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mercoledì 3 giugno 2026

Evoluzione Blog libero N° 147-186

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Creato da giovannatilocca il 05/05/2010

Evoluzione

Società a confronto

 

La disperazione cresce

Post n°186 pubblicato il 04 Maggio 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Hanno un intuito i nostri politici! Rimango a bocca aperta quando li sento parlare. Hanno fatto un governo per le emergenze e naturalmente si comportano proprio come quando la casa brucia. Il  paese crolla e loro litigano per le poltrone, litigano per l'Imu, non si fanno mancare niente di ciò che caratterizza un pollaio. Solo che i polli siamo noi. A quando le nuove elezioni? Quando potremo tornare alle urne per rinnovare la fiducia a questi fior di politici? Naturalmente con il porcellum, perché della legge elettorale non si parla proprio.

Ahò, sveglia! Liberatevi della sindrome della bella addormentata nel bosco prima di trovarvi in mezzo ad una strada. Ricordate che in quanto cittadini abbiamo diritto alle risorse del paese, abbiamo diritto a condurre un'esistenza dignitosa. E la prima dignità è liberarci dai parassiti che stanno depredando il paese per il loro bengodi. Dobbiamo affidare le casse dei nostri soldi a cittadini di buon senso onesti e fidati (ne conoscerete qualcuno) che rimangano in carica per cinque anni e poi via! "Sempre uno non si può" dicevamo da bambini quando giocavamo ad inseguire. Il potere appartiene al popolo e il popolo può fare piazza pulita con il voto. Lo abbiamo capito?

Intanto la cronaca parla di suicidi. E' solo ciò che emerge da una massa di disperazione che cresce, si dilata, si insinua nella popolazione abbandonata che rinuncia ai propri diritti dando campo alle prepotenze di questi luridi personaggi ai quali abbiamo affidato i nostri soldi.

La città è tappezzata da cartelli Affittasi, Vendesi. Vedo giovani che aprono attività probabilmente con le liquidazioni dei genitori e se penso a tutte le spese che devono affrontare mi viene il freddo. L'affitto, l'INPS, i leasing perché non ci sono i soldi per pagare tutte le attrezzature in contanti, e i mille balzelli che comuni, province, regioni, stato, si sono inventati per lucrare sul lavoro. Abbassano i prezzi per cercare di farsi una clientela. Poi vedi la serranda abbassata, il cartello Affittasi, e il cuore si stringe. Che fine avrà fatto? Pieno di debiti, disperato, allo sbando. Si deve andare alla Caritas?

Non ho più nulla da aggiungere, sono senza parole. E la disperazione cresce.

 
 
 

Il paese brucia!

Post n°185 pubblicato il 03 Maggio 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Fino a quando saremo in grado di sopportare lo stritolamento al quale siamo sottoposti dal potere? Ci troviamo in uno stato di ansia generale, ci sentiamo minacciati da oscuri eventi, ci accorgiamo che sta per accadere qualcosa di grave e non riusciamo a vedere niente davanti a noi. E' un'inquietudine diffusa, un malessere profondo che toglie la lucidità di concepire un domani. Anche perché abbiamo capito che ci aspetta solo il peggio e a quel peggio non vogliamo neppure pensare. Siamo paralizzati da oscuri presagi, siamo angosciati da questo vagare nella nebbia di un paese che non sentiamo più il nostro, stiamo perdendo le nostre certezze e ci troviamo in oscure situazioni senza più via d'uscita.

Mi sembra di essere una naufraga, sto per annegare, tendo le mani, ma i sopravvissuti sulla barca mi respingono, mi scacciano con i remi, e non ho più speranza di salvarmi. Annego nella completa indifferenza di chi mi ha fatto naufragare.

Avete visto quanto il governo si preoccupa di noi? Non credo che riusciremo a salvare qualcosa, perché qui non si fa altro che perdere tempo. In momenti nei quali l'ossigeno scarseggia loro continuano a respirare a pieni polmoni mentre noi boccheggiamo. Mi sento come se dovesse scoppiare una guerra, e percepisco con rabbia tutta l'incapacità, la malafede, l'ineluttabile colpevole inerzia di quei farabutti che decretano la morte del paese per estrema ignavia.

Fuori tutti! Il paese brucia! Fuori tutti prima che sia troppo tardi! Cacciamoli una volta per tutte, mandiamoli a casa (loro hanno una casa!) e riprendiamoci la vita!

 
 
 

Pacta sunt servanda

Post n°184 pubblicato il 01 Maggio 2013 da giovannatilocca
 
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Contratto: patto che si sottoscrive tra due parti in piena libertà per stabilire un accordo. Pacta sunt servanda, dicevano i latini, che di accordi se ne intendevano. Se una delle due parti straccia il contratto unilateralmente è chiaro che sta agendo fuori dalle regole del vivere comune.

Ci meravigliamo dunque se il M5S attua l'espulsione di chi  non osserva le regole? Una regola può essere non condivisa, e allora la si discute, la si critica, la si cambia, ma finché c'é bisogna rispettarla. Socrate insegna. 

Se poi non si è d'accordo con le regole del contratto nessuno è obbligato a sottoscriverlo. I furbetti non piacciono a nessuno.

 
 
 

Non hanno sensi di colpa

Post n°183 pubblicato il 30 Aprile 2013 da giovannatilocca
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A questo punto mi chiedo chi ricatta chi, perché non mi spiego in altro modo le enormità che stanno accadendo nei palazzi. Sapremo mai i retroscena che costringono questi individui a fare patti scellerati, a insistere su scenari incredibili, a distruggere il paese senza il minimo senso di colpa?

Adesso avete capito perché Bersani non voleva fare il governo con il PDL? Ma io mi chiedo: perché hanno voluto un aborto di governo anziché andare al voto dopo aver fatto la legge elettorale? Perché si è tanto insistito per un governo che non poteva in nessun modo nascere? Perché? Qualcuno me lo sa spiegare?

 
 
 

Quali primarie ha vinto Letta?

