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mercoledì 3 giugno 2026

Evoluzione Blog Libero N° 1-26

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Creato da giovannatilocca il 05/05/2010

Evoluzione

Società a confronto

 

Equinozio di primavera

Post n°26 pubblicato il 21 Marzo 2011 da giovannatilocca
 

rami di pesco in fiore

Oggi abbiamo la notte uguale al giorno in tutto il mondo dato che il sole è a picco sull'equatore.

Fino a quando l'umanità ha mantenuto i contatti con la madre terra questo giorno era molto importante ed era festeggiato. Oggi non ci accorgiamo neppure di quanto accade, e forse solo ricordiamo che è il primo giorno di primavera.

 

susino fiorito

 
 
 

Ma allora Mazzini era proprio un co....?

Post n°25 pubblicato il 16 Marzo 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Ma allora Mazzini era proprio un co....? Ma aveva le patate in testa? (Adesso mi sto esprimendo come Bersani)

Insomma tutti questi federalisti immaginano come sarebbe stata l'Italia federata del 1800? Savoia, Borbone, staterelli vari, e in mezzo il Papa. Ma siamo impazziti? Ma c'è qualcuno che vagamente immagina lo sviluppo di un territorio così rabberciato? Lo stesso Gioberti che aveva la vista lunga aveva capito che il Papa avrebbe preso il comando. Non voglio nemmeno pensarci.

Mazzini era sicuramente un idealista ma è certo che se l'Italia fosse diventata come lui la sognava: unita, libera, indipendente e REPUBBLICANA, la storia avrebbe avuto tutt'altro corso.

A sconciare i piani ci si è messo Garibaldi, brav'uomo di grande carisma e con un'irrefrenabile voglia di fare, ma scarsamente dotato di capacità politiche. Non per niente poi ne ha avuto le paghe da Cavour.

E i Savoia, sempre pronti a prendere, non si sono lasciati scappare l'occasione di rapinare il meridione togliendolo a un parente ( Francesco II di Borbone era figlio di Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I).

L'unione d'Italia è nata sicuramente male, ma comunque questa è, e questa fino ad ora ci siamo tenuta.

Possiamo fare migliaia di analisi e critiche, ma dobbiamo ricordarci che noi oggi ragioniamo con la situazione attuale, non con quella del 1800.

Alla fine forse non si poteva agire in maniera molto diversa. Certo possiamo rimproverare a Garibaldi la cessione del Meridione ai Savoia ma forse in caso contrario si sarebbe rischiata una guerra e chissà come poi sarebbe andata ...

Se l'Italia è in una situazione catastrofica non mi sento di attribuirlo all'unità, ma piuttosto all'incapacità di noi Italiani di costruire una nazione rispettosa delle regole e di quei minimi valori che stanno alla base di un vivere cosiddetto "civile". Non ci sarà federalismo che possa dare uguaglianza, dignità e legalità al paese perché questi valori non calano dall'alto, ma sono il pane quotidiano di governanti e governati. Ma siccome noi mangiamo tutti i giorni "pane e volpe" continueremo ad avere, federalismo o no, calci nel sedere e prese per i fondelli all'infinito.

Nella ricorrenza del 17 marzo non posso fare a meno di ricordare che tanti italiani hanno messo in gioco la vita, hanno creduto in un domani migliore, hanno seguito chi prometteva loro un pezzo di terra, un governo meno ladro, un domani meno duro per i propri figli ma questo domani non lo hanno visto perché il loro tempo si è fermato su una zolla di terra insanguinata. Rispettiamo questo loro estremo sacrificio, loro se lo meritano.

 
 
 

La lampada di Aladino

Post n°24 pubblicato il 10 Marzo 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

LA LAMPADA DI ALADINO

Noi siamo come le foglie di un albero millenario, viviamo per una stagione attaccati ai rami ma non sappiamo di prendere nutrimento dalle radici perché sono nascoste dalla terra e sono troppo lontane da noi.

Ci chiediamo perché siamo verdi, perché abbiamo le nervature, perché quel picciolo che ci sostiene un giorno si staccherà e ci lascerà cadere ma non abbiamo risposte. Talvolta qualcuno si intestardisce nel ragionamento e pensa che se l'albero sta in piedi c'è qualcosa che lo trattiene dal cadere.

Quando vado alla ricerca di risposte mi trovo davanti ad un mondo nascosto, sepolto nei millenni che non è morto ma vive in ogni mio gesto, in ogni mia parola.

Scoprire le ragioni ancestrali dei comportamenti mi apre le porte della comprensione di me stessa e degli altri. E capisco che la conoscenza più profonda del processo che mi ha condotto fin qui attraverso il tempo è fattore di serenità, accettazione, accoglienza.

È diventato molto difficile vivere nonostante i nostri bisogni fondamentali siano tutti soddisfatti. Forse non ci basta solo mangiare, avere un riparo, essere curati. La nostra essenza di homo faber vuole anche mettere alla prova le nostre capacità ma la società non ne ha bisogno. Non ha necessità di contadini, operai, impiegati, perché ha le macchine che fanno di meglio e più in fretta. E allora tutti i nostri tesori di individualità, di inventiva, di manualità diventano spazzatura ingombrante. E noi ci sentiamo superflui anche perché nessuno ci ha insegnato le tecniche del fare poiché la scuola si preoccupa solo di conoscenze astratte lontane anni luce dagli interessi delle nuove generazioni.

Ecco perché dobbiamo andare alla ricerca delle nostre radici, di quelle più profonde, più sottili, più evanescenti. Se riusciremo a ritrovare la fonte del nostro nutrimento potremo sentirci ancora signori del mondo, in grado di ottenere quanto ci spetta. E non dovremo aspettarlo dagli altri ma dovremo trovarlo in noi, acquisendo la capacità di fare che è una fonte inesauribile di gratificazioni e di sviluppo personale. È inutile cercare quello che non c'è, è umiliante, è frustrante, è deprimente. E allora bisogna dare il via libera alla creatività, a quel genio nascosto che è in noi e che si può risvegliare con un semplice gesto come il genio della lampada di Aladino.

