spinelli filius Jeronimi Spinelli ex civitate del casale in Pedemonte miles in Regimine de Monferrato omnibus Sacramentis munitua anno sue etatis 50 eiusque corpus humatum est Cemeterio huius Ecclesia ……

I militari avevano un proprio cimitero dedicato a loro e ai familiari. E' probabile che si trovasse adiacente al Qualtè dove erano alloggiati.

Die  19 January 1755 
Anima Deo reddidit Anna Catherina ….. ex civitate de Cunio in Pedemonte sacramento extrema untionis munita anno suo etatis 32 eiusque corpus humatum est in cemeterio huius … Grande V.P.

Die 20 january 1755
Anima Deo reddidit Josepy Pedreto ex civitate Sasseris omnibus sacramentis munitus annos 60 eiusque corpus humatum est in Ecclesia Cathedralis de quibus
Grande Vice Parroch

In certe parole l'inchiostro si è sbiadito tanto da renderle illeggibili.


Die 2 aprilis 1758 
Joannes Baingius filius Joannis Maria de Riu et Maria Angela Casu ex oppido de Villa Nova, qui ab aggere terre desuper improvise oppressus in operibus Regie anno etatis sue 11, eisque corpus sepultum est in cappella S. Anna huius ecclesia de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758 
Joannes M(ari)a filius Joannis Antoni Demontis et Josepha Pinna ex oppido de Villanova, qui ab aggere terre desuper improvise oppressus, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 11, eisque corpus humatum est in cappella S. Anna huius ecclesia Cathedralis de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758: 
Simon filius Joannis Antonus Demontis et Josepha Pinna ex oppido de Villanova, qui ab agere terre desuper improvise oppressus, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 7, eisque cadaver humatum est in cappella S. Anna huius S. E. Cathedralis de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758: 
Sebastianus filius Joannis Cavalloto Pedemontanensis et Marie Antonie Rosa Algarensis, qui ab aggere terre desuper improvise oppressus, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 11, eisque corpus humatum est in cappella S. Anna huius E. C. Algaren de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758: 
Jeronima filia Seraphino Carboni ex oppido de Vilanova, qua ab aggere terre desuper improvise oppressa, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 10, eisque corpus humatum est in cappella S. Anna huius E. C. Algaren de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758: 
Antonius Nonis filius Josephi Nonis, et Joanna Cusseddu Algarensium qua ab agere terre desuper improvise oppressus, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 12, eisque corpus humatum est in cappella S. Narcisi huius S. E. C. de quibus Grande V.P.

Die 2 aprilis 1758: 
Paulinus filius Josephi Nonis, et Joanna Cusseddu Algarensium qui ab aggere terre desuper improvise oppressus, una cum aliis in operibus Regie Mayestatis anima Deo reddidit anno sua etatis 8, eisque corpus humatum est in cappella S. Narcisi huius S. E. C. de quibus Grande V.P.

Il 2 aprile 1758 deve essersi verificato un improvviso incidente. Sembrerebbe che nel corso di lavori pubblici sia franato il terreno e così sono morti sei bambini e una bambina dai sette ai dodici anni. Erano forse piccoli manovali impiegati nel lavoro delle regie opere?


1759

Anima deo reddidit Joannes Maria Boru de Bolotana aňo etatis sue 50 circiter  omnibus sacramentis munitus eius corpus humatus fuit in cemeterio huius S. Ecc. Cath. De quibus P. Sanna v.p.

Die 22 xbris 1759
Anima Deo reddidit Rosalia Caiatra algaren aňo etatis sue 42. sacramento extrema untionis munita eiusque corpus humatum fuit in sepulchro S.ti Narcisi  huius S. E. C. De quibus P. Sanna v.p.

Die 23 xbris 1759
Anima Deo reddidit Maria Gratia Sillent algarensi aňo etatis sue 18. omnibus sacramentis munita eiusque corpus humatum fuit in eccl. S.ti Fran.ci de quibus P. Sanna v.p.

Die 27. xbris 1759
Anima deo reddidit Antonius Lumbardo Algarensi accidentaliter  in mari et invenitus in littore eiusque corpus humatum fuit in capela S.t Elmi judicio .............  40 de quibus P. Sanna v.p.

Antonio Lombardo è probabilmente un pescatore naufragato insieme a Pietro Paolo Cossu trovato due giorni dopo.

Die 29 Xbris  1759
Anima Deo reddidit Petrus Paulus Cossu Algaren accidentaliter in mari et inventus in littore eiusque corpus humatum fuit in capella S.t Elmi etati sue 39. De quibus. P. Sanna V.P.

Pietro Paolo Cossu è morto in mare per cause accidentali. Forse era un pescatore che è naufragato come Antonio Lombardo trovato sulla spiaggia due giorni prima e seppellito nella cappella di Sant'Elmo della cattedrale.

Die 30 xbris 1759
Anima Deo reddidit Simona filia Antoni Baya et Franceschina Demartis Algarensis aňo etatis sue 6 mense 8. eiusque corpus humatum fuit in sepulchro communi Soniuo S. E. Cath. De quibus P. Sanna V.P.

Die 1° januarii 1760
Anima Deo reddidit Petrus Mavina Algarensis aňo etatis sue 73. omnibus sacramentis munitus eiusque corpus humatum fuit in  9nahrio de quibus P. Sanna v.p.

1763

Die 8. 9bris 1763.
Anima Deo reddidit Theresia filia Gavini Era ex oppido de Patada et Violante Masala Algaren die sue etatis 25 . Eiusque corpus humatum est in hac Ecclesia cath. De quibus Grande v.p. 

Die 9. 9bris 1763.
Anima Deo reddidit Franciscus Joseph filius Petri Lay ex civitate Bose et Marie Josephe Pinna algarensis mense sue etatis sexto eiusque corpus humatum est in Oratorio B. M. V. S.o Rosario de quibus Grande v.p. 

Die 11 9bris 1763
Anima Deo reddidit Rosa M(ari)a filia Thome Porcu et Angele Marie Porcu Algarensium anno sue etatis circiter 16 omnibus sacramentis munita, eiusque corpus sepultus est in hac E. C. Alg(are)n. De quibus Grande v.p.

Die 12 9bris 1763
Anima Deo reddidit Hyeronima filia Hyeronimi Balero et Magdalena Bertora ex insula Corsice elle autem mense sue etatis 6. eiusque corpus humatum est in Ecclesia B.M.V. de Carmelo De quibus Grande v.p.

Qui abbiamo Era che proviene da Pattada, Lay da Bosa e Ballero dalla Corsica dove era arrivato partendo dalla Liguria. Dall'atto di battesimo di Gerolama Ballero sappiamo che suo padre, proveniente da Genova,  era già morto nel momento della sua nascita ad Alghero. I Ballero venivano sepolti nella chiesa del Carmelo.

1770

Die 1 7bris 1770 mortua est Theresia Manca filia Antoni Manca et Juana Angela Dulci annorum 2. et sepulta est in fossario.

Die 4 7bre mortuus est Antonius filius Raimondo Canu et annorum 2. et sepultus est in C.S. Rosari. Marinetto V.P.

Eodem die mortuus est Joannes filius Fancisci Ogana et Camilla Campelli annorum 2. et sepultus est in hac. Marinetto V.P.

Die 5 7bris mortuus est Joannes filius Petri cusseddu et Rosalia Cusseddu et sepultus est in hac. Marinetto V.P.

Die 5 eiusdem mortua est Theresia filia Vincin Calaresu et Maria Antonia anno 6. et sepulta est in C.S. Crucis. Marinetto V.P.

Die 6 mortus est Franciscus filius Jonnes Masia annorum 3 et sepultus est in fossario. Marinetto V.P.

Eodem die mortua est Maria et sepulta est in hac annorum 3. Marinetto V.P.

Die 7 7bris 1770 mortua est Anna Santa filia Leonart Maria Serra et Pascalina Pais anno 4. et sepulta est in hac. Marinetto V.P.

Die 8 7bris 1770 mortua est M. Gavina Toia sepulta in hac. Palu V.P.


La cattedrale viene indicata con il dimostrativo hac
Chi non poteva pagare la sepoltura veniva deposto nel fossario, verosimilmente lo spazio fuori dalla cattedrale. Tra i nove defunti sono presenti ben otto bambini. Soltanto per loro si riportava il nome dei genitori. 


sabato 15 febbraio 2025

Matrimoni ad Alghero 1574

Vediamo oggi le registrazioni di alcuni matrimoni a partire dal 1574.