Post n°182 pubblicato il 29 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Via le armi! Non è con la violenza che i cittadini riusciranno ad ottenere qualcosa. Piuttosto alle prossime votazioni se sentirete l'irresistibile tentazione di votare per PD o per PDL fatevi ingessare le mani per due giorni. Dobbiamo cambiare il sistema e per ottenere equa distribuzione delle risorse ai cittadini dobbiamo far sì che le casse dello stato vadano in mano a persone di specchiata onestà che restino in carica per non più di 5 anni o al massimo per 10 anni (ma non lo consiglio), e che percepiscano lo stipendio di un impiegato statale dirigente con trasferte da impiegati statali dirigenti, ove è già implicito che siano definiti dei tetti al ribasso per tali retribuzioni.

Se disgraziatamente qualcuno dei "politici" dovesse avere dei danni in conseguenza ad attentati, diventerebbe subito un martire e l'accanimento contro la popolazione si centuplicherebbe. Non vi basta il fatto che siamo già schiacciati e vilipesi da questi farabutti?

Ma vi rendete conto che i PD sono andati a votare per le primarie, hanno sganciato 2 euro, e poi il governo lo ha fatto uno che non era neanche in elenco? Mai con il PDL. Detto fatto, ecco il governo con il PDL con gran goduria di Berlusconi. Non vi bastano ancora le prese per i fondelli? Volete soffrire? Vi hanno accontentato e continueranno a farlo. Ci stanno martirizzando con la loro arroganza. Si doveva fare un governo di scopo con il fine di approvare una legge elettorale e possibilmente rivedere la struttura del parlamento. A giugno si doveva tornare al voto con la nuova legge per cercare di chiarire chi era legittimato a fare il governo. Invece hanno fatto solo i loro porci comodi, e se ne fregano dello stato di angoscia e sofferenza della popolazione, non vedono la distruzione del tessuto produttivo della nazione, non si accorgono del degrado nel quale vengono abbandonate le meravigliose risorse e ricchezze italiane.

Siamo in mano a dei veri e propri Attila, flagelli di Dio, dove passano loro non cresce più filo d'erba.  

 

 
 
 

Stiamo perdendo tempo

Post n°181 pubblicato il 28 Aprile 2013 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

1. Il governo  ottiene la fiducia. Lavora come può, nei limiti delle convenienze personali e della demagogia verso le emergenze. Imbambola gli italiani che pensano che davvero ci sia qualcosa di nuovo. Fa una legge elettorale ora pro me, e quando Berlusconi capisce che è arrivata l'ora, toglie la fiducia e si torna a votare. A questo punto il PDL  prende la maggioranza e fa il bello e il brutto tempo.

Variabile: il M5S fa un'opposizione seria e puntuale, disturba il malaffare, e allora li si potrà accusare di disfattismo.

2. Il PDL prende da subito in mano la situazione, lavora per il settore "processi di Berlusconi" attua provvedimenti demagogici per le emergenze economiche, e manda il paese nel completo caos.

Ma dove pensano di trovare i soldi questi personaggi che non si vogliono schiodare dal loro status? Li spremeranno ancora da noi? Questa gente non ha la forma mentis per capire che bisogna veramente fare una svolta e lavorare duramente per cambiare il sistema. Stiamo perdendo tempo, perdendo lavoro, perdendo imprenditori, perdendo giovani. Il paese va rivoltato, bisogna ripulirlo dal malaffare e da tutti quegli elementi che impediscono un'economia mirata alla distribuzione equa delle risorse in modo che tutti possano avere il minimo per vivere dignitosamente. Non hanno la più pallida idea della situazione vissuta da tanti italiani, non sono in grado di capire.

Nessuno ha mai parlato del fenomeno "astensione". Ma significherà qualcosa se in Friuli Venezia Giulia il 50% non è andato a votare? Chi è stato eletto ha il consenso del 20% degli elettori e l'80% non è d'accordo.

Ma come ve lo dobbiamo far capire? Via tutti! Lasciate il posto a chi vive la vita vera e comprende i bisogni dei cittadini. Tanto noi lo sappiamo. La "crisi" non finirà e il governo ha solo il compito di aiutare i cittadini a sopravvivere. E questo governo non è in grado nemmeno di intuirlo.

 
 
 

Reddito di cittadinanza 2

Post n°180 pubblicato il 27 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Son convinta che collegare un'attività al reddito di cittadinanza sia una strada percorribile. Si otterrebbero così numerosi risultati: chi lo precepisce non può allo stesso tempo fare altri lavori e "truffare" lo stato; l'attività prende il posto del  non far niente, oltremodo nocivo; si valorizzano le competenze delle persone; si dà la possibilità di fare nuove esperienze e di accumulare competenze.

Basterebbe che gli aventi diritto elencassero tutte le loro competenze e preferenze. A quel punto si potrebbero creare dei gruppi, sempre sfruttando il reddito di cittadinanza, per organizzare il lavoro. Ho già suggerito alcuni settori: sorveglianza della pulizia e del decoro di città, spiagge, boschi, parchi pubblici, etc. Che cosa significa? Gli incaricati possono controllare che le persone rispettino le regole, che i padroni dei cani facciano il loro dovere, che non si sparga la spazzatura in ogni dove. Come? Semplicemente richiamando con modalità del tutto civili coloro che trasgrediscono, senza alcuna minaccia né sanzione. Credo che il semplice controllo sia già un deterrente per i cattivi comportamenti. Si può poi offrire un servizio agli anziani o a coloro che hanno delle difficoltà, alle madri che lavorano, a tutti quelli che richiedono un supporto qualsiasi. L'elemento vincente è far svolgere attività scelte per le quali si ha già una preparazione da mettere in pratica e sviluppare.

I risultati dipendono sempre dalla piena accettazione e dalla convinzione di svolgere un'attività utile ed apprezzata. E' ora di cambiare mentalità, di capire che non dobbiamo aspettarci tutto dallo stato, ma di offrire anche noi qualcosa in cambio.