Tutti abbiamo dei diritti. Non aspettiamo che ce li diano, prendiamoceli.

 

 
 
 

I Catalani

Post n°23 pubblicato il 06 Marzo 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Mesu ‘ Montes - Domus de janas

I CATALANI

Al TG regionale un servizio sul Castello Aragonese di Sassari ha riferito che la sua distruzione non è comprensibile. Forse non si considera rilevante il fatto che era opera di dominatori e che le artiglierie del castello non erano rivolte all'esterno della città, contro gli assalitori, ma al suo interno contro i cittadini "ribelli".
L'amore che i Sassaresi avevano per la colonizzazione spagnola è testimoniata dal fatto che gli scarafaggi venivano denominati "catalani", come succedeva anche ad Alghero dove lus cataranz erano proprio i graziosi animaletti che nel passato infestavano le case.
Mi meraviglia che il vocabolario di algherese non riporti questa particolarità, mentre dice che il geranium robertianum si traduce in algherese català. Mai sentito. Avrebbe potuto almeno ricordare che le piccole liquirizie
che avevano la forma di animaletti vari venivano chiamate "lus cataranz" (costavano 1 £ l'una).

I Sassaresi hanno demolito il castello perché suscitava ancora, dopo 150 anni, sentimenti negativi verso gli oppressori.
Posso essere d'accordo sul fatto che comunque ciò che è stato non si può cancellare poiché deve rimanere nella memoria collettiva di una comunità. Altrimenti la storia non esisterebbe e per noi sarebbe come nascere ogni giorno. Da chi ci ha preceduto prendiamo esempi nel bene e nel male e il castello, "ultimo avanzo della barbarie medievale, unico ricordo della prepotenza del feudalesimo" come disse Enrico Costa, è una testimonianza che ci fa capire il perché del nostro presente ancora negato, delle nostre paure, della nostra difficoltà nel valorizzare a fondo le nostre risorse umane e territoriali.
Dobbiamo conoscere la nostra storia, dobbiamo fare questo sforzo di comprensione per superare le nostre insicurezze e il nostro senso di inadeguatezza.

 
 
 

I farabutti ladri di potere

Post n°22 pubblicato il 01 Marzo 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Murale di Tinnura

I FARABUTTI LADRI DI POTERE

Tempo fa ho sentito a "Parla con me" un economista che ha fatto una semplice affermazione. Se diamo a una persona 100.000 euro al mese difficilmente li spenderà tutti; se diamo 1.000 euro a cento persone quasi sicuramente questi soldi entreranno velocemente in circolo. Da ciò deriva che per l'economia di una nazione è altamente deleterio consentire a poche persone di accumulare capitali a dismisura. Questi soldi molto probabilmente andranno fuori dal paese, togliendo risorse ai cittadini che si troveranno senza lavoro dato che diminuirà la produzione, entrerà in crisi il commercio, si diraderanno le occasioni di intraprendere attività autonome.

Uno stato che paga stipendi stratosferici a politici e dirigenti, che non mette un tetto all'accumulo di incarichi e prebende, che massacra di tasse i lavoratori, è criminale. Ed è doppiamente criminale se lo fa in periodi di crisi, quando vede i suoi cittadini in totale asfissia, costretti a rimandare di anno in anno la svolta della propria vita, rassegnati a veder scorrere il tempo senza riuscire ad afferrare neppure un'ora. Un deserto dei Tartari che non ha fine,  un'angoscia ripetuta nelle attese infinite di qualcosa che non arriva e non si vede neppure all'orizzonte.

Ma come questi farabutti ladri di potere si arrogano il diritto di prosperare sulla disperazione dei giovani? Ma come riescono a stare al mondo con un'arroganza totale sapendo benissimo di vivere schiacciando i loro stessi cittadini?

 
 
 

Torte in faccia

Post n°21 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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TORTE IN FACCIA

C'è una grande torta, fatta a piani digradanti, come quelle nuziali.

Arrivano i 100 partecipanti alla festa.

La torta pesa in totale 10 kg; la parte inferiore pesa 5 kg, quella soprastante 3 kg, poi 1,8 kg,  e infine 0,2 kg.

Alle prime dieci  persone vengono divisi 5 kg e ciascuno avrà una fetta del peso di  500 g. Verrà loro una bella indigestione!

Poi si dividono i 3 kg fra 20 persone. A ciascuno viene data una fetta di 150 g.

1,9 Kg vengono divisi fra 60 persone: circa 32 g a testa

Alle ultime dieci persone verrà divisa la parte di 0,1 Kg; ciascuno avrà 10 grammi

Saranno tutti contenti e felici della distribuzione? Trattandosi di torte io vedrei un bel finale con lancio di torte in faccia.

È quel che ci succede tutti i giorni e la situazione non si è certo stabilizzata. La distribuzione del reddito in Italia ha continuamente dei ritocchi: chi più ha, più avrà e impedirà agli altri di accedere alla torta.

Contenti noi ...

 

 
 
 

Giornalisti complici

Post n°20 pubblicato il 21 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Arie nere sulla nostra testa

GIORNALISTI COMPLICI

Bravo Iacona! Finalmente qualcuno riesce a riportare lo  sguardo verso di noi, verso i problemi che ci si ripresentano puntuali nella quotidianità di una vita che a fatica riusciamo a strappare dalle mani delle migliaia di parassiti che si sono attaccati come zecche ai redditi che riusciamo a ricavare con assiduo lavoro.