Come si nota, i cognomi degli sposi sono sottolineati, probabilmente per facilitare la  ricerca in caso di richieste di controlli.



***(3b)

@ayac setembre 1574

Yo Fransisco Quesa prevere y curat fas fe com tinch exposat y dat la benedictio nuptial a bernart Maula fill de antiogu maula y de maria manca la esposa es nomenada aliaciu mura filla de iogu..num mura y de jacomina mura testimonis foran peroyeroni nomumontes i jeromi bonu.

Xij Setembre 1574

Yo Fransisco Quesa prevere y curat fas fe com tinco exposat y dat la benedictio nuptial @ Yagu mura fil de donu Yuani mura y de antonina mura la esposa es nomenada Sebestiana Carta filla de donu Llonardo pistis y de bera carta testimonis foren patro(ne)yeroni manus bellas yeroni loa

***(4a)

Vui. @14 de 7bre del any 1574

Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch (dada) la benedizio nuptial a m.° Angel del Esprego fil de mestra Sabastia del Esprego y de Juana de l'Esprego y es muller Juana Jsurna de lo frasso y lesprego

Vui. @ 2: octobre del any 1574

Jo p.e  del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a hieronj cariga fil de m.re anto.o cariga y de alvira cariga y Gings.u coniuges defunto y cathalina terrago filla de m.° Arando terrago y de Ysabel terrago coniuges vivent i naturals de l'alguer

@xxv de octubre 1574

Yo Fran.ch Quessa prevere y curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial a patro manco ruscam fill de Yeroni ruscam y de geronima ruscana la esposa es nomenada eularia pinna filla de me(stra) dumingu pinna y de margarida pinna coniuges

*** (4b)

A 31 de 8bre 1574

Yo J.e del Esprego prevere y curat f fas fe com tinch esposat y dat la benedisio nuptial a Antoni maim natural de la villa demuro fill legitim xx xxxxx teddo y de elisabet maca y palonia sanna filla legitima del seunj Sanna y de Angela ja smer de la terra de torralba

@ 7 de no(v)embre 1574

Yo p.e del Esprego p(reve)re y curat f fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a llorai demuresu fil de Basilj Muresu y de Barbarina joana mara/° de hinch i la dozella Yuana espano filla de ce Yuane Espano y de agatta Deledda sati Sabataz (pessima calligrafia)

***(6a)

@ 6 de dit 

Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial a Fransisco nua xapador fill legitim y natural de xxx Mele y de Margarida huda zabaneb y Tara de Jola filla de Pedro Detori y de andre rutea Jola de huica 

@ 13 de dit 1575

Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat f fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial a m.e Andreu tongio y a sa muller y Isabel filla de m.e niaroso m.e dearca y de Juana morella que E abitj ne la present siutat

Yo p.e del Esprego curat fas fe com tinch esposat y dada   la benedictio nuptial a njcolas Saragna natural de la vila y agendinis de timpreo de Caler y a Barbara sassaresa sa muler

Nell'ultimo atto manca il cognome della moglie. Pessima scrittura, lettere mancanti, parole incomprensibili. 

*** (6b)

Dit die 
Yo p.e del Esprego curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial @ tormbone Pane mariner de la vila de dussaiga de ribera de Genova fil llegitim d m.e vigta pane y de mariola merla y a Maria Njsale oriada de Sog.a M° Angel carp.na

@ 8 de maig 1575
Yo p.e del Esprego curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a g.u Dores Bhaphin mariner de la vila de Camussi ribera de Genova y la dozella oioilia pudda filla llegitima de nanj Pudda y de Maria de lo Juges.

Dit die  
Yo p.e del Esprego  curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial all hosmajro demhguzare natural de Sestri de ponent de la ribera de Genova  y la dozella margarida Detola natural de sasser tots sadi fra oncajont nutat de caess

 In questi ultimi matrimoni ci sono tre liguri, uno di Dussaiga, uno di Camussi (forse un piccolo paese) e uno di Sestri ponente. La pessima scrittura non permette di leggere diverse parole.

*** (8a)

1575 @xiij de yuni
Yo Fran.ch Quesa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial a Ferando Pasino fill de Yuani Pasino y de chatelina Milony la esposa es nomenada Yuana mancha filla de antoni Mancha y denibalino mancha xxx xxxx xxxx sinert delapre

@ 21 de agost  1575
Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio a m.°J.o Cuga y  hagabicella Joffre filla llegitima y natural del q.° m.° gabriel Joffre c. y de cathalina Joffre y posela vinio testimoniis  lo noble don Lavoio Cartg.no y lo dotor Forzalba

@23 de agost  1575 
Yo p.e del Esprego curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a m° Llonart Sanna y @  Cathalina Ferretta filla de m° Gassera Ferret y de agnes ferreta y gnjosca y dura. Testimonis Salvador Guso e m.° antiogo m@ dressa e m.° Jan.co  ragzi  joeoura

Tra le tante parole non decifrate, per fortuna si riesce a leggere alcuni cognomi. E' curioso notare che i cognomi hanno un femminile e un maschile come Ferret e Ferretta. Quasi sempre mancano i nomi dei testimoni e dei genitori dello sposo.

*** (8b)
@ dit die
Yo p.e del Esprego  curat fas fe com he esposat allogiusto natural de la villa de Sanitro resedent la present siutat oriat de m.° Josep Serra y Grazia Serra.

8 dit die
Yo p.e del Esprego tinch esposat a Sabastianu Zayio y agasmi Fransisca Paremoll trati hubitt xxx rasintot

Questi ultimi atti sono incomprensibili. Nel primo non si capisce neppure chi sia la sposa e credo che il suo nome manchi proprio.
Dal settembre 1755 passiamo al giugno 1576.

*** (9a)
@ xij de yun  1576
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ me navidat Puiello fill de mestre navidat Puiello y de Yuana ascodera la esposa es nomenada francina filla del g.° m.° vihel y de Hieronima esquinta testiminis foren ne Yuan ferret y me. Yulia turino tots de la present siutat  

@ xij dit die
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @patro Yacomo briaxan fill de Fran.ch briaxan y de maria de milanse la esposa es nomenada chatalina escardaxa filla del g° me Gavi escaraxo y de francesqua de lines testimonis m.e Marti Salus y me Nadal tots de la present siutat de  lalguer

*** (9b)

Dit die                   
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ nicola quessa fill de donu gnigui quessa y de yuana quessa la esposa es nomenada yuana quossu filla de donu bangio quossu y de busana casu testiminis maestro brendal y mestre baptista urits tots de la present siutat 

 dit die
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ me(stre) michael fara fill de mateu fara y andriuxa Sequa La esposa es nomenada Chatelina arca filla de me. Pere arca y de chatelina biasco testimonis lo senior doctor toralba y m.° Yaume durat tots de la present siutat

*** (9b)
Dit die 1576
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ m° simo Virdi fill de m° hieromi Virdi y de breioxin gene y la esposa es nomenada grasia dentol fila de m° angel dentol y de xxstina dentol tots habitans de la present siutat de lalguer

@xxmi de dit
Yo Fran.ch Quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ m° andreu escupa fil de me(stra) antiogo escupa y de adea escupa la esposa es nomenada yuanna angela sogio filla de me gavi sogu y de magietana Sugu tots habitans de la present siutat de lalguer

*** (10a)

A 21 de junj 1576
Yo p.e del Esprego  prevere y curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial a m.e miguel  movoy y a la dozella sibilla soler testimonis m. gegons y m°ro mosserat vidal 

Juliol
Xxx xxx xxfas fe com tinch espusat asteve saseres jnuvis camaler y a chiriga catarolo testimoni fonch mestra xxx y mestra gimihali

A 8 de Juliol
Yo p.e del Esprego  pre(vere) y curat fas fe com tinch dada la benedisio nuptial a Andria morteu y a sa muler espera(n)sa ybba  

*** (10b)

A 15 de juriol    1576
Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com esposat y da la benedicio nuptial a m.e Antoni bonafe y sa muller Barnadina deposati

@ 20 de juriol 1576
Jo Agusti Mura curat fas fe com esposat y dat la benedicio nuptial a m.e antoni de la topa y sa muller catelina Vargiu testimonis m.e hieroni gioi duran y m.e antoni celnusra