 
 
 

La patria è di tutti

Post n°179 pubblicato il 25 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Che cosa me ne frega se Amato fa la beneficenza con i soldi che ruba dallo stato? La parola beneficenza deve sparire sostituita dalla parola diritto a ricevere la parte di risorse che ci spetta in quanto cittadini italiani e abitanti di questo mondo. E' ora di mettere un tetto alle pensioni e agli stipendi. Quanto serve ad una persona per vivere decorosamente? Con 1500 euro si vive più che decorosamente. Vogliamo riconoscere che alcuni incarichi richiedono una dedizione particolare, degli orari più estesi, delle responsabilità più pesanti? Ok. Vogliamo riconoscerlo? Diamo a costoro fino a 4500 euro al mese, ma non un centesimo di più, e le pensioni non devono in nessun caso superare i 3000 euro al mese, sia pure il capo dello stato. Ne soffrirà il mercato del lusso? E' forse meglio che ne soffrano le famiglie che perdono la casa, gli imprenditori che si suicidano, i giovani che non riescono ad avere una loro vita autonoma? Qui bisogna fare delle scelte. Quando le risorse diminuiscono non si taglia il necessario, ma il superfluo. Questo succede in un sistema economico sano. Noi viviamo in un sistema economico totalmente fuori sintonia con i bisogni delle persone. C'è un accumulo di ricchezze letale che stravolge i mecanismi della distribuzione delle risorse. Avete mai visto un animale che accumula cibo con la consapevolezza che lo farà andare a male? Quando i predatori si sono saziati lasciano il resto del cibo agli altri, non se lo portano via. L'uomo ha stravolto questo meccanismo e attua accumuli di ricchezze incredibili che privano i suoi simili del necessario. Il punto cruciale è proprio questo: privano gli altri del necessario. E non se ne rendono neanche conto, non lo vedono, non lo sentono, fanno finta di niente. Poi fanno la beneficenza. Ma, caro Amato, ti piacerebbe vivere di beneficenza?

Adesso il problema è: come dobbiamo fare per affidare le casse dei nostri soldi a persone sicure, di buon senso, che li spendano in maniera oculata ed equa? Questa è la domanda. Risposta: prima di tutto dobbiamo liberarci dai malfattori. Come possiamo fare? Non li votiamo più, semplice.  Non votiamo più le persone malate che vanno ricoverate in case di cura per disintossicarsi dalla dipendenza da potere e da denaro pubblico. Votiamo cittadini che conosciamo personalmente come persone equilibrate e sensate che restino al potere per cinque anni e boh, percependo lo stipendio di un impiegato statale, con rimborsi di trasferta come gli impiegati statali. Abbiamo questo potere, possiamo pretendere equità. Spero proprio che, oltre a Grillo, qualcun altro si prenda carico di portare avanti un programma politico serio, che serva a tutti per riequilibrare la situazione prima che succeda di peggio. Fuori il PDL, il PD, e tutti coloro che non vogliono mollare la cassa. Che cosa aspettiamo? Le prossime votazioni devono essere decisive per aiutare il paese ad essere la patria di tutti.

E non fateci anche oggi i discorsi sulla libertà con parole retoriche e melense. Basta parole! Vogliamo provvedimenti che consentano a tutti i cittadini una vita libera dal bisogno e soprattutto dalla beneficenza di Amato. Se tu prendessi 3000 euro al mese i cittadini non avrebbero bisogno della tua beneficenza!

 
 
 

Homo strafottensis populi, una specie protetta

Post n°178 pubblicato il 24 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Abbiamo creato dei mostri! Ormai sono persone irrecuperabili, riescono a sopravvivere soltanto in strutture protette come il parlamento e il governo, con il nutrimento di decine di migliaia di euro al mese. E' una nuova specie di homo, è l'homo strafottensis populi, e sembra una specie resistente al voto popolare.

In Trentino il 50 % degli elettori ha dichiarato di non voler essere rappresentato da questa specie, ma loro vanno avanti imperterriti. Se la storia ci ha insegnato qualcosa sappiamo che dopo la repubblica a Roma si è instaurato l'impero. E non è che non ci abbiano provato: hanno perfino ucciso Giulio Cesare. Dopo i Comuni nelle città italiane del Rinascimento si sono insediati i Signori e anche lì la lotta non è mancata. Purtroppo arriva il momento nel quale la democrazia si inceppa, non garantisce più pluralità e attenzione al popolo, e allora il popolo si abbandona a coloro che, in cambio di disciplina e ordine, impongono la loro tirannide.

Occorrerebbe trovare dei meccanismi correttivi della democrazia. Non è democratico un sistema che non si ricicla continuamente, che paga cifre spropositate per la politica, che si avvita in lotte di potere anziché affrontare i problemi del paese. Come vogliamo classificare un partito che per non essere impopolare rinuncia a governare? Sarebbe come un chirurgo che per non far male al paziente si rifiutasse di operare.

In Italia siamo sull'orlo dell'ingovernabilità, in una situazione di crisi economica da paura. Ci sono gli estremi per cascare dalla padella alla brace. E siamo nelle mani di un pugno di irresponsabili che non vogliono governare, non vogliono andare al voto, vogliono solo starsene protetti e sicuri nel loro habitat rosicchiando i nostri soldi fino a farne indigestioni. E noi stiamo a guardare.

 
 
 

Conquisteremo l'ultimo posto nell'universo

Post n°177 pubblicato il 21 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Bella politica, bella politica! Non muovono neppure un sassolino altrimenti crolla tutto! Già cambiare un presidente di 88 anni con uno di 80 sarebbe stato per loro un salto nel vuoto. Sono i "begli addormentati nel bosco". Immobilizzano il paese, si arroccano, e continuano nel loro tran tran mentre il paese crolla ai loro piedi. E noi sotto, a franare giorno per giorno, facendo da scudi umani per la loro salvezza. Siamo da psichiatri! Mi raccomando, non facciamo mancare niente a questi "eletti". Facciamo come le api operaie che si affannano tutto il giorno per ingozzare l'ape regina che sta lì ferma, immobile. Guai a cercare i nostri diritti di cittadini! Non vi verrà per caso in mente di pretendere una legge elettorale con le preferenze, l'abolizione dei costi della politica, le regole per eliminare la corruzione e il malaffare, i provvedimenti per incrementare il lavoro ... Ohè, siam mica pazzi? Non vorrete che i vostri figli abbiano l'opportuntà di inserirsi nel mondo della produzione? Non vorrete eliminare le presidenze varie che consentono a questi poveretti di ricollocarsi? Che cosa vi siete messi in testa? 