"Presa diretta" ieri mi ha fatto riflettere sulla enorme responsabilità dei giornalisti che negli ultimi mesi hanno fatto di tutto per distrarci dalla realtà e per immergerci sempre più in un mondo che non è il nostro.

Invece di insistere tanto su fatti di palazzo che non si vogliono risolvere perché non ci fanno vedere, almeno come termine di paragone, la vita vera, quella dei cittadini?

Santoro fa finta ogni tanto di mostrarci la situazione di chi non ha lavoro, ma questo argomento dovrebbe essere presentato ogni giorno da telegiornali e trasmissioni di approfondimento.  Il rischio è che vedendo tanta disperazione forse ai cittadini verrebbe in mente di protestare, di chiedere i propri diritti, di urlare la propria rabbia.

In questo i giornalisti sono complici del malgoverno.

L'imposta della Tarsu (Nettezza Urbana) da noi è aumentata quest'anno del 30% nonostante puntualmente si faccia la raccolta differenziata con tanto impegno e anche con tanta fatica. Ma si fa volentieri, perché amiamo il nostro territorio e perché si era detto che ne avremmo avuto un vantaggio economico. È questo il vantaggio?

Qualcuno ne ha dato notizia? No! Ci sono vicende più succulente, chi si interessa delle tasse che paga?

Se non arriveremo a capire che siamo abbandonati a noi stessi, che il palazzo pensa solo a come rastrellare tutti i nostri soldi per riempire tasche senza fondo, per noi verranno periodi molto bui, molto peggiori di quelli attuali.Teniamo gli occhi aperti, abbiamo tutti contro.

 
 
 

La mela sana

Post n°19 pubblicato il 20 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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LA MELA SANA

Un tempo c'era la mela marcia che occorreva scartare perchè non facesse marcire le mele sane.

Oggi in questo contesto governativo di mele marce siamo fortunati se una mela è rimasta sana. Ma quale sarà il suo destino?

Chi ha assunto il compito di governare l'Italia irride agli insegnamenti più comuni che si ricevono in ambito familiare e scolastico.

Purtroppo l'elemento principale che distorce il senso della vita è il denaro.

Che fare?

 

 
 
 

Basta col patriarcato!

Post n°18 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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BASTA COL PATRIARCATO!

I padri hanno già dato. È ora che si muovano le madri!

 

Proposta:

Se nelle liste per le elezioni la metà dei candidati non sarano donne, le donne non andranno a votare.

Se non si potrà scegliere la candidata le donne non andranno a votare.

Se non verrà messo un limite alla rielezione le donne non andranno a votare.

Se non verrà eliminato lo stipendio ad amministratori e politici le donne non andranno a votare.

PERCHE'?

L'attuale sistema politico-amministrativo è arrivato a un punto di non ritorno. È totalmente inadeguato a fronteggiare le situazioni di un mondo in corsa che presenta scenari completamente nuovi in maniera continua. I politici stanno asserragliati nel palazzo per paura e incapacità di affrontare i giganteschi problemi di un'economia che non sono in grado di gestire.

Vi pare che le emergenze infinite che ci sovrastano si possano risolvere con i nostri piccoli risparmi, mentre i soldi veri vanno fuori dal paese per garantire ricchezze smisurate a pochi farabutti che lucrano sul lavoro di un popolo?

Niente va più bene, tutti sono compromessi nello sfascio dell'economia italiana. Bisogna attuare sistemi veri di trasparenza e onestà e non esiste a tutt'oggi nessuna di queste persone che abbia interesse neppure a far finta di proporli.

Che cosa aspettiamo? Aspettiamo di vedere i nostri figli smarriti, incapaci di rispondere alla domanda: "Che ci faccio al mondo?"?

 

 
 
 

Amministratore/politico volontario offresi

Post n°17 pubblicato il 17 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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STACCHIAMOCI LE SANGUISUGHE

Ammistratore/politico volontario offresi. Basta con le retribuzioni per gli incarichi pubblici. Chi vuole dare il proprio contributo a comune, provincia, regione, stato, lo deve fare senza retribuzione di alcun tipo. Sono convinta che molti Italiani si offrirebbero volontari per i vari incarichi. Ad esempio, io lo farei, come ho già partecipato a diverse esperienze di volontariato di vario tipo senza alcuna retribuzione.

Abbiamo una marea di personaggi che fanno soltanto danni e nonostante ciò NOI li manteniamo a livelli per noi impensabili. Ma siamo proprio co...?

Un tempo gli amministratori e i parlamentari non venivano pagati e non c'era nulla di strano. Che cosa è cambiato con la retribuzione?  Ci si sono attaccate migliaia di sanguisughe che non ci mollano e che ci stanno portando al prosciugamento delle risorse individuali e nazionali.

Volete governare? Siete così sensibili al bene comune? Fatelo senza stipendi né privilegi, tanto se dovete rubare lo fate con o senza stipendio, ma almeno così non saccheggiate le casse dello stato.

 

 

 
 
 

Giù le mani!

Post n°16 pubblicato il 16 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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 Suonatore di launeddas - Murale di Tinnura

Giù le mani!

L’esperienza ci insegna che tutto ciò che esiste nasce, cresce, e muore. Persino le pietre che sembrano eterne, si trasformano continuamente. La riflessione mi porta a pensare che la società nella quale sono inserita è nata dal dopoguerra, un momento fortemente critico. È cresciuta con la ricostruzione attraverso uno sviluppo progressivo che ci ha consentito di vivere una favola nella quale i sogni di benessere si realizzavano con ritmi difficilmente immaginabili. Come tutti gli eventi, questo continuo crescere è arrivato all’apice. Si sa che quando si arriva in cima, la logica non è rimanere sempre sulla vetta, ma è la discesa. La discesa è iniziata e purtroppo sarà dolorosa soprattutto se non ne capiremo le dinamiche e non l’accetteremo.