*** (10c)

@ 22 de dit  1576

Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a patro  philipi delaicofta y a sa muller 

Qui manca il nome della sposa.

a 29 de dit (juriol)1576

Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a patro massai y Sisilia pudda testimonis p.re sabastia foi y m. cofesai

Dit die

Yo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch esposat y dada la benedisio nuptial a pia orinna y a Ellaria dafezza testimonis fon m° fran.ch fran.co y m° p.  don gesa G.a biniles  

*** (11a)

dit die (de juriol)   1576
Yo Agosti Mura curat fas fe com esposat y dada la benedicio nuptial  Antoni Pira y a sa muller Yohana Angela Sanna testimonis m° johannangel Condessu y m° Mateu Pinna 

dicto die (juriol) 1576
Yo Suamba infaing  curat fas fe com esposat y dada benedisio nuptial @ moss(en) joan gavi saquena y a sa moller angela carbone Ma testimonis m° Cartolame y antiogo jagano ass

Dit die      iglesia  S.t  Michel
Yo Agusti Mura curat fas fe com esposat y dada la benedisio nutial Antiogo Mogi y Constantia cocho testimonis m° franc.o bacsa i m° predro sanna

@ 31 de dit (juriol) 1576
Yo agosti murat curat fas fe com espusat en S.t Michael a m° johan palmas sa muler a nom s.ra madalena olivas testimonis don perasio fra y m° jeroni farer

*** (11b)

@ 19 de agost   1576
Yo G.e del Esprego curat fas fe com tinch esposat dins la nostre cathedral @ esteva espano y eullalia oritto muller que fonch testimonis nuptiis dellosurtt negre ab sanna

dicto die (agost) 1576
Yo Mateu bonfant curat fas fe com tinch esposat en la nostra cathedral y dada benedisio @ mestre pere querqui j a isabel escano testimonis  do ramò Satrilla i mossen pere spiot tots de la p(rese)nt ciutat

@ x de setembre
Yo Fransesch quessa curat fas fe com tinch esposat y dat la benedictio nuptial @ Antoni Liacha fill de patro furtusu liacha i andritta liancha. La esposa es nomenada camilla filla de patro felisu y deer mela y de gancha yermella testimonis fore conu bachis  segoy y antoni brendal

@ xxnj de setembre 1576
Yo Fransesch quessa curat fas fe com tinch esposats y dat la benedictio nuptial @ m(estr)e antoni Angel palamos fill de Yuanangel palamos y de eularia estany. La esposa es nomenada catelina fortanet filla de m(estr)e gabriel fortanet y de ysabel bunaldo  testimonis foren lo seňior don pere nofre y seňior doctor Sarrovira

*** (12a)

a 16 de maig 1580
Fas fe io Gaspar Rupa, com tinch desposat y donada la benediciò nuptiall a m(estr)e Lorenzo dasfor y a s.ra Yuana rella en la iglesia de san Michel. Testimonis fonch don rafaell mancha j m(estr)e gaspar gio dorast j m.e geronj gio icorane.

Dit dia
Fas fe yo dit Rupa, com tinch desposat y donada la beneditio nuptiall @ m.e monserrat rojg y a catelina moller en la iglesia de San Michel lo testimonis m.e geronj lu condas y m(estr)e biazoria mura? (manca il cognome della moglie)

@ is de hotubre 1581
Jo Gaspar rupa, fas fe com tinch desposat a m.e Yuan font y s.ra speranza sa moller en la iglesia de san Michel. Testimonis m.e josep xxx albert y m.e yna albert. (manca il cognome della moglie)

Evidentemente mancano molte trascrizioni perché si va dal maggio 1580 all'ottobre 1581. In quel periodo Santa Maria era sottoposta a lavori e San Michele fungeva da cattedrale

*******

Prendiamo un nuovo Liber Matrimoniorum quello degli anni 1657-1693 e notiamo alcune differenze in quanto le trascrizioni sono più leggibili. I nomi propri sono scritti con la maiuscola iniziale e compare il termine domer che indica il parroco del Duomo. Inoltre è riportata la provenienza degli sposi. Nei prossimi tre matrimoni troviamo vedovi che si risposano.

*** Dia 11 Mat (1657/1693)

viudos. Avui à 4 de Jener 1659 fas fe yo Juan Antoni Murtas aver desposat à Cosma Gaya de la vila de Patada ab Fransesca Serra de la p(rese)nt ciutat tots dos viudos los testimonis foran Giuni Piras y Jaime Scartello.

fadrins - Avui à 4 de Jener 1659 fas fe yo Juan Antoni Murtas domer aver desposat à Juan Baptista Ramos ab Cathalina Angela Efans?, tots los dos fadrins, los testimonis foran Diegho de Martis y Fransesch Moro.

viudos - Avui à 7 de Jener 1659 ha  desposat Juan Antoni (Murtas) domer à Pere de Nule ab Anna Maria Quelo viudos de la p(rese)nt ciutat los testimonis foran Nicola Deriu y Joseph Alexy. 

Viudos - Vui a 13 de Jener 1659 fas fe yo Juan Antoni Murtas aver desposat Cristofol Idili de la vila de Fruscio (Flussio) ab Marianna Pira de la Vila Usini.
Domer = (parroco della cattedrale-duomo) 

Dia 24 Mat (1657/1693)

Die 21 augusti 1661 
Fadri-viuda - Fas fe io Gavi Urcino domer de com ha desposat che Cosma? Can.ge Pere Serra ab licencia del Vicary (….) e can.ge macumerty a Thomas Marchian ab Cathelina Quessa, naturals de Alguer, se son fetas las tres denunciacions per tres dias festivos, y no se ha trobat impediment algu; testimonis foran lo p.nt can.ge Juan Batta Canetro?, y lo V.ble Juan Angel Sogiu; y han pres benediciò.

Die 11 mensis 7bris 1661
Fadrins – fas fe yo Gavi Urcino domer, de com tinch desposat à Sebastia Cadeddu, ab Marianna Solinas tots los dos fadrins de la p.nt ciutat, se son fetas les tres denunciacions ...

Anno 1664

Die x. Mensis february 1664
Viudos – Fas fe jo Juan Baptista Pin(n)a de com lo V.ble Matheo Coco domer axibe destata? Jglesia cathedral que ha esposat a m.e Gavy Sanna ab cathalina  Angela ogg(i)ano tots dos viudos de la p.nt ciutat. Se son fettas las tres admonicions per tres dias festivos segons mana (secondo quanto comanda)  la S.a eclesia y lo S.C.T., y no se ha trobat impediment algu. Testimonis foren Juan Nuvole y Totore? Serra 

Dicto die
Viudos – Fas fe Juan Baptista Pinna domer que ha desposat lo V.ble Matheo Coco domer axibe à Antonj Serra ab Juannetta Ruyu tots los dos viudos de la p.nt ciutat; se son fettas las tres admonicions per tres dias festivos segons mana la S.a mare Iglesia y lo S.C.T., y non se ha trobat impediment algu. Testimonis foren Juan Maria Serra y Dominigu Via.

La sigla S.C.T. potrebbe essere: Santo Concilio Tridentino

Nel secolo XVIII ho trovato alcuni matrimoni clandestini. In pratica i giovani che volevano sposarsi senza il consenso dei genitori oppure volevano abbreviare i tempi si presentavano ad un ecclesiastico, dichiaravano di volersi sposare  pronunciando i loro nomi e la loro volontà, e il matrimonio era valido. In realtà credo che il rito fosse stato già concordato con il prete. Chi ha letto i Promessi Sposi sa che don Abbondio stava in guardia perché Renzo e Lucia non gli si presentassero all'improvviso davanti per celebrare così le loro nozze.
Il seguente documento, scritto in lingua castigliana e di difficile lettura, dice che due nobili hanno contratto matrimonio clandestino e per questo sono stati puniti con due mesi di "carcere". Lui, Francesco Carrilon, è stato chiuso nel convento di San Giovanni di Dio dove stavano i frati che si occupavano dell'ospedale di Sant'Antonio Abate nell'attuale via Cavour e lei, Laura Parpalla, è stata chiusa nella casa dei Padri. Non è chiaro se il suo luogo di reclusione sia la sua stessa casa oppure le stanze dei frati. Credo più verosimile la prima ipotesi. Non è chiaro se dopo  i due mesi i due sposi siano potuti andare a vivere insieme oppure no. 
Di solito non vi erano punizioni per chi contraeva matrimonio clandestino e in questo caso posso pensare che gli sposi fossero minorenni e che siano intervenuti i genitori. 