Lo sanno questi "politici" che stanno giocando con il fuoco? Al di là del loro naso riescono a vedere solo il modo di continuare a mantenersi dove sono, costi quel che costi. Mi scoppia la testa se penso che siamo in mano a una banda di malfattori e se penso che forse solo 1 cittadino su 2 si è accorto di ciò che sta avvenendo: il 25  % che non è andato a votare e il 25% che ha votato il M5S. Adesso tornerà Berlusconi, magari con Renzi, e allora siamo belli che sistemati. La nostra vita finisce nello squallore di un paese che pian piano conquisterà l'ultimo posto nell'universo. Qui sì che c'è da piangere!

 
 
 

Italiani cittadini senza patria

Post n°176 pubblicato il 20 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Aspetta e spera che qualcuno pensi ad affrontare i nostri problemi. Certo che è ben difficile mettere insieme tanti irresponsabili. Noi ci siamo riusciti e anche molto bene. Viva la democrazia! 

Forse dovremmo fare dei corsi per capire che il potere è in mano al popolo e che se chi governa fa i ca....  propri il popolo ne deve prendere atto. Che segnale dà chi va a votare alle primarie del PD dando anche 2 euro a chi ci rapina tutti i giorni? Che segnale dà chi va a votare con una legge anticostituzionale?

Avete eletto una massa di incapaci, "ora pro me", sordi e ciechi. Anche la Chiesa ha capito al volo di che cosa c'è bisogno adesso. Ha capito che questa massa di diseredati che si è creata ha bisogno di essere ascoltata, e ha subito colto l'occasione per proporsi come punto di riferimento forte e deciso.

E il PD, partito che ha come compito quello di difendere i lavoratori, non ha spiccicato una sillaba in loro favore, non ha ascoltato le grida di quella parte di paese che muore cacciata fuori dal sistema produttivo, di quegli italiani che hanno perso ogni collocazione nella società, di quei cittadini che non hanno più né città né patria perché non hanno più diritti. Vergognatevi! Parassiti del popolo che spolpate senza ritegno per il vostro tornaconto, per salvare il frutto delle vostre rapine, senza un briciolo di amor proprio né di dignità. Andatevene! Nascondetevi! Non fatevi mai più vedere!

Sono così arrabbiata che non riesco neanche a fare un po' di ironia. Basta con questo cancro! Fuori tutti e che entrino a governare cittadini che non debbano difendere interessi propri e di partito, e che se ne vadano prima che abbiano imparato a rubare. Ci vuole poi tanto?

 
 
 

Le scale dell'Italia

Post n°175 pubblicato il 19 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Le scale della nazione Italia sono sempre più affollate. C'è chi le scende gradino per gradino, c'è chi ruzzola precipitosamente fino alle cantine, e c'è anche chi sosta nei pianerottoli. E poi c'è chi sale ai piani alti e va su sempre più velocemente.

Un tempo le scale della nazione Italia erano quasi deserte. Ciascuno trovava la sua collocazione in un piano e lì restava vita natural durante. Ci eravamo illusi che così sarebbe stato per sempre, invece abbiamo dovuto abbandonare la nostra posizione e, gradino per gradino, stiamo scendendo sempre più in basso. Ma in tutto questo via vai c'è chi si è barricato nel suo piano, non è sceso di un centimetro, e si tiene aggrappato alla propria posizione e dà calci a coloro che scendono perché si sbrighino e non intralcino il meritato bengodi. Vi piace tanto scendere le scale e prendere calci? Evidentemente vi piace, altrimenti vi sareste voltati e avreste preteso che tutti scendessero le scale, e che nessuno potesse darvi calci. Meditate, e ricordate che le situazioni cambiano dall'oggi al domani, senza nessun avvertimento. Oggi si può fare ciò che domani sarebbe impossibile. Controlliamo come vengono spesi i nostri soldi, pretendiamo dei tetti agli stipendi e alle pensioni, aboliamo la spesa per la politica e per le mille cariche che si sono inventati per rubare il nostro denaro, pretendiamo pulizia ed efficienza nelle istituzioni. Possiamo farlo, in primo luogo con il voto, e poi con l'attenzione all'operato di questi votati. Non distraiamoci, se non stiamo attenti corriamo il serio rischio di ritrovarci tutti nelle cantine dell'Italia con le ossa rotte.

E le cantine sono già affollate. Ci stanno i nostri figli, i licenziati, i disoccupati, i cassintegrati, gli esodati, i pensionati minimi, e tutti quelli che non conoscono le persone "giuste". I genitori, i piccoli imprenditori e artigiani, i commercianti, stanno lentamente scendendo le scale. Qualcuno ancora non si è accorto, ma non tarderà a trovarsi di sotto. C'è come una spinta invisibile che ti trascina verso il basso e non puoi farci niente. La chiamano crisi e si abbatte su quasi tutti i settori lavorativi. Secondo me è la decadenza del nostro sistema economico che non regge più e si sfalda pezzo per pezzo. Una crisi si risolve, la decadenza procede e lascia ruderi e  macerie. Credo che in tale situazione ai cittadini non resti altro che cercare di rendersi autonomi ed esigere dal sistema il minimo di intrusione e il massimo dell'efficienza. Solo con la libertà di lavorare e produrre la popolazione può sperare di riuscire a soddisfare i propri bisogni. Continuando a tartassare con la burocrazia e le tasse si otterrà solo una massa di diseredati e un paese nel totale caos. Qualcuno ai vertici è in grado di capirlo? Lo dimostri!

 
 
 

Raddrizziamo la schiena!