Dopo ogni discesa, una volta toccato il punto più basso, inizia la risalita. Noi non conosciamo i tempi di questi processi poiché i cicli storici si ripropongono sempre con ritmi differenti. Ma, così come non possiamo bloccare i cicli della natura, così non possiamo intervenire nei cicli economico-sociali.

Adeguarsi ai cicli storici è il modo migliore per diminuire l’impatto delle popolazioni con gli inevitabili periodi di crisi. Oggi si chiede  un grande sforzo a tutti perché il passaggio dal periodo delle industrie al successivo sia naturale.

Forse ci può aiutare anche la consapevolezza che la natura è sempre una grande madre che non abbandona i suoi figli. È arrivato il momento di riappropriarci della terra e di impedire alla burocrazia e al potere di rubarci le esistenze.

I sistemi politici attuali si sono mostrati inadeguati non per incapacità di gestione ma per ladroneria e ingordigia.

Che cosa aspettiamo per liberarcene e per attuare meccanismi di riciclo che affidino il governo a cittadini che non vengano retribuiti, ma che per un anno, due anni, tre al massimo, si prendano carico delle amministrazioni?

Per quanto tempo ancora dovremo lasciarci derubare per consentire che i ladri se la spassino con i nostri soldi, frutto di un lavoro che non ci lascia nemmeno respirare?

 

 
 
 

Homo faber

Post n°15 pubblicato il 15 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Gruppo di girasoli.

Anziché mangiare i semi li ho messi sulla terra. Ecco il risultato

HOMO FABER

Perché questo governo continua a strafottere i giovani anziché cercare di metterli a contatto con la vita che è azione, sviluppo e crescita? Questi vecchi si sono impadroniti delle nostre esistenze e sono i nostri parassiti poiché prosperano sulla nostra miseria e disperazione.

Continuano a dare una strabordante importanza alle scuole che altro non sono che simulazioni false delle situazioni reali nelle quali ci troveremo in seguito. La scuola può solo dare strumentalità per leggere la realtà, ma non può diventare l'unico mondo per i giovani poiché li allontana dalla  concretezza dell'esistere.

Credo che soltanto con l'esercizio di un ruolo attivo si possa crescere e maturare. Solo scontrandosi giorno per giorno con le necessità vitali un giovane diventa adulto.

Vorrei davvero che, in assenza di una guida centrale che pensa ad altro, fossero i cittadini a prendere in mano la loro vita, a ribellarsi a questo appiattimento su schemi esistenziali che sono ormai solo illusori (posti statali, impieghi aziendali, lavori in fabbriche) e che si ritorni all'ancestrale rapporto uomo-ambiente per impedire che i "potenti" che ci hanno estorto il potere con l'inganno distruggano ciò che è sacro e intangibile: la nostra vita.

Nella confusione di valori che turbina intorno a noi abbiamo bisogno di una pausa per capire che cosa è importante veramente.

Una volta ho assistito ad una lezione in una prima elementare. L'insegnante, con i bambini disposti in circolo attorno a lei, teneva in mano un libro. Ha invitato i bambini uno alla volta ad avvicinarsi a lei per vedere nel libro la fotografia della persona più importante del mondo. Tutti i bambini sono andati a guardare e in silenzio sono tornati al loro posto. Incuriosita, anche io ho voluto guardare. Nel libro c'era uno specchietto. I bambini avevano visto la persona più importante del mondo: se stessi.

Se non diamo importanza alla nostra  individualità perdiamo il bello della vita cercandone il senso in simulacri finti, idoli di carta, luccichii di vetro colorato.

Esploriamo le nostre potenzialità. Manipoliamo materiali, mettiamo le mani nella creta, nella farina, nella terra. Costruiamo oggetti, lavoriamo i filati, cuciamo i tessuti.

Intorno a noi c'è un mondo di possibilità. Un giovane è un vulcano di idee, di creatività, di entusiasmi. Perché non ascoltare l'istinto a fare che è la caratteristica primaria dell'homo faber?

 

 
 
 

Gli anemoni

Post n°14 pubblicato il 07 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
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Anemoni, i fiori del vento, sul Mont dels Daus

 

 

Godiamoci questi delicati fiori che adesso colorano i campi. Lasciamoli dove sono perchè ogni anno si presentino puntuali ad annunciare che le giornate si stanno allungando.

Secondo una leggenda greca il bellissimo Adone fu ucciso da un cinghiale durante una battuta di caccia.  Afrodite corse in suo aiuto ma si ferì con una spina di rosa. Il sangue della dea ferita colorò di rosso le rose, fino ad allora bianche. Da ogni goccia del sangue del giovane Adone nacque un anemone.

 

 
 
 

Il telegiornale dei sogni

Post n°13 pubblicato il 07 Febbraio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

IL TELEGIORNALE DEI SOGNI

Notizia del sogno

Il governo ha preso in considerazione la situazione dei giovani in Italia e ha deciso di incoraggiarli a lavorare in proprio con varie agevolazioni. Ad esempio rinuncerà a tassarli per dieci anni visto che i soldi estorti ai cittadini vengono in gran parte usati per arricchire i politici e il malaffare.

Del resto il govero ha considerato che, anziché creare una massa di Italiani disperati che alla lunga dovrà campare in qualche modo, è molto meglio dare loro la possibilità di sostentarsi con l'onesto lavoro.

NON SVEGLIATEMI!

 
 
 

Tempi duri!

Post n°12 pubblicato il 30 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
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I primi narcisi selvatici (Sentiero da Polt Agra a Punta Giglio)

 

Una leggenda greca parla di un bellissimo giovane, Narciso. Quando nacque Tiresia predisse che il bimbo sarebbe vissuto a lungo se non avesse conosciuto se stesso. Ma per punirlo della sua insensibilità verso l'amore di Eco un giorno di gran caldo fu spinto verso una sorgente dove si sporse per bere. Narciso si vide e si trovò così bello che si innamorò della sua immagine. Quando cercò di abbracciarsi annegò e in quel luogo nacque un fiore, il narciso  

Per la verità c'erano anche i primi asparagi ma io non li ho visti.