Dia …. 1743  Alg.e
Certifico yo bajo firmado, @ haucondonce delegado Monseňor Caserana por averiguar como fue el casamiento clandestino entre el nob.le fran.co Carrion y D.na Laura  Parpalla, me he transferido a la Iglesia del Ospital de la p.nt Ciudat; y estando ambos lo nob: espressados pregunté como hauca dido y han dicho el mutuo consentimiento e ambos en presencia del R.do Joseph Alaccoňa curat de la p.nte  ciudad ; el qual consentimiento con la espresion @ querense ambos por esposos han confirmado en mi presencia, p.ntes por testigos D.n Domingo Daone Jcu.u e Mons.or y estevan ferranu jennidor e Mar.t a com doy fe j hanicuda incurrido estos n.bles en la pena è ej comon Recuiana y @ dos meses de Carsel; he dado pur ascito en lico an e Castel al sobredho nob:Carrion la Iglesia ‘o Combento del ospital, y la nob. S.ra la casa de sus Padres; y llegando los dos meses axa moscj.a los fuere @ justicia y vasto en fe j todo loqual firma el p.nte E Salvador Ronca l.a a Monti y Delegado a Mon.r por el echo p.nti





sabato 25 gennaio 2025

Battesimi ad Alghero-1546

Chi volesse utilizzare le mie trascrizioni deve tener conto che ci sono numerosi errori di lettura. Pertanto il lavoro può essere soltanto un aiuto per effettuare ricerche presso l'archivio diocesano di Alghero e non può essere considerato attendibile per uno studio.

Inizio a pubblicare la trascrizione di alcuni documenti dell'Archivio Storico Diocesano di Alghero. Sono tratti dal primo Libro dei Battesimi del 1546 conservato in Archivio. Per me la lettura è stata molto difficoltosa, come si vede dai numerosi termini non interpretati. Sulle altre parole possono sorgere dubbi di correttezza, ma io ho scritto le lettere che ho letto. Non escludo, anzi credo proprio che ci siano numerose sviste, ma sono sicura soprattutto delle parole che si ripetono negli scritti. Nonostante queste incertezze spero che possano darci delle importanti informazioni. Può essere interessante conoscere quali cognomi e nomi circolavano in città e anche la loro provenienza che talvolta è stata riportata. Naturalmente la più importante informazione riguarda la lingua usata e il modo in cui è stata scritta. Adesso è arrivata l'ora di addentrarci nella Alghero del 1546 e di viverne l'antica stmosfera.

ANNO 1546

Quando ci si trova davanti ad un documento come questo si pensa che non si potrà capire niente. Poi si inizia a leggere qualche parola e allora si crede che l'impresa sia, in qualche misura, possibile. Si cerca di individuare le varie lettere e si procede per tentativi ed errori. E gli errori sono davvero tanti, ma quel poco che si riesce ad interpretare fa da stimolo a proseguire. Devo dire inoltre che ho trascritto anche parole che sono palesemente sbagliate. Ma io ritengo che sia meglio scrivere il più possibile anziché lasciare gli spazi vuoti perché è comunque una interpretazione e può capitare che proseguendo nella lettura ci siano degli indizi che ci portano nella strada giusta se abbiamo già delle indicazioni.

Questo è l'inizio della prima pagina del Liber Baptizatorum ed è indicato con (6a).

*** (6a)

Yo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com e batezat una fila legitima de mateu flocai y de Johana Filipina lo xic a nom fotjae sec es padri mossen galin fo caballer padrina la s.ra catalina Furgia.  

@ de dit xxxllji Mozon prevere y curat de la seu de la present ciutat e batexat un fil legitim de  anynzjn saze y nastasia la mara lo xic Julia es padrì M° Salvador Carcassona padrina la S.ra Soya Fafra y Carcassona

@ xi (11) de dit Yo Agosti Mozon prevera y curat de la seu del la present ciutat he batexat un fill llegitim de mestre Yoga de Villa y de Margarida Carmina sa moller lo xic a nom Joser bonfilis es padri mossen angel gagaro y padrina la s.ra elianor fonsayre la varmaiui

Dit dia yo Agosti Mozon curat y prevera e batexat un fill legitim de piraino y soleana sa moller lo xic a nom Antoni angel compara mossen angel tomas comara Angeila Manura y prigero

*** (6b)

Yo roch de pera prevere y curat de la seu fas fe com e fet cristiana una fila no legitima nomenada xxxxxxx compara xxxx comara la filla de mossen xxxxxx bosinca y la levadora Catalina manos bellas

Qui abbiamo una bambina non legittima, forse esposta dato che mancano i nomi dei genitori. Non si riesce a leggere il suo nome e si sa che la madrina è la figlia di ... e viene da Bosa. La levatrice è Catalina Manos Bellas. L'uso del maiuscolo per i nomi e i cognomi è molto raro. Della madrina non è stato scritto neppure il nome, basta dire quello di suo padre e la provenienza.

Xx iij dit dia (questa è la data)

Yo roch de pera prevere y curat fas fe com e fet crestia un fil de Angel xxx morit nomenat Joan Antoni la mara mado Quisabel iunesa (potrebbe essere la provenienza fil legitim compare m° marti dondena comara seyora xxx quesa anerut la levadora faruya 

Note: Delle madri non si scriveva il cognome da ragazze. 

Qui abbiamo il battesimo di Giovanni Antonio, figlio di Angelo Morit e di mado Quisabel. Il nome Quisabel è pronunciato alla spagnola, con l'aspirata, ed è scritto secondo la pronuncia. Il nome Isabella in sardo logudorese si pronuncia ancora oggi Chisabella. Il compare è maestro Marti Dondena e la madrina è Quesa (Chessa) anerut?; la levatrice è Faruya. Il maestro è un artigiano di provata abilità che ha bottega e può avere apprendisti.

Come si vede, la lingua usata è il catalano scritto secondo la pronuncia e talvolta secondo altri criteri, forse reminiscenze delle regole utilizzate nel passato. 

ANNO 1546

*** (7a)

Yo Agosti Mozon curat e batexat una filla de xxxx  figay y Sozana D°gnda la xica a nom Catalina paula es padri mossen Jeronj Ferret e madrina la seyora Catalina Ferret y canasaya

Il primo battesimo ha come padrini mossen Jeroni Ferret e la signora Catalina Ferret y canasaya. la bambina è catalina Paula figlia di Figay e di Sozana. Il prete è Agosti Mozon e manca la levatrice. Qui abbiamo un mossen, cioè un missagnor che appartiene alla famiglia dei Ferret molto importanti in città dove si trova la via Gilbert Ferret. 

@ xabuj de dit

Yo Roch de Pera prevere y curat fas fe com e fet crestiana una filla de mestra Guilemi Giusti fila legitima nomenada Quisabel Catalina la mara nomenada eulalia font compare niperadua i comare la seyora Quisabel Carcassona la levadora mado Faruya

Roch de Pera battezza Quisabel Catalina figlia di maestro Guilemi Giusti e di Eulalia. Il compare è Niperadua?, la comare è la signora Quisabel Carcassona. La levatrice è mado Faruya. La signora Isabella Carcassona apparteneva ad una famiglia ben inserita in città. Pare che i Carcassona fossero ebrei convertiti, o marrani, come allora si diceva e ancora abbiamo il bel palazzo Carcassona in zona Cattedrale.

Dit dia

 Yo Roch de Pera prevere y curat fas fe com e fet crestiana una filla de angel aret la mara Lianor nomenada la xica Yoana anna no legitima compare m° aredondeto la comara la seyora angela lasepo la levadora mado Faruxa

Lo stesso giorno viene battezzata Yoana Anna figlia di Angel Arret e di Lianor. Compare è maestro Aredondeto e la comare è signora Angela Iasepo. La levatrice è mado Faruya.

A mi @ febrer

Yo Geromi Fadja prevere y benificiat en dita seu fas fe ve fer cristia un fil de m.st la Seque y de Bainga Seque sa muller lo fil a nominat johan Antoni compara m° Salvador carcassona comara la seyora esparansa de janb donsellia filla de m/ Josan de part levadora mado caterina Masana 

Nel mese di febbraio Geromi Fadja battezza Josan Antoni figlio di maestro la Seque e di Baing(i)a Seque. Il compare è maestro Salvador Carcassona e comare è Esperansa .... figlia di m/Johan, la levatrice è mado Caterina Masana.