Post n°174 pubblicato il 17 Aprile 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

A parte il fatto della scorta per la spesa nell'Ikea non capisco perché ci siano le scorte e perché siano pagate da noi. Se qualcuno si sente tanto in pericolo (?) forse farebbe bene a lasciare l'incarico, oppure potrebbe pagarsi personalmente la scorta. Come si può continuare a scialacquare il denaro pubblico quando c'è chi non riesce a sopravvivere, chi si trova per strada da un giorno all'altro, chi si suicida non trovando alcuna risposta da parte delle istituzioni? Paghiamo le scorte e lasciamo gli imprenditori nel più totale abbandono? E lasciamo i giovani in un limbo senza fine? E tagliamo sui servizi sociali, sanitari, scolastici,...? Se in questa specie di paese non riusciamo a tirar fuori le persone giuste, quelle che non guardano in faccia nessuno e ragionano in base all'emergenza sociale e all'equità possiamo dire che ci troviamo nella peggiore delle dittature. Non mi sembra un paese libero quello che ci fa votare le liste bloccate, quello che permette che non si formi un governo dopo le votazioni (fatte con il porcellum), quello che impedisce lo sviluppo delle nuove generazioni mentre privilegia al massimo chi ha già una collocazione. Dov'è la libertà? Siamo liberi di perdere il lavoro, di non avere alcun sostegno, di sentirci morire di vergogna per una vita che finisce nel fallimento a causa di uno stato tiranno, liberi di impiccarci. Questa è la nostra libertà. Però forse dovremmo riflettere perché anche noi abbiamo qualche colpa. Andare a votare con il porcellum è stata una nostra colpa. Un popolo con la schiena dritta si sarebbe rifiutato di votare con una legge anticostituzionale. Un popolo che ha ben chiara la propria dignità non chiede favori, ma reclama i diritti. Un popolo degno di rispetto non si lascia incantare dalle sirene ma pretende governanti validi, capaci e corretti e non li tiene per decenni, ma esige un ragionevole ricambio che non può in nessun caso superare i dieci anni. Siamo preparati per diventare un popolo con la schiena dritta? Lo vedremo quando saremo richiamati a votare.

 
 
 

Istituzioni. Fuori il marcio!

Post n°173 pubblicato il 16 Aprile 2013 da giovannatilocca
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In questo momento vedrei bene Susanna Camusso al governo. Mi sembra determinata, informata, e corretta. La vedrei bene anche al Quirinale. La Gabbanelli è un'ottima giornalista ma non mi pare adatta per il Colle. Forse anche lei potrebbe entrare al governo. Se si va a cercare si trovano sicuramente tante ottime persone per risanare il marcio che permea tutte le istituzioni italiane. Basta volerlo.

 
 
 

Reddito di cittadinanza

Post n°172 pubblicato il 15 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Reddito di cittadinanza sì, ma in cambio di servizi utili alla comunità. Formare i cittadini al controllo della pulizia e decoro delle strade cittadine, delle spiagge e dei boschi, dei giardini e parchi pubblici, etc. Le persone senza reddito dovrebbero essere iscritte in particolari liste a disposizione dei comuni che potrebbe impiegarle per la sorveglianza della città e dintorni. Si potrebbero istituire dei servizi di supporto ai vigili urbani per disciplinare i posteggi, i rumori molesti come quelli di alcune moto e motorini, i padroni dei cani che lasciano sporca la strada, e quant'altro è di intralcio a pedoni e automobilisti. C'è da fare un grosso lavoro di disciplina per tenere pulite le strade e per dare un senso di appartennza alla città a tutti coloro che hanno in spregio quei minimi gesti di decoro urbano che farebbero tanto bene all'igiene e alla vista.

Anche l'assistenza a chi ha necessità di un aiuto a casa o all'esterno potrebbe essere un settore da sviluppare, ma veramente se ci fosse la volontà di far funzionare la città come un organismo coeso e solidale ci sarebbe solo da guardarsi un po' intorno per trovare idee.

Posto che ci siano le risorse economiche per un reddito di cittadinanza. Ma credo che se si volesse veramente intervenire sulla corruzione e sulle fughe di denaro all'estero i soldi si troverebbero. Tuttavia ritengo negativo dare dei soldi senza richiedere niente in cambio. Secondo me è poco dignitoso vivere di sussidi quando, tutto sommato, le cose da fare in una città ci sono, e sono davvero tante. Certo, occorre anche cambiare la testa alla gente perché molti sono convinti di avere tutti i diritti, compreso quello di gettare la carta per terra, sporcare i muri con le scritte, far diventare la propria "amata" città un cesso. Salvo poi vergognarsi quando si va in un paesino dove tutto è lindo e pulito. Potrebbe funzionare una sorveglianza? Provare per credere.

 
 
 

Chi ha la rogna che se la gratti!

Post n°171 pubblicato il 12 Aprile 2013 da giovannatilocca
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Care italiane, cari italiani. a noi non ce ne frega proprio niente di voi. Vi ammazzate? Peggio per voi. Andate alla Charitas, invece, chiedete l'elemosina, un euro non si nega a nessuno.  Noi adesso stiamo pensando esclusivamente a come continuare a prendere il meritato stipendio per l'onorevole lavoro che svolgiamo ormai da decenni e poi non vorremmo certo perdere i privilegi! Ci siamo abituati, noi di certo non possiamo andare alla Charitas!

Pensate al rischio che corriamo perché se non dovessimo essere rieletti dovremmo vivere con i risparmi di una vita, alcuni milioni portati al sicuro, ok, ma anche quelli si consumano. Meno male che voi siete brava gente, brontolate, vi lamentate, ma al momento opportuno andate tutti come tante pecorelle in fila a darci il voto, anche con il porcellum. Avete visto come è dura per noi? Litighiamo per le poltrone, cerchiamo di arraffare il più possibile, vi tartassiamo, e facciamo tutto questo per sbarcare il nostro lunario. Avete visto? Facciamo persino finta di commuoverci ai vostri funerali, ma poi la vita continua. Non riusciamo a staccarci dalla cassa, e non lo vogliamo proprio fare.

E adesso c'è anche il M5S che vorrebbe cambiare tutto. Speriamo invece che cambino loro e che facciano in fretta a capire che un bengodi così non lo trovano certo ad ogni angolo di strada. Se lo tengano stretto, e ci lascino vivere. E voi arrangiatevi. Non c'è lavoro, perdete la casa, siete affogati nei debiti, non potete mandare i vostri figli a studiare ... La vita è dura. E, udite udite, la situazione va a peggiorare. E noi che cosa possiamo fare? Ciascuno ha i suoi problemi e li risolve come può. Ma non illudetevi pensando che noi dobbiamo risolvere le vostre emergenze. Chi tè la rogna che sa ra gratti (chi ha la rogna che se la gratti) dicono ad Alghero. Capito?

E la prossima volta non mancate di andare a votare, magari con il porcellum.

 
 
 

Ma come si fa a ridurre un popolo così?