Tempi duri! Per fare ciò che prima non richiedeva alcuna istruzione oggi è necessario aver conseguito una laurea con 110 e lode, ed essere di madre lingua inglese.

 

 
 
 

I segni dei tempi

Post n°11 pubblicato il 29 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

I SEGNI DEI TEMPI

Vogliamo dare uno sguardo ai nostri dintorni? Allora...

1. Istruzione, sanità, banche, e quant'altro fino a ieri garantiva un posto fisso: in netta diminuzione

2. Artigianato, agricoltura, industria: in via d'estinzione

3. Commercio, agenzie di servizi: in sofferenza

4. Studi professionali di ogni tipo: in crescita e naturalmente alla spasmodica ricerca di clientela

5. Burocrazia statale, regionale, provinciale, comunale: stabile con possibile crescita (decidono loro dei nostri soldi!)

6. Numero degli abitanti: complessivamente stabile con tendenza all'aumento della speranza di vita.

Considerazioni

Provvedimenti attuali per tentare di parare i colpi:

Le nuove generazioni devono passare i primi trent'anni della loro vita a studiare.

Devono passare gli altri dieci a specializzarsi, masterizzarsi e via ...

Infine possono mettersi alla ricerca di un lavoro. Quale? Dove?

Chi vuole mettere su un'azienda deve accollarsi spese su spese e spesso deve ingaggiare titaniche lotte contro la burocrazia.

La massa degli stipendiati e pensionati storici di cui al numero 1.  che per il momento sostengono figli e nipoti è naturalmente in fisiologica diminuzione.

Usque tandem..?

Io mi chiedo che cosa può e deve fare uno stato per far sì che i cittadini riescano a mettere a frutto i propri talenti e  riescano ad ottenere soddisfacenti risultati economici ed esistenziali.

È ovvio che si richiederanno sacrifici a tutti. È ovvio che la globalizzazione ci chiederà di rinunciare a qualcosa ed è altrettanto ovvio che se la classe politica non capisce che non può continuare a fare danni e ad ingrassarsi oltre misura con i soldi che volenti o nolenti noi scuciamo, è ora di cacciarla.

Domanda: c'è la possibilità che una nuova dirigenza sia illuminata e efficiente?

In quale casino ci siamo cacciati? 

Io terrei d'occhio l'Africa mediterranea. Spesso certi eventi sono contagiosi. I nostri politico dovrebbero vaccinarsi.

 
 
 

Economista, questo sconosciuto

Post n°10 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

L'ECONOMISTA, QUESTO SCONOSCIUTO

A volte mi sono trovata a pensare a quale funzione svolgano gli economisti. Nella mia ignoranza immaginavo che un economista fosse un esperto che ha studiato i meccanismi che regolano il funzionamento dei mercati, del lavoro, della produzione. Nella mia ingenuità pensavo che gli economisti fossero in grado di leggere i segni dei tempi e di indicare delle strategie per proporre soluzioni di fronte a una crisi.

Ora mi sfiora il dubbio che se il mondo occidentale è totalmente incasinato la colpa sia proprio di chi, preso dal sacro fuoco del guadagno facile, ha innescato meccanismi di economie fasulle non collegate alla produzione.

Ma dove sono gli economisti quando un paese rischia la bancarotta? Ma questi economisti pensano ad una soluzione? Ma che cavolo fanno questi economisti?

Forse le nostre massaie conoscono qualche regola di comportamento economico interessante. Ad esempio non farebbero mai tagli orizzontali nel loro bilancio familiare perché rischierebbero di non riuscire a fare la spesa tutti i giorni del mese. Certo che per fare tagli orizzontali ci vuole proprio un esperto!

In questo periodo mi sto chiedendo dove stiamo andando a parare e sinceramente non vedo niente di buono davanti a me. Il buono è tutto dietro e sono molto arrabbiata perché vedo che noi Italiani siamo abbandonati a noi stessi.  

 

 
 
 

La memoria

Post n°9 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
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Sughere piegate dal vento (S. Leonardo)

LA MEMORIA

 

A proposito di memoria vorrei ricordare (limitandomi alla specie homo sapiens sapiens)

- gli eccidi compiuti dai Romani nei territori sottomessi

- le stragi  di Aztechi da parte degli Spagnoli

- le stragi di Inca da parte degli Spagnoli

- le stragi di Pellerossa da parte degli Europei

- la tratta degli schiavi

- ....................................

Si sono distrutte intere culture provocando l'eterno oblio di letterature, storia, pensieri che avevano richiesto secoli di elaborazioni.

Abbiamo privato interi popoli dell'orgoglio di essere stati grandi, li abbiamo declassati a servi nella loro casa.

Che radici avremmo noi se non poggiassimo sulle basi della cultura greca e romana? Se qualche evento avesse brutalmente strappato le nostre basi culturali e storiche quale sarebbe oggi la nostra percezione del mondo e di noi stessi?

Abbiamo condannato un intero continente alla negazione di se stesso e così facendo abbiamo privato l'umanità di una grossa parte di sé. Ma è meglio dimenticare e volgere lo sguardo altrove.

È meglio dire che i cattivi erano altri, spietati, orribili carnefici. Noi siamo diversi, noi siamo innocenti.

Da sarda avrei da fare ancora delle considerazioni. Noi Sardi abbiamo avuto due splendidi periodi: quello nuragico e quello giudicale.