*** (7b)

Yo roch de pera prevere y curat fas fe com e fet crestia un fil de m° Antony Pedro Pau nomenat Antoni fil legitim la mara nomenada Catalina muller de m° Antony Pedro Pau compare m° Abela comara la seyora font Joca marti la levadora mado Catalina Manos Bellas

@diumengea xmj de dit
Yo roch de pera fas fe com e feta crestiana una fila de Antony maies fila legitima nomenada yoana angela la mara yoana mote compare Dongresia la comara la seyora Angela detola/Dedola la levadora mado Faruya

*** (8a)

Yo Agosti MoZon curat fas fe que je batexat un fill legitim de Jaume xigorello e mara filla del pau fey lo smo jauma es padri m° fermasi massa la padrina pilo Catalina levadora mado Catalina Massana 

Dit dia
Yo Pera Cogurtado curat fa fe que je batexat una filla legitima de pau luoru y margarida sa moller la xica ga nom Sozana Baing(i)a compara ausonj ugera malorqui (maiorchino) comara angela bruguei levadora mado Catalina massana  

Dit dia
Yo Pera Cogurtado curat fas fe que je batexat un fill legitim d'Angel pisquedda lo xic a nom Joga padri m° Joga Galiasso y madrina la S.ra Clara Jacopo levadora mado Catalina massana 

*** (8b)

Yo Roch de Pera prevere y curat fas fe com e fet crestia un fil de Curubinu y la mare tè 'l pare nomenat Myquel fil legitim compare mestra Myquel dyrni comare la seyora xxx camarta la levadora mado Yacomina

La madre è figlia di Michele. Evidentemente non si conosceva  il suo nome.

A xabui de dit
Yo roch de pera prevere y curat fas fe com e feta crestiana una filla de esse Farayo nomenada oana angela la filla legitima la mare mado Yoana Pala compare Antoni Rusco comara Antoxx esyana la levadora mado audribaya de li masi

Dit dia
Yo Agusti Mozon prevere curat fas testimoni que se batexat una filla legitima de pedro carsa y madalena fora sa muller la xica a nom Johana Sasilia (Cecilia) Compara m° Salvadore Carcassona comara Dona Sasilia sefa lavadora catalina basafini

Dit dia
Yo roch de pera prevere y curat fas fe com e feta crestiana una filla de baxigunilu nomenda Yoana angela filla legitima traucat cao xx compare xxx xxx xxx

*** (9a)

Nella  pagina seguente c'è la data ma non so leggerla. Ho scritto le lettere così come sembra che siano scritte.

A aobj de dit
Yo roch de pera curat fas fe com e feta crestiana una filla de Salvador Congiu filla legitima nomenada Yoana anna la mare mado Giustina compare m° gavi Fons comara la seyora anna marsua la levadora mado Catalina Massana

A rebuy de dit
 Yo roch de pera curat fas fe com e fet crestia un fil de Salvador Pala la muller Margalida bosinca fil legitim nomenat yoan marg copare mestra myquel rigner abryador comare dona Yoana Castalina la levadora mado Jacomina

aeermj@dit
Yo pere Ugurpardo prevere curat fas fe com e feta crestiana una filla de Ambroso Sacusu a nomenada marquesa es la mara Joana corsa es compara baxaget i la comara marquesa bujl levadora mado Catelina Massana

*** (9b)

ax@maig
Yo p.e/rogurpadu prevere fas fe to e feta cristiana una filla legittima de Salvador maronia anomenada juana margarida es la mara corsa /marojo copara m° pau Puig i comara la s.a Isabel verger la levadora mado Catelina Manus Bellas.

Sembra che la madre venga dalla Corsica. 

@xus de maig
Yo agosti moZon prevera y curat fas fe que se batexat exas una filla llegitima de Joga Cagaransa y sa moller Sozana Corsa la xica a nom Sozana Esparansa es compara mos(sen) Antoni Zomb comara Antonia Salonda la llevadora mado Catalina Massana.

Anche qui sembra che la madre venga dalla Corsica.

A eby de dit
Yo roch de pera curat fas fe com e fet crestia un fil de M° yau xxxxxx fil legitim momenat Yoan nucara nomenada xxxx  xxxx xxx compare m° Antoni Pons comare la senyora xxx xxxx levadora mado Massana.

Dit dia
Yo roch de pera fas fe com e fet crestia un fil de vadm Salxxx legitim nomenat Yoan Pera compare nyicanot durosu comara la seyora Quisabel Pons la mara del xic mado Francisca.

*** (10a)
jo ye Cogur jadu prevera Curat de la present Seu de la present siudat fas testimoni com vui @con lam axxij ( a 22) del present e batezat una fila de Antoni Corxxtaxxx sa nomena Sabilia es lo compara lo canongia Sarovira i la coma(ra) la S. Sabilia Carcasona.

Qui troviamo lu canongia Sarovira, altro cognome importante di quel periodo. Qui ill nome Isabella è diventato Sabilia.

Dites dies et anno
Yo Xomrom.re preve fas fe com sobre dit dia 9 any batey lu fill legittim y naturall del Melchior Bartol argenter y de ra S.a Anna sa naturall muller foren padri m° Angel Gaveryu i Margarida Pureda fons la comara. tengue nom Bert° Steve la llavadora mado faduya nuxx

sjo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vui axxiiij (a 24) del present e batezat un fil de misser gaspar maronjo i la sa muller se nomena joan gavis barnodi es lo compara m° joan gaver i la comara la S angela Delitala

@evonij 
Yo agosti mozon prevera y cura fas fe com je batexat una filla llegitima de Sen Miguel pira sa moller Fransisca la xica a nom Sozana es padri m° Pere masull padrina la S.ra Viulante filla de m° Pere Dura gujo lavadora mado catalina Massana

Dit dia
Yo agosti mozon prevera y cura i fa fe que je batexat un fill llegitim de don Saraguciano (di Saragozza?) pedro de querqui sa moller margarida lo xic a nom joga berto padri Julià marsi jenoves padrina angela Costa llavadora mado Jacomina 

*** (10b)

A mj ae yiij
Yo roch de pera curat fas fe com ses fet crestia un fil de m° girony Fareu fil legitim nomenat antony Yoani lorens la mara la seyora viulant fonce lo compara don pedro amat comara la seyora dona Felipa Sascila la levadora mado Faruya

 Dit dia
Yo roch de pera fas fe com ses fet crestiana una filla de Bantino y la mara Catalina de putto mayor nomenada quisabel fila legitima compare don Angel comara la seyora al doula marsua la levadora mado yacomyna 

Diumenge a v de dit
Yo roch de pera fas fe com ses fet crestiana una filla de mestra Francisiquer y la mare mado aynesicca simona nomenada yoana briayin fila legitima compare m° angel carcasona la coma(ra) la seyora catalina senori la levadora mado masana

Come si nota, manca la punteggiatura. Continuiamo nelle osservazioni. 
Troviamo "mado" e "seyora". Mado è usato per le levatrici e una sola volta ho trovato "madona"; qualche volta è usato anche per le madri. Potrei azzardare e dire che "mado" si usa per le popolane mentre signora indica una maggiore considerazione sociale.
Talvolta gli uomini hanno l'appellativo "mossen", abbreviazione di mon segnor, missagnor, che si traduce con messere e naturalmente è indice di rispetto e considerazione. Era un titolo che spettava a giudici e notai e si estendeva anche a persone degne di stima.