Post n°170 pubblicato il 10 Aprile 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Cronistoria di una tragedia-farsa
1° - Ad un certo punto Berlusconi è stato costretto a dimettersi. Ma nessuno se la sentiva di andare al voto in una situazione economica talmente critica da rasentare la bancarotta. Il governo avrebbe dovuto prendere provvedimenti drastici e impopolari per ridare all'Italia la necessaria fiducia all'interno dell'UE. L'altro compito del governo era rifare la legge elettorale per sostituire il porcellum che oltre tutto è incostituzionale.
2° - Allora Napolitano, acconsentendo alle pressioni che arrivavano dall'Europa e per accontentare i politici italiani, ha designato un governo tecnico che facesse il lavoro "sporco". Monti si è messo di buona lena e ha iniziato a spremere dove era più facile. Quando poi ha cercato di andare a toccare le caste ha dovuto fare un deciso stop. Le caste non si toccano.
3° - A quel punto una persona coerente avrebbe dovuto dimettersi. Invece Monti ha continuato per la sua strada fino a portare una parte della popolazione sull'orlo della disperazione e del suicidio.
4° - Napolitano si è sgolato per mesi e mesi ricordando ogni giorno al parlamento di rifare la legge elettorale. Il parlamento ha fatto continuamente orecchio da mercante e anzi molti ribadivano che la legge andava bene così. E ti credo!
5° - Napolitano ha pregato di far completare al governo tecnico il mandato fino alla naturale scadenza del parlamento in modo da far coincidere il nuovo esecutivo con il nuovo presidente della repubblica. Ma Berlusconi con l'occhio fisso ai sondaggi ha pensato bene anticipare le votazioni. A quel punto se gli italiani fossero stati una popolazione dignitosa e rispettosa di sé avrebbero dovuto dire: - Non avete cambiato la legge elettorale. A noi non sta bene andare a votare la lista dei vostri prescelti e non andiamo a votare.
Ma evidentemente la metà degli italiani sono di bocca buona e sono andati a votare i vecchi partiti. L'altra metà è rimasta a casa o ha votato M5S dicendo chiaramente di rifiutare i vecchi tromboni della "politica".
Risultato: Con il porcellum non si riesce a fare un governo vista la spaccatura in tre degli elettori e il presidente negli ultimi sei mesi di mandato non può sciogliere le camere per indire nuove elezioni che, comunque, si sarebbero fatte con il porcellum.
6° - Visti i risultati Bersani avrebbe dovuto prendere atto della situazione e si sarebbe dovuto dimettere da segretario del PD oltre a lasciare libero Napolitano di agire con il suo buon senso.
7° - Napolitano ha proposto un governo di scopo che faccia la nuova legge elettorale e riduca i costi della politica per andare a nuove elezioni con maggiori garanzie per la formazione di un governo politico. Ma Bersani è come un bambino che finalmente ha avuto il giocattolo e non lo molla. E non c'è un meccanismo che lo faccia desistere.


Siamo in mano a una banda di malfattori e capisco bene che Napolitano non veda l'ora di andarsene. Per prendere tempo, è stato costretto a nominare ben due commissioni.
Non ne possiamo più, siamo angosciati, le persone vanno a trovare gli amici in cerca di confronto e di conforto, ci sentiamo braccati in una trappola dalla quale sentiamo di non poter uscire. I figli annaspano alla ricerca di un inserimento, pensioni e stipendi sono bloccati e sono a rischio, imprenditori e artigiani aspettano un salvagente mentre si dibattono in un mare in tempesta, i disoccupati non trovano lavoro. Dovremmo andare alla carità pubblica? Ma come si fa a ridurre un popolo così?

 
 
 

Ci dobbiamo ammazzare tutti?

Post n°169 pubblicato il 06 Aprile 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Bravi, continuate ad andare a votare con il porcellum, e poi lamentatevi. Scommetto che, anche se non verrà cambiata la legge elettorale, andrete ancora a votare. Hanno fatto mille porcherie. Invece di votare a legislatura scaduta si sono anticipati i tempi. Risultato: nonostante la situazione drammatica il presidente della Repubblica non può sciogliere le camere perché è negli ultimi sei mesi di mandato. Napolitano ha pregato per un anno che si facesse la legge elettorale e ha sconsigliato di anticipare il voto. Non hanno ascoltato nessuno, hanno fatto solo ed esclusivamente il loro comodo e continuano a farlo alla nostra faccia.

Ma di questi casinisti che cosa ce ne facciamo? Stanno distruggendo le nostre vite, ci stanno impedendo di risolvere le nostre situazioni. Ci dobbiamo ammazzare tutti? Vi piacerebbe! Ma dove credete che ci stiano portando? Stiamo andando al macello con le nostre gambe, magari anche cantando, da perfetti incoscienti e irresponsabili, come quando siete andati a votare con una legge chiaramente incostituzionale. Ma come si fa a votare con una legge incostituzionale? Ma dove è il rispetto delle leggi? Ma vi accorgete di vivere in una fogna con un'aria putrida e fetida, in attesa della decomposizione? Avevamo una splendida occasione per liberarci dai malfattori. Bastava disertare le urne e poi avrei voluto vederli governare con, mettiamo, il voto del  20% dei cittadini spartito tra tutti i simboli presenti. Io non dò la colpa a Bersani, la colpa è nostra, perché ancora non abbiamo capito che meritiamo rispetto, e non dobbiamo lasciarci incantare dalle voci delle sirene. Bersani è un losco individuo che si approfitta della nostra buona fede per fare i suoi loschi affari, per i quali ha avuto il nostro avallo. Che cosa pretendiamo adesso?

E se ci saranno altre primarie, mi raccomando, non mancate e soprattutto ricordatevi di sganciare gli euro richiesti perché li meritano. E non muovetevi quando sentirete i loro piedi sopra il vostro collo, altrimenti rischiano di perdere l'equilibrio e di cadere.