Il periodo nuragico si è talmente annullato  a causa delle invasioni puniche e romane che abbiamo perso anche una conoscenza basilare: qual era la funzione dei nuraghi? Non abbiamo cognizione dell'antica lingua che rimane solo in alcuni toponimi e in alcune parole. Quel poco che conosciamo lo sappiamo tramite gli scavi archeologici che, come si sa, consentono solo di fare ipotesi. Quel nostro passato è immerso in una densa nebbia che ci rende dubbiosi ed incerti.

Il periodo giudicale è talmente declassato che non vi è traccia nella storia che si studia a scuola. Eppure gli scarsi documenti presentano un popolo fiero che ha saputo tener testa ai nuovi invasori e che ha dato filo da torcere agli Aragonesi. La Carta de Logu è un codice di leggi che dimostra l'alto grado di cultura e civiltà raggiunto in Sardegna.

Però noi Sardi non abbiamo coscienza della nostra capacità di autogestione, perché non conosciamo la nostra storia. Ci sembra di essere incapaci di procedere in autonomia perché l'unica storia che conosciamo è quella dei dominatori.

A noi è capitato ciò di cui parlavo più sopra, ci hanno rubato il passato.

Senza passato siamo come una pianta senza radici, che deve nutrirsi e sostenersi dall'esterno. Sono così delicati i meccanismi di questo nostro esistere che basta poco per sconvolgere i percorsi individuali e sociali. La capacità di decidere non nasce dal nulla ma è  indotta dalla sicurezza di sé e dalla fiducia nelle proprie scelte. La sicurezza di sé nasce in un clima di autonomia e di dominio del territorio. Non per nulla i due periodi d'oro della Sardegna sono scaturiti da due momenti nei quali l'Isola è stata libera e padrona.

Adesso invece siamo servi di coloro che fanno di tutto per svilirci e per annullarci. Dove troveremo la forza per riprendere il controllo dei nostri destini? Conoscere quel poco che gli storici sono riusciti a recuperare può indubbiamente aiutarci. Ma che fatica studiare il nostro passato!

Più facile stare appresso a chi conosce bene le proprie radici e ne fa strumento di oppressione imponendo continuamente le proprie memorie come se fossero le uniche degne di conservarsi come monumenti imperituri. Non c'è persona più misera di quella che non sa trovare in sé i tesori della propria individualità. E quando è un popolo che ignora quanta capacità, quanta inventiva, quante risorse sono state messe in gioco per dargli un'identità, il danno è incalcolabile.

Mi fa male parlare di questi argomenti ma  non posso fare a meno di pensarci. Forse spero ancora che qualcosa cambi, che arrivi il giorno della memoria anche per noi.

 

 

 
 
 

A quando il Rinascimento?

Post n°8 pubblicato il 21 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
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Leviamo lo sguardo al cielo

(Mesu 'e Montes - Ossi)

A QUANDO IL RINASCIMENTO?

Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI re di Francia è stato decapitato. Non è stato un evento di cui andare fieri ma dimostra come i sudditi di un re poco sensibile ai loro bisogni a un certo punto hanno rivendicato la loro dignità di uomini.

Punto 1°: In un'Italia dove tanti non riescono a procurarsi col lavoro il sostentamento, il governo non muove un dito per metterli in grado di ritrovare la loro dignità di persone autosufficienti.
Punto 2°: Gli Italiani non muovono un dito per liberarsi da un capo del governo che non li rappresenta. Dubbio: o li rappresenta molto bene?
Punto 3°: Che differenza c'è tra politici corrotti e immorali, giornalisti largitori di vite private affondate nel nulla, e Italiani avidi di tali notizie?
Punto 4°: C'è qualcuno che sta lavorando per cercare un logico percorso che aiuti l'Italia a ristabilire un equilibrio economico, sociale, politico e morale?
Punto 5°: Che cosa dovremo sentirci dire quando si parlerà dei 150 anni dell'Unità d'Italia se la situazione sarà ancora questa?

 Ho voluto razionalizzare il tutto poiché le prime parole che mi venivano in mente erano altre. Il mio pensiero è passato attraverso le "Memorie di Adriano" (sarà stato anche un grande imperatore ma i costumi del tempo non li condivido), e ha ripercorso gran parte delle corti europee, inca e azteche (di tutto il mondo, in parole povere) per immaginare tutto quello che succedeva e che non sappiamo perché non c'erano intercettazioni, telefonini, e quant'altro... 

Dovremo proprio attraversare tutte le fasi della decadenza per riprendere a salire la china? Dovrà esserci per forza un nuovo Medio Evo per arrivare al Rinascimento?

Però, per favore, smettiamo di divertirci col pagliaccio del circo equestre e riprendiamoci la nostra vita!

 

 
 
 

Nebbia ad Alghero

Post n°7 pubblicato il 16 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Buon riposo, Gigante

Stasera ho fatto una passeggiata a Punta Giglio. Splendida giornata soleggiata ma Alghero era nascosta dalla nebbia. Capo Caccia sembrava un gigante addormentato avvolto da un lenzuolo.

Peccato che non abbia ancora imparato come cavolo fare per pubblicare le foto altrimenti ne avrei inserite altre e anche più visibili. . Mi devo accontentare di questa immagine formato francobollo.


Creato da giovannatilocca il 05/05/2010

Evoluzione

Società a confronto

 

Scrivi che ti passa

Post n°6 pubblicato il 02 Gennaio 2011 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

SCRIVI CHE TI PASSA

Pensiero del giorno

Grazie ad internet chiunque può esprimere il proprio dissenso, la propria rabbia, le proprie frustrazioni e così, magicamente, passa la voglia di protestare e di chiedere giustizia ed equità in maniera operativa, pratica e reale.

Mi viene da pensare che questo sia l'ennesimo sistema  che "i buoni pastori" hanno in mano per controllare e dirigere "le greggi".