*** (11a)

Dijous avui de dit
Yo Roch de Pera curat fas fe com e fet cristia un fil de feu Alfonso y mare mado Angela fil legitim nomenat yoan myare gavi es padri lo S° Don Salvador Satrilla padrina La s.ra Catalina Pavuras y  madopera llavadora mado johana Faruya

jo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vui  axi del present e batezat un fil de mestre Luis texidor y de mado Barbara sa muler se nomena Pera Joan es lo copara don Pedro Amat y la comara dona Lianor bufets

@es d'Juny
Yo pere Cogurtado curat fas fe que je batexat una filla llegitima de Mason palla y de sa moller viulant palla la xica sa nomena Sozana Catalina es compara m° ause paulo comara Grasia Casiga llevadora mado johana Faruxa

Dit dia yo pere Cogurtado Curat fas fe que ye batexat un fill legitim de mestre mazino y de sa moller nosonjna lo xic a nom tomen es padri mestre Tomen farer angela de Sera Cosatella llevadora mado Catalina Massana

jo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siudat fas testimoni com xxij (22) del present e batezada una filla de mosen Visent Sabul y de sa muler Tomasina Tarao senomena Joana Vjulant es lo conpara mossen andreu Sabusita comara madona Joana Bojl

*** (11b)

@ avoi, x die
Yo agosti Mozon curat fas fe que se batexat un fill llegitim de mestre Joga de Sarovira y Sozana Maloni lo xic ga nom jogaruzoni y es padri don Mateu De Seva Comara la senyora Cathalina ma gupera levadora mado johana Faruxa 

jo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vui 9 @ij (2) del present mes de ju e batezada una filla de Sen(or) Luren de lo Fraso y sa muller Antonia Aster Se nomena Juana es lo copara m° miguel Durall y la comara Catarina Sera  
 
Yo ye Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vui  @iij (3) del present e batezada una filla de mestra Miguel maras i sa muler mado tasera se nomena Joana Angela es lo cupara don mateu sena y la comara Catalina Tanori

*** (12a)

@ X de juriol
Yo Agosti mozon curat fas fe que batexada una filla llegitima de Lodard de Sogo i de alana D'inorenso sa moller, la xica a nom (ange)lina et padri  mos(sen) ausoni zomb i padrina la Sra  xxx   xxxx la levadora mado Catalina Massana

Yo pe Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vuj axui del present e batezat un fil Antiogo Pes y Catalina i da se nomena Joan Jeronim es lo copara mi sero (messer?) Jeronim de aldo y sa comara Fransisca Sbijonna

Yo Pe Cogm jadu prevera Curat de la present Seu de la present siutat fas testimoni com vuj axui del present e batexada una filla de angel bicu i de sa muler poca de un raes es lo copara  m° angel dagardiò i la comara mado Sabilia mo se nomena Joana Angela

Yo agosti mozon curat fas testimoni que e batexada una filla llegitima de m° Fransisco Delirala i de la S.ra viulant brisguest sa moller la xica a nom Sozana Catalina  el padri don Angel xxefras i padrina la s.ra Ana marserd lavadora mado Joha Faruxa  

 *** (12b)

@ermj dit dia
Yo Agosti moZon curat fas fe che se batexat un fill de johani Mella?,  i de Maria Inazia. Lo xich a nom Nicola es padri m° tenib. Fransisco y padrina la s.a Ainiana Sera la lavadora Catalina Massana

@xxvj (26) de dit
Jo Johan Hieroni spert prevere y Curat fas fe que he batzat huna filla de M°/Agosti Torralba y de la s.ra Violant i Toralba sa muller. La cicha a nom Anna Speransa es padrì lo s.or Don Bernat Defeno y padrina la s.a Grasia Comita la  levadora mado juhana Farucha

@reej de dit
Yo Agosti moZon curat fas testimoni che he batexada una filla llegitima de Mestra Agosti Lloquino i sa muller Rosa la xica a nom Johana anna hes padri m° Jeroni de Sota mari i padrina mado Antioga moller Dintopana llayo llavadora mado Johana Faruxa

*** (13a)

Ca ejz aggaj
Yo Agosti moZon curat fas fe che se batexat una filla legitima di Angel lonquino de Bosa e de sa muller Margarida la xica ha nom Catalina es padri m° Rafel del Caval padrina braijeupran levadora Catalina manos bellas 

Dit die
Yo roch de pere prevere curat fas fe com e fet crestia un fil de mestre Tomas nomenat yoan myonelette ve fil legitim la mara nomenada mado Yoana Niori lo compare m° Giromi pale comare la seyora Francisca la levadora mado massana

Yo Johan hieroni spert prevere y curat fas fe com he feta crestiana huna filla  de Jusan de Sotju y de lorensa de Sotju sa muller y la criatura ha nom busanna es estat compara m° juhan malai y comare Seňora Johana de pedru patelu la levadora mado Catelina manos bellas

Yo johan hieroni spert prevere y curat fas fe com he feta cristiana una filla de fransisco y de mado angela del mercan compare m° Salvador Carcasona y la comara la seňora marquesa Maul la levadora mado jacomina.

1548

*** (13b)

Luglio 1548       Sono qui riportati i battesimi del 1548

Yo Angel hussamone Canonge de la Seu fas fe com he fet crestian un fill de m° pere duran menor i de la Seňora anna mir sa muller ha nom Joanne compare lu s(agnor) don Salvador de Sena comare la seňora Yeronima duran la llevadora mado Catelina massana X   a xxiiij (24) de juliol any 1548

Il padre è pere duran menor, cioè junior.

Yo Johan huronispert prevere y curat fas fe com vui a vendredia he fet cristiana huna filla de arujani querqui de eularia delupasu y querqui sa muller ha nom angela gna (è una abbreviazione di un nome)   Compare m° pere guio y Duran y comare la seňora gna de Valenti la levadora mado juhana feruha. 

Yo Angel de Sengenno prevere fas fe com vui avj de dia e fet cristiana una filla de m° piredda  fato y de angela sa moller y a nom jotta bena compare m° Anto Pons comara la s(agnor)a Grasia gnapatella la levadora mado catelina Massana   1548

Yo Johan hieroni spert prevere y curat fas fe com vui dit die se fet cristia un fill de lurentis Enne carrador y Catalina enne sa muller a nom nera es stat compare m(est)re Salvador Ferreris comare mado Violant Buil y Casu la levadora mado Catelina Manno bellas

Yo Johan hieroni spert prevere y curat fas fe com vui sobre dit die he fet christia hun fil de xxx fransisco menor y de Anna sardo anomenat Juan Compare m°/ Juan Fransisco Valent y comara la senora miquela guardiola levado(ra) mad(o) Catelina Manno Bellas

Qui si nomina fransisco menor, cioè junior.

*** (14a)

Yo Johan hieroni spert prevere y curat fas fe com vui dig(i)ous he batejat hun fil de xxxx de jacob ey dela s.a Madalena quantsa sa muller ha nom iuhan antgoni font febes. Es stat compare m° Gironi dile y comare la valansiana (Valenziana) y la levadora  latataja jaso supra.                     5                                                                                                                            
Yo Agosti Mozon prevere y curat fas fe com vui domeng(i)a @amj d’agost he xxx a batexat una filla llegitima de Quirigo Sastoi i Grasia sa moller la xica a nom Johana Llorensa, es estat padri mes(s)ere? Cosimo Corso, y padrina mado Sebastiana issa llevadora Joha Faruxa

A xbus de dit
Yo roch de pera prevere fas fe com e fet crestiana una Ila de m° mongi nunyal fila legitima nomenada juana Annes la mara mado Constansa boyl compare don Salvador de Sagula comare la seyora catalina modoreria la levadora mado Catalina Masana

Yo Johan Hieroni spert prevere y curat fas fe com vui dimecras axxmj (25) di agost he batejat un fil de m(est)re Simo calsater de barselona la mare Angela Sasansa y lo gich tr nom miquel es estat padri m(esse)re Pedro Calves Sastra y padrina la muller de m°/Pontols la levadora  latataja Jacomjna

*** (14b)

Jo Johan Hieroni spert prevere y curat fas fe com vui disapte axxviij de agost he batejat huna filla de Lunart (manca il cognome) y de Eularja Oliva sa moller la xicha Eularia larfurga lo padrì  lo seňor Don Pedro Amat y la padrina la seňora Catelina Tenoria la levadora Catataia Jacomina.
@ viij de setembre  (8 settembre)

Yo agosti mozon curat fas fe che he batexada una filla llegitima de Francisco Diana y sa muller quisabel la xicha a nom Catalina Jagona es padri mestre casina abaixador padrina mado Antioga deprama llevadora mado Johana Farupa (non è nominata la madre) 

@ m de Setembre
Yo ierom Sotja prevere i beneficiat fas fe che he batejat un fil legitim mestre Jaume Pany a nomenat at°/Johan compara m° Pere Doran menor la comara la signora Isabel jofre donsella filla de m° Sisin jofre lavadora mado farupa

Yo roch de pera fas fe com he fet crestia un fil de Anton Yuyudarenya desy la muler mado margalida fill legitim nomenat johan francesch compare m° galiasso comara la seyora perasia conta la levadora mado Catalina manos bellas