 
 
 

Grazie, "politici"

Post n°168 pubblicato il 30 Marzo 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Siamo con l'acqua alla gola e continuano ad aprire rubinetti. Credo che ormai il fiuto politico sia stato sostituito da un altro fiutare. Non è possibile che tanti "politici" non siano in grado di vedere quello che vede ormai qualsiasi essere vivente. Non avete capito che, comunque, qualsiasi cosa facciate, è finita? Anzi forse se vi ritirate in buon ordine potete ancora salvare la faccia, se ancora ne avete una presentabile. Ci vuole tanto ad acquisire che quando una partita è persa non si può poi pretendere di prendere il premio? Certo che anche a fare un casino simile ci vuole arte. E' in congiunture come questa che poi si precipita in situazioni molto, molto spiacevoli. Grazie, "politici"! Speriamo che nel frattempo ci crescano le branchie.

 
 
 

Difendetevi il parlamento!

Post n°167 pubblicato il 27 Marzo 2013 da giovannatilocca
 
Foto di giovannatilocca

Battiato ha decisamente sbagliato parola. Il parlamento è un mercato fatto di parassiti e di questo abbiamo le prove. Battiato lo ha elevato a casino, ma lì si lavora mentre in parlamento si mercanteggia e basta. Mi dispiace che la frase abbia dato adito ai malfattori di mostrarsi offesi e di ribattere e soprattutto mi sorprendo che tanti cittadini siano convinti che i parlamentari siano stati offesi. Per loro è stata un'occasione d'oro per riprendere quota agli occhi del paese. Figuriamoci le donne! Insomma con una sola parola Battiato ha provocato una crociata formata dalle donne e dagli "onorevoli" parlamentari.

Un'altra volta parla più chiaro. In parlamento ci sono i nostri killer, pagati per sopprimere il paese, non le t.... pagate per ben altro. Oltre tutto ti risparmi le ire delle donne. E finché non si riuscirà a cacciare tutti i vecchi mestieranti della politica per me è questo il parlamento sotto accusa.



Creato da giovannatilocca il 05/05/2010

Evoluzione

Società a confronto

 

Siamo un laboratorio politico. Il mondo ci guarda

Post n°166 pubblicato il 22 Marzo 2013 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

È poi così difficile risanare i conti dell'Italia? Forse la soluzione sta nel dare l'amministrazione dei soldi pubblici a massaie e piccoli imprenditori. Se è stato possibile costruire l'ospedale civile di Alghero dal 1965 al 1968, in tre soli anni, come si spiega che oggi qualsiasi opera pubblica debba durare decenni? Forse un gruppo di onesti cittadini riuscirebbe a mettere mani alla corruzione e al malaffare che spolpa i cittadini e riuscirebbe anche a ridurre tanto i costi della politica da renderli irrisori. Piccolo particolare: gli attuali "politici" non vogliono assolutamente risanare l'Italia a loro spese, ma trovano più spontaneo rifarsi sulle pensioni, sugli stipendi, sui servizi pubblici. Cari Italiani, se ancora non avete capito che qui bisogna disinfestare il parlamento e tutte le istituzioni dai parassiti, vuol dire che siete in mala fede oppure subite il carisma di personaggi e di idee che ormai si stanno decomponendo sotto i nostri occhi. Grillo non è la panacea, ha solo il merito di aver individuato un nuovo sistema per rendere operativa la democrazia ma la strada è lunga perché l'utilizzo del web non è abbastanza diffuso e anche perché è manipolabile e quindi comporta una grande attenzione. Tuttavia sono orgogliosa del fatto che L'Italia sia diventata un laboratorio per una nuova gestione delle risorse del territorio e delle scelte politiche. Svegliamoci, siamo all'alba di un nuovo corso della storia.

Ospedale Civile Alghero

Questa targa riporta gli anni di costruzione dell'Ospedale Civile di Alghero che ha iniziato l'attività nel marzo del 1968.

Ospedale Civile Alghero

E non è una piccola costruzione. Tutt'altro!

Non entro nel merito della questione, poiché, come qualcuno dice, c'è civiltà nella barbarie e c'è barbarie nella civiltà. Niente è buono o cattivo in assoluto. Però non vorrei perdermi lo sviluppo di questo laboratorio politico.

 
 
 