E poi penso ai pastori veri, i pastori sardi che sono stati bloccati a Civitavecchia per non disturbare con i loro noiosi problemi feste e festini. Se qualcuno osa andare in piazza per protestare si ricorre alle maniere forti e il gioco è fatto. I nostri pastori sono risaliti sul traghetto per tornarsene da dove erano partiti certi e sicuri di avere mille ragioni ultravalide per ottenere dei risultati.

Ma sono davvero così potenti da costringerci a rinunciare a noi stessi?

 
 
 

Perché Hitler?

Post n°5 pubblicato il 27 Dicembre 2010 da giovannatilocca
 

 

Perché Hitler?

Mi sono sempre chiesta come sia stato possibile il fenomeno del nazismo. Non mi spiegavo come un popolo si fosse sottomesso ad una persona chiaramente disturbata, come per alcuni fosse diventato normale organizzare il suicidio e lo sterminio della propria famiglia, bambini compresi, come si trovassero giustificazioni ad eventi assolutamente fuori da ogni etica individuale e sociale.

In questo periodo mi sto dando delle risposte. Quando osservo che parole ed azioni assolutamente contrarie al sentire comune vengono avallate e dichiarate naturali da coloro che sono stati eletti per governare la nazione, penso che in talune situazioni  non è difficile perdere l'orientamento morale.

Mi sembra di vivere in un incubo quando mi accorgo che alcuni italiani in questo momento sono propensi a chiudere gli occhi davanti al degrado offerto da chi ci governa. Siamo nel mezzo di una grande truffa ai nostri danni. Chi è delegato a rappresentarci pensa solo a se stesso e questa affermazione è valida per la quasi totalità dei nostri eletti.

Possiamo stare tranquilli? In mani a chi siamo?

 

 
 
 

Giovani senza potere

Post n°4 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Giovani oggi

 

I giovani vanno ascoltati poiché sono parte del corpo sociale e oggi ne esprimono un  grande malessere. Ignorarli equivale a non dar peso ad un sintomo anomalo del nostro corpo. Potrebbe essere un'inezia, ma potrebbe essere il campanello d'allarme di un terribile male dagli esiti letali.

I giovani non hanno certo il potere di sconfiggere un sistema. Il sistema ha in possesso tutti i mezzi per domarli, per annientare la loro voglia di cambiare. E poi i giovani crescono e i giovani diventati "vecchi" faranno di tutto per domare le nuove generazioni. Non abbiamo inventato niente.

Dobbiamo capire però che le situazioni non si ripetono mai identiche. Oggi siamo di fronte ad un fenomeno "nuovo" poiché raramente (e poi vedremo quando e come) il consorzio umano si era trovato ad affrontare una serie incalzante di cambiamenti così rapidi da togliere il respiro.

Noi "vecchi" abbiamo conosciuto un progredire vertiginoso del benessere e ci siamo adattati molto bene. I giovani sono di fronte ad un processo di livellamento mondiale della distribuzione dei beni che forzatamente li priverà di una grossa fetta di quel benessere conquistato da nonni e genitori. Però se vogliamo che coloro che si affacciano alla vita con questo scenario capiscano che cosa accade dobbiamo cercare di agevolare la loro comprensione per favorirne l'adattamento.

Vedere che i ricchi diventano sempre più ricchi, che i furbi che hanno preso una sedia si impadroniscono di più sedie e poltrone e le distribuiscono a parenti, amici e conoscenti, vedere che c'è una classe politica corrotta, privilegiata in maniera schifosa e ributtante che non fa neanche finta di aiutare i disperati, genera nelle persone che ancora hanno conservato un briciolo di umanità una infinita tristezza e una rabbia che potrebbe esprimersi solo se ci fosse la possibilità di farsi ascoltare; almeno questo: farsi ascoltare. 

Il cataclisma al quale stiamo assistendo si può paragonare a quelli che hanno privato di tutto alcune popolazioni sconfitte da altri popoli oppure agli esiti della rivoluzione francese e russa. In quei casi i cambiamenti sono stati repentini. Anche la crisi dell'impero romano potrebbe essere un termine di paragone con la variante che si è sviluppata nell'arco di alcuni secoli mentre per noi si tratta di un fenomeno che si sta concretizzando in pochi decenni.

Questo disastroso terremoto sociale ed economico andrebbe governato in qualche modo da coloro ai quali noi ingenuamente abbiamo attribuito un potere che, a ragion veduta, ci è stato estorto e viene utilizzato contro di noi.

È altamente ripugnante vedere come i ladri di questo potere, rivolgano lo sguardo da un'altra parte e non vogliano nemmeno percepire da lontano la disperazione di coloro che questi farabutti hanno defraudato del domani garantendosi alla grande il proprio strafottente predominio.

 

 
 
 

Affare Montecarlo

Post n°3 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da giovannatilocca
 

 

 

L'AFFARE MONTECARLO

Negli ultimi decenni dell'ottocento in Francia si è montato il caso dell'ufficiale francese Dreyfus. Le motivazioni politiche di chi fece scoppiare il caso erano anche più banali rispetto all'Affare Montecarlo, ma le conseguenze furono tragiche.  Infatti chi fabbricò una prova falsa si suicidò, e le alte cariche dello stato coinvolte ebbero tutte gravi conseguenze. La Francia si spaccò in due, chi appoggiava l'imputato era antifrancese, gli altri erano patriotti. Nella sua Recherche Proust rispecchia molto bene la situazione dei salotti parigini dove non si potevano prendere le difese dell'ufficiale ebreo Dreyfus. Ma di nascosto i nobili più sensibili aiutavano economicamente le associazioni che lavoravano per la liberazione di Dreyfus.

Quando, prove schiaccianti alla mano, fu inequivocabile che Dreyfus era totalmente estraneo alla macchinazione, fu scarcerato dall'isoletta dove aveva trascorso dieci anni per essere rinchiuso in un carcere francese. Solo dopo ritrovò la libertà ma non fu mai riabilitato.