*** (15a)

a iij @  Setembre any sus dia
Yo Jerom Sotja prevere i beneficiat @de ipsa seu fas fe che e batezada huna filla legitima de M.e/to/moristo y de mado antonia mjeres filla de m.e/ Agostì Mjeres anomenada la xicha Antonia lo Compare m.° pere roger comara la s(agnor)a Catelina petropaulo filla de m.° Johan Antoni Petropaulo levadora mado Catelina Massana

Yo roch de pera curat fas fe com e fet Crestia un fill del Yoan Detola la mara viulant nomenat lo gig mateu fill legitim compare m° girony padri(na) la comara seyora yoana lobina la levadora mado Massana 

dit dia
Yo roch de pera prevere curat fas fe com e feta Crestiana una filla de mestra antony len y mado antonuya len la minyona nomenada Clara fila legitima compare Mestra pera Casatello comara la seyora cuilaria gardiola la levadora mado Catalina manos bellas

*** (15b)

@ vi de dit 
Yo roch de pera prevere y curat fas fe com e fet crestia un fil de Yuan Desona Corder (cordaio) La mara yonuangella ravira lo gig nomenat yoan agosti fil legitim conpare mestra miquel siquer. Comara mado Gratia Bosca la levadora mado massana

@viij de dit
Yo Agosti Mozon curat fas fe che he batezada una filla llegitima de mestre antoni morell y de sa moller Lulina la xica ha nom Catalina es padri m.° pere Mahull y  padrina la seňora Catalina Tenoris llavadora mado Catalina Massana

dit die
Yo roch de pera y prevere y curat fas fe com e fet crestiana una filla de Sebastià Manulla y la muller Sobrana filla legitima nomenada Magdalena conpare m° Francesco Livel comara mado Sebastiana Panyssa la levadora mado Massana

@os de Dia
Yo Agosti mozan curat fas testimoni che he batexada una filla llegitima de bango sarty y sa moller dominiga antioga La xica ha nom antioga es padri m.° Antoni Tomab padrina mado Sebastiana rignera  llavadora mado catalina masama

1573  (Nuovo libro)
Da qui in avanti non compare più il nome della levatrice.

*** (4a )

 @ 22 de fabrer 
Yo Franch Quessa pre(vere) y curat fas fe que he fet cristiana una filla lligitima vinsent sporleta y de sa muller hieronima sporleta lo compare fonch m° angel gerada la comara fonch anna gagaracho la chica te nom anna.

@ 24 de dit
Yo Fran.ch Quessa pre(vere) fas fe y curat que he fet cristia un fill llegitim de m.° J(o)ane Ruju y de sa muller Maria. Lo compare fonch m.° Juseb pangu. La. Comare. fonch Hieronima corona. Lo xich te nom jenygtt Josep

@ vi de mars 1573
Jo Baquis Mura pre(vere) y curat fas fe com he fet cristiana una filla llegitima de Jordi grego y de sa muller Cathalina  serra lo compara xxxxx la comara fora Cathalina  xxx la xica te nom Margarida

*** (4b)

@ 27 de dit 1573
Jo Fran.ch Quessa pre(vere) y curat fas fe com he fet cristia un fil llegitim de xxx carbony y de sa muller maria carbony lo compara fonch m.° Juan llores la comara fonch esperansa grussu lo xic te nom juan llores

@ 18 de dit 1573
Jo Fran.ch Quesa pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristia un fil. llegitim de antoni pisqueda y de antonia sa muller lo compara fonch m Jan.e Guso la comare fora Juana Calnessa lo xic tr nom joroja

Jo Agusti Mura prevera y bonyficjat de la cat(hedral) de lalguer fas fe com he fet crestiana huna filla gusti med del mag seňor angel de dies quets y de la nobla s(agno)ra dona francisca de setrillas y bojls lo compara fonch lo noble don pera nofra de ferreras la comara fonch la nobla lanaei marquesa jsabella la xiqua te nom palonja jsabel philipa lasandria  A 9 de febrer 1573


Non capisco come la data dell'ultimo atto sia del mese di febbraio se le precedenti sono di marzo.
Ora prendo un altro libro, di due anni dopo.

Jener 1575

*** (44a)

En nom de la santa trinita pare fil y esperit s(an)t comesam lo any nou de MDLxxv. Plaia al S(agn)or lo vairam hacabat en sarvjsi del s.vinij (parola abbreviata che non capisco) descans de nostras confiensies Amen

Jo pere del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch feta cristiana una filla llegitima de m(estr)e Gavi sayo y de samuler magdalena. Lo compare fonch m(estr)e Jan.e grigory dura. La comara fonch esperansa valenti als sanna. La xicha te nom Juana Eullaria

*** (44b)

A 4 de dit
Fas fe io p.e delm.e canonge que e fet cristiana una filla legitima de mos(sen) Pedro Paulo de Quersa y de lianor samuller compara fonch mos(sen) Antoni Madresa comara la s(agnora)a Anna Casatella la xicha se nomena Johana Anna

@ 6. de dit                         1575
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch feta cristiana una filla llegitima de Jsca ang.o Escarpa y de samuller Cathalina lo compare fonch m.e antoni pati. La comare fonch riycla marogna. La xicha te nom Juana Isabella

@ 9 de dit                          1575
Jo p.e Esprego curat fas fe com tinch feta cristiana una filla llegitima de m.e Jusep ficcollo, y de sa muller antonia Ficcolo ales Devilla. Compare fonch m.° mjguel caselins. La comare fonch Gratia Carbonel. La xicha te nom Anna Gratia

*** (45a)

@ 10 de jener 1575
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristia un fill llegitim de Jna Marogio y de samuller dominiga. Lo compare fonch patro Antonio Masala y la comare fonch  (manca il nome della comare) Lo xich a nom Gaspar Melchior Baltesar

I maschi battezzati nei giorni dell'epifania ricevevano spesso i nomi dei Re Magi.

@ 13 de dit 
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristia un fill llegitim de m.e basijngio contana y de samuller margarida. Lo compare fonch m.° jria migtt chrena. La comare anna asmar. Lo xic te nom Hierom

*** (45b)

Dit die
Jo p.e Esprego fas fe com tinch fet cristiana una filla llegitima de Bertolo Escarpa y de samuller Cathalina. Lo compare fonch m(estr)e Jaume fionger, la comara Esparansa Caluas. La xicha a nom Vitoria

@ 15 de dit 
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristiana una filla llegitima de m.° ag.e Pisquedda y de samuller: (manca il nome) Lo compare fonch don Sarafi Santelias. La comara Fransisca Lopez. La xicha te nom Isabel.

Dia de dit          1575
Jo Agusti mura curat fas fe com e feta cristiana una filla legitima de misser muira la mara a nom asperansa muira lo compara fonch misser peiro ag to marti la comara fonch la s(agno)ra Sibilia carcassona. La xicha te nom Juana arina  

*** (45b)

@ 16 de jener 1575
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristiana una filla llegitima de m.e Iňa Morel  y de sa muller Hieronima. Lo compare fonch m.e Franch pin(n)a Pintor La comare fonch Fran(ses)ca Alsiator.  La xicha te nom Isabel

@ 17 de dit 1575
Jo agusti mura curat fas fe com e fet cristia un fill ligitim de patro balthasar boc. La mara a nom yohanangela boc  lo compara fonch mi(s)ser gregori issao la comara fonch la s.ra viulant assac. Lo xich te nom yohan antoni

Jo agusti mura curat fas fe com e fet cristia un fill ligitim de mos(sen) mingo ponti la mara a nom catelina ponti. Lo compara fonch m.° Cal fion olivas la comara fonch la s.ra angela lopes. Lo xich a nom yohan fransesch antoni

*** (46 b)

@ 23 de dit 1575
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch feta cristiana una filla llegitima de m.° Fran(ses)ch del Esprego y de sa muller Yuana. Lo compara fonch m.e Angel de Busqueto. La comare fonch Cathalina Delitala. La xicha te nom Juana Cathalina

Dit die
Joem Esprego prevere fas fe com tinch fet cristia un fill llegitim de Sabastia virdis y de sa muller Cathalina. Lo compara fonch m.° Jua Ant.o Sanna. La comara fonch Isabel Deprado. Lo xich te nom Sabastia.