Oggi proviamo repulsione per quel potere che si accanì contro un innocente rovinando l'esistenza a lui e ai familiari.

La stessa repulsione provo per un potere che, in situazioni di crisi che coinvolge orami ogni aspetto della vita economica e sociale del paese, si accanisce contro uno sconosciuto per affermare il proprio esclusivo diritto ad un'esistenza protetta:IL PROPRIO ESCLUSIVO DIRITTO, a scapito di quello di milioni di italiani senza futuro.

 

 
 
 

Sopravvivere

Post n°2 pubblicato il 30 Maggio 2010 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

 

 

Tende all'uncinetto, arabeschi occidentali, mascherano esterni di città che cresce senza necessità, per leggi economiche intrinseche e stringenti.

Il buono e il cattivo del mondo globalizzato ci condizionano e cerchiamo la nostra individualità in schermi che ci diano qualche effimera illusione.

Tanta è la stanchezza, infinita la noia. Le molte parole che scorrono fluide e liquide nei vicoli della materia grigia non ci danno tregua né riposo. Trascinano residui inerti di vita e di memoria senza riuscire a costruire idee, sogni, progetti.

E il cuore che non cessa di battere ci costringe ad una lotta contro noi stessi per riuscire a sopravvivere, per chiudere i giorni uno dopo l'altro in un mondo che non è più il nostro.

Felice l'attimo dell'idea, la scintilla che riesce a far luce e a muovere energie per dar forma ad azioni coinvolgenti che di tanto in tanto prendono vita senza guardarsi intorno, solo per il gusto di esistere.

Ed allora ti accorgi che non serve farsi problemi, mettersi limiti, se vuoi prendere l'esistere per quel che è: esserci e basta!

Essere e cercare l'equilibrio in tutto, mantenersi vivi utilizzando le risorse necessarie fisiche, sociali, mentali e non cercare il superfluo perché potrebbe essere vitale per altri esseri.

Oggi mi sento molto stanca, e mi pesa attendere il risveglio perché ancora c'é voglia di fare.

Mi pesa vivere conoscendo l'ingiustizia e la prepotenza, mi rattrista sapere che tanti combattono inutili guerre contro la miseria, la malattia, ma poi mi rendo conto che questa è la natura che impone le sue leggi senza alcun discernimento, perché il genere umano non è buono, non è giusto, non è solidale e i suoi comportamneti sono influenzati solo dalla quantità di risorse disponibili.

Chi può prende, chi non può rimane senza e centinaia di migliaia di anni di evoluzione non hanno modificato la sostanza di tale comportamento. Il ragionamento ci dice che siamo tutti uguali ma l'emotività percepisce le differenze.

Quando si tratta di dividere mettiamo in gioco i sentimenti che dovrebbero giustificare le ingiustizie.

Diciamo che è paura, che è in gioco la nostra cultura, la nostra vita; in realtà non vogliamo rinunciare a nulla, nemmeno al di più, tutto ci sembra vitale.

Questo è un male che colpisce tutta l'umanità, ma neanche questa è una scusante.

Forse cambiando qualcosa nel nostro DNA si potrebbero ottenere risultati.

Chissà...

La mia serata prosegue. Ogni tanto una raffica di vento colpisce le foglie della vite americana, poi torna la calma. Anche le piante lottano per la sopravvivenza.

Ma come è fatta questa natura?

 

 
 
 

Unità o federalismo?

Post n°1 pubblicato il 05 Maggio 2010 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

L'immagine che caratterizza il mio blog è tratta dalla foto di un pannello esposto nel Museo dell'Ossidiana di Pau. I pannelli sono opera di Antonello Lutzoni e Mario Fundoni.

DAL PALEOLITICO AD OGGI

Il nostro cammino è iniziato alcuni milioni di anni fa e siamo arrivati attraverso una continua evoluzione fino all'attuale situazione.

Il mio intento è quello di fare riflessioni su questo lunghissimo percorso senza mai dimenticare il punto di partenza.

Per me l'essenza dell'uomo è sempre la stessa e il suo comportamento non differisce nella sostanza dalle dinamiche del mondo animale.

Analizzerò dal mio punto di vista fatti ed eventi attuali e non, cercando di inquadrarli nel tempo.

 

 

UNITA'  O FEDERALISMO?

Mentre si preparano i festeggiamenti per i 150 anni dall'unità italiana mi chiedo come sarebbe andata se l'Italia fosse stata una federazione di stati come desideravano i federalisti dell'800.

Certo che oggi, dopo aver fatto immani fatiche per unire i tanti stati che ben poco avevano in comune, sarebbe una vera beffa disgregarli e far prendere loro strade differenti.

Occorre anche ricordare che l'unione dello stato italiano è nata nell'equivoco. Il mazziniano Garibaldi ha consegnato il sud al re, mentre Mazzini voleva un'Italia  repubblicana.

Il regno delle due Sicilie probabilmente non lo avrebbe seguito se avesse saputo di lasciare un re Borbone che, tutto sommato, aveva a cuore il proprio dominio, per un altro re che parlava francese e che certamente non si è molto sforzato per accettare il fatto che anche gli abitanti del meridione erano suoi simili.

I Savoia non apprezzarono certo l'acquisto del meridione. Ricordo che Cavour ha cercato di vendere la Sardegna che aveva dato ai Savoia il titolo di re.

Oggi si parla di federalismo fiscale. Posto che qualcuno capisca cosa intenda la Lega,  io ho capito che significa "Si salvi chi può". Non so a quali modelli si riferisca la proposta ed ho seri dubbi che la cosa, se anche andrà in porto, faccia del bene ed aiuti gli italiani a gestire la crisi economica.

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