Dit die
Joem Esprego curat fas fe com tinch fet cristiana una filla llegitima de jua aragones y de sa muller antonia. Lo compare fonch m° franch rado y comare fonch ysabel olivera. La xicha te nom Antonia

*** (47 a)

@ 30 de gener 1575
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristiana una filla llegitima de  p.° hieronj Brui y de sa muller Esperanza Brui y Pigorello Lo compara fonch m.° J.e ferrer. La comara fonch Eularia: perre: La xicha te nom Cathalina y eullaria

@ 30 de Jener     1575
Jo Agusti mura curat fas fe com e fet cristia un fil de antiogo usaj la mara a nom antonia mura lo compara fonch m.° Fransesch gegarosco la comara fonch la s.ra viulant tolla lo xich a nom Salvador.

*** (47 b)

@ 2 de febrer 1575
Jo Fran.ch Quessa prevere y curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natural de baingio corsu y de sa muller busana corsu Lo xich es nomenat Baingio. Lo compare fonch m.e Yeromi Ferret la comare Catelina Ulino

Dit die jo Salvador pinna prevera fas fe que he feta cristiana huna filla del s.r m.° Gaspar gio y duran y de la s.a Violante giona y yagaraxa coniuges. Fonch lo compara lo s.r m.° Antoni Detola comara la s.a Anna yagaraxa. La xicha a nom maria Anna

@ 3 de dit
Jo p.e del Esprego pre(vere) y curat fas fe com tinch fet cristia un fill llegitim de Pedro Sanna i moser desi tallers y de sa muller Hieronima Sanna. Lo compare fonch Fransesch Guiso y dura la comare fonch Cathalina pira la xicha te nom Jna Fran.e

@ 3 de dit
Jo agusti mura curat fas fe com e fet cristia un fil ligitim de angel demudada la mara a nom  la mara a nom Fransina Mallaria lo compa(ra) fonch misser oratio butiler la comara a nom Yohana nate. lo xich a nom Yohan Fransesch blai


1577

@ 21 de dit 1577
Yo Fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natural de m.e domin.co de campo y de samuller yuhana de campo lo xich es  nomenat yuhan bachis lo compare fonch m.e monserrat vidal la comare la s.a Sicilia (Cecilia) monzoig

A 23 de dit
Yo Salvador pinna fas fe que he fet cristiahun fill llegitim de pedro vaca y de miquela samuller compara m.° jaume gio y duran comara la s.a margarida carbonella lo xich a nom Sabestia la madrina mado grazia conquas (Concas)


Dia 116 a Bat

1577     27 Gennaio 1577
@ xxvii   1577
Yo agusti mura curat fas fe com  e fet cristià un fil ligitim de mestra Salvador aschano la mara a nom mychaella aschano lo compara fonch m° dionis font la comara fonch la s.ra viulant rocha lo xich a nom mallioi gavi.

@ 29 de jener   
Yo pera ioan bonaldo c(ur)at fas fe com e fet christiana una filla de mossen piso y de seňora margarida piso y faura lo compara fonc mossen agosti saria la comara fonc seňora ioana garida la xica se nomena ioana grazia.   

Dit die
Yo franch quessa curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natoral de blay de Serra y de samuller catelina de serra lo xiches nomenat yuhan baptista Sabastia. Lo compara fonch m° lluis gallo la comare ysabel llopes.

Dia 116 b Bat

1577     27 Gennaio
@ xxvii   1577
Yo agusti mura curat fas fe com  e fet cristià un fil ligitim de mestra Salvador aschano la mara a nom mychaella aschano lo compara fonch m° dionis font la comara fonch la s.ra viulant rocha lo xich a nom mallioi gavi.

@ 29 de jener   
Yo pera ioan bonaldo c(ur)at fas fe com e fet christiana una filla de mossen piso y de seňora margarida piso y faura lo compara fonc mossen agosti saria la comara fonc seňora ioana garida la xica se nomena ioana grazia.   

Dit die
Yo franch quessa curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natoral de blay de Serra y de samuller catelina de serra lo xiches nomenat yuhan baptista Sabastia. Lo compara fonch m° lluis gall la comare ysabel llopes   

 Dia 117 a    Bat

1577     27 Gennaio
Dit die
Yo fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natoral de blay de Serra y de samuller catelina de serra lo xich es nomenat yuhan baptista Sabastia. Lo compara fonch m° lluis gallo la comare ysabel llopes   

@xxx de dit    Gennaio 1577
Yo fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristiana una filla legitima y natoral de m.e lluis llaner y de samuller yuhana llanera la xicha es nomenada speransa doroteia lo compara fonch m° michael olives la comare la s.ra fran.ca saona

Non  è chiaro se Llaner sia un cognome o il mestiere di mestre Lluis che poi probabilmente è diventato il cognome di famiglia.

@ xxxi de dit  Gennaio 1577
Yo fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristiana una filla legitima y natoral de m.e orazio napolitano y de samuller esperansa napolitana alias quessa la xicha es nomenada anania gratia lo compare fonch m° geroni durat la comare la s.a fran.ca Saona

Anche qui troviamo un cognome che potrebbe invece indicare la provenienza, Napolitano, che poi potrebbe essere diventato il cognome della famiglia.

Dia 117 b    Bat

Dit dia
Yo fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristia un fill legitim y natoral de m.° escalant y de samuller speransa escaloni lo xich es nomenat diego lo compare fonch m.° pere dorens la comare angeleta de lu fraso

@ xxvi de dit
Yo fran.ch quessa curat fas fe que he fet cristiana una filla legitima y natoral de patro Salvador pistes y de samuller yuhana pistes la xicha es nomenada speransa Lo compare fonch m.e sebstia serra la comare la s.ra yuhana riguera

@ 3 de dit     marzo 1577
Yo g.e del Esgryo pre.re y curat fas fe com tinch fet cristia un fill llegitim de m.e hieroni guso y dura y de sa esposa fransisca guso y porcu lo compare fonch m.° bernat paisigoc la comare fonch eullaria gusò lu xich te nom gaspar miquel fransesc.
     
Dia 121    b    Bat

@ 9 de dit      marzo 1577
Yo agosti mura curat fas fe com e fet cristia un fil de johan sardo la mara a nom Duminiga sarda lo compara fonch m° baltasar buschett la comara fonch la s.ra asparansa albert lo xich a nom baltasar mateus

Dia 122  a  Bat

Dit die    marzo 1577
Yo agusti mura curat fas fe com e feta cristiana una filla de basili masayu la mara te nom yeronima concha lo compara fonch m.° oratio napolitano batigu la comara fonch mado asperansa sanz la xicha a nom potentiana

Yo agusti mura curat A 9 de mars fas fe io del m.e canonge que e feta cristiana una filla del s. capita viues y de la s.ra madalena viues y nin la xicha senomena joana ysabel luisa compara lo R.t c° vivi comara la s.a ysabel pernes
    
Dia 122    b    Bat

@ xi de dit   1577
Yo agusti mura curat fas fe com e fet cristia un fill ligitim de m.° antonj yauj saquena la mara a nom angela saquena lo compara fonch lo s.or ??? fratin  la comara fonch la s.ra fransisca  lo xich a nom michael angel

Dit die
Fas fe yo agusti mura curat com e feta cristiana una filla legitima de martinj tedde la mara a nom lucretia tedda lo compara fonch mestra antoni bati la comara fonch la s.ra caterina j oredas la xicha a nom Caterina

Dia 125    b    Bat 

1579

@ 25 de dit  1579
Fas fe yo agosti mura prevere com tinch feta cristiana una filla de m° pera guio y durant la mara a nom eularia guiona y durana lo compara fonch m° gaspar durant la comara a nom dona aňes de abella y senna la xicha senomena Jeronima clara 
@ 27 de agost 1579
Yo Ant.o sess fas fe que he fet cristiana una filla de jaume ruio y de maria sa moller lo xich te nom agostj lo conpare fonch m.° agosti sarria la comara llianor naconj la madrina mado viulant luresj
Dicto die
Fas fe yo Ant.o Sess que he fet cristiana una filla de ant.o ppolj y de anna sa moller. Xich te nom Sebastia lusurgia lo padrj te nom basesto fort la comara te nom s.ra esperansa fara la madrina te nom mado violant luresj 

In alcuni degli atti a partire dal 1570 è citata anche la madrina oltre al compare e alla comare. 

Dia 199    b     Bat 






Per approfondimenti, chiarimenti e oservazioni: tilgio@virgilio.it