Robespierre ed altro

Post n°165 pubblicato il 20 Marzo 2013 da giovannatilocca
 
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Giorni fa ho avuto modo di aprire gli occhi su un periodo storico che avevo sempre creduto di conoscere abbastanza a fondo e che è stato per me ricco di sorprese. Attraverso i personaggi principali sono entrata nel mondo della rivoluzione francese e ne sono rimasta affascinata. Due secoli ci separano da quei giorni di tumulti, di massacri, di passioni, di idee esplosive; possono essere tanti e possono annullarsi. Potrei tornare indietro di duecento anni e vivere quei momenti esaltanti e meravigliosi, quegli attimi in cui la storia si modellava secondo il pensiero e le azioni di quegli uomini che, per un insieme di circostanze, si trovarono ad avere in mano i destini prossimi e futuri del popolo francese e si proposero come modelli di un differente modo di gestire il potere.
Certo, quando sono nati, né Robespierre, né Danton, né Marat avrebbero mai potuto concepire che una forza sovversiva sarebbe riuscita ad abolire la monarchia, quando non vi era neppure la possibilità di ottenere una monarchia costituzionale. Nessuno di loro era preparato ad avere e gestire un potere così grande come quello di capo dello stato, eppure Robespierre lo ebbe di fatto, se non di nome. A scuola ci hanno parlato del periodo del terrore e delle sue numerose vittime, ma non ci hanno mai detto perché ciò è avvenuto. Si è sempre detto che uomini pazzi, esaltati, uccidevano per smania di potere, per sete di gloria, ma non hanno aggiunto che quegli uomini lottavano perché la patria fosse salva, perché la rivoluzione non morisse travolta dagli interessi dei nobili che continuamente ordivano congiure. Non ci hanno detto che quando è caduta la testa di Massimiliano Robespierre la ghigliottina ha continuato a tagliare teste per anni ed anni, e che con lui è finita anche la rivoluzione. Un popolo che il 21 gennaio 1793 ha decapitato un re, dopo pochi anni ha fatto nascere dalle sue ceneri un imperatore.
Che cosa può essere passato nella mente di Robespierre mentre la lama cadeva? È già morente per un tentativo di suicidio. Ora, tra un attimo, finirà per sempre. La fede nelle sue idee è ancora salda come quattro anni prima, quando si recava agli Stati Generali? Crede ancora che sia giusto tutto ciò che ha fatto, crede che valga la pena perdere la vita per aver cercato di diffondere la libertà, la virtù, la felicità? Oppure si è accorto anche lui che ogni lotta deve avere un limite e che non possiamo fare gli arbitri delle altrui vite, dei valori del nostro prossimo, delle idee diverse dalle nostre ... La peggior atrocità è il fatto di lottare con accanimento perché vadano avanti le idee di uguaglianza, di giustizia, e rendersi conto che le stesse persone per cui lotti, in realtà sono molto lontane da questi valori. Il popolo di Francia voleva pane, e lo voleva dal re, ma il re era troppo disinteressato agli affari di stato per capire la situazione. E quando la rivoluzione decapitò il re, il popolo chiedeva ancora pane, non voleva libertà, costituzioni, convenzioni, comitati, voleva solo pane. Una rivoluzione che aveva usato il popolo era però una rivoluzione borghese che nulla dava al popolo, ma faceva i suoi piani e le sue strategie per ottenere dal momento favorevole il più gran numero di vantaggi. Robespierre si sarà pur chiesto perché moriva, e sapeva bene di morire a causa di quei quattro o cinque nemici della patria di cui non volle mai dire i nomi. Egli fu vittima della paura che aveva suscitato nei deputati, lui, incorruttibile, accusatore di corrotti. Come deve essere triste morire con la consapevolezza che la grande idea della rivoluzione che egli aveva visto formarsi e che aveva aiutato a nascere, quell'idea che nella sua mente era cresciuta e aveva preso forza e vigore, che aveva varcato i confini della Francia, ora gli sfuggiva di mano. La sua creatura era stata carpita da altri uomini che non l'avrebbero più amata, come aveva fatto lui, ma che l'avrebbero violentata e uccisa.
Ciò che ho trovato più terribile è stata proprio questa fine e ciò che mi ha amareggiato è la constatazione dell'impossibilità per l'uomo di modellare la sua vita su valori positivi, l'impossibilità di rinunciare una volta tanto al proprio tornaconto per costruire qualcosa di valido a vantaggio della comunità. Un'altra cosa triste è rendersi conto di come gli altri, spesso, danno ragione a chi li frusta, ed uccidono chi li difende. In questo senso non è strano che l'amico del popolo, Marat, sia stato l'uomo più odiato del suo tempo. Eppure la sua vita fu totalmente sacrificata alla rivoluzione, nella maniera più completa che si possa concepire, fisicamente ed intellettualmente. Quest'odio è un'ulteriore conferma del carattere borghese che aveva assunto la protesta. Il difensore del popolo fu ucciso da una nobile di provincia che certo non poteva condividere il carattere di difesa e di incitamento popolare che permeava gli articoli del giornale e dei manifesti di Marat. Questa morte fu certo meno traumatica di quella di Danton, ucciso dai suoi stessi amici. La storia ci parla di un Danton sensibile ai piaceri, al lusso, al potere, un uomo che seppe sfruttare le sue cariche anche per vantaggi immediati personali, ma tuttavia disposto ad aiutare gli altri, ove ciò non lo compromettesse. Robespierre vide in lui un nemico della rivoluzione e lo fece eliminare; non si può dire che non avesse niente da rimproverarsi, ma forse la sua condanna fu un errore politico.
Due teste mozzate e un attentato, ecco la fine della rivoluzione. Certo, poteva forse andare in mille altri modi diversi, in milioni di diverse combinazioni. Chi sa se ciò che accade è sempre necessario e ineluttabile? A noi rimane solo la possibilità di indagare i fatti realmente avvenuti, sgombrando la nostra mente da tutti i se e i ma possibili. La storia è sempre fatta da uomini e sarà sempre carica di infiniti errori, come lo è anche la nostra vita. L'importante è rendersi conto delle cause che sono alla base degli errori, l'importante è vigilare continuamente sulle idee perché non ci sfuggano di mano e diventino più importanti di noi stessi, perché sarebbe un grosso guaio.

Spesso in questo periodo ricorre nel mio pensiero la figura di Robespierre. Sarà un caso, visti i tempi? Ho rispolverato questi vecchi appunti del 27 ottobre 2003 e li propongo nel post, anche se non li condivido più in pieno.

Nell'immagine: disegno di Luigi XVI che va alla ghigliottina 

 
 
 

La pentola a pressione

Post n°164 pubblicato il 18 Marzo 2013 da giovannatilocca
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Caro Bersani non ti sei accorto che sul quel precario coperchio della pentola a pressione ci sei tu e tutti gli amici/nemici tuoi? Aspetti che l'acqua bolla per capirlo? Non senti già il coperchio che inizia a tremare sotto di te? Perché volete costringere i cittadini ormai sull'orlo della totale esasperazione a ribollire tanto da farvi saltare? Perché non lasciate quella pericolosa posizione per consentire al paese di respirare davvero aria pulita e per mantenere almeno una parvenza di dignità?

Siete proprio duri di comprendonio, non vi è bastato neanche l'esempio dei papi. Un papa ha intelligentemente dato le dimissioni offrendo a tutti una grande lezione, e l'altro ha capito che i tempi sono cambiati e che se la chiesa vuol  mantenere una funzione deve scendere sulla terra per dare consolazione ai poveri che stanno sempre più aumentando e che sempre più avranno bisogno di un piatto di pasta e di una parola di conforto.

Altro che finanziamento ai partiti. Svegliati! Qui c'è gente che non può scaldarsi, che dovrà usare le candele, che sta vivendo in un incubo. E tu stai sempre vaneggiando di lavoro, di aiuti, di ripresa. Ma ti ascolti quando parli? Purtroppo ti ascoltano i vessati, i disperati, e prova solo a immaginare che cosa provano sentendoti parlare.

Fate il bel gesto. Formate un governo tra di voi, PD e PdL, fate la legge elettorale e l'abolizione dei soldi alla politica, onorevoi inclusi, e andatevene, prima che davvero qualcuno si faccia male. E si sa che quel qualcuno non sarete voi, perché quando l'acqua ribolle non governa il suo ribollire.

Magari così potreste passare alla storia come coloro che fecero davvero bene alla patria, anziché essere vituperati dai cittadini espropriati della loro vita.

 
 
 

Asciugatevi gli occhi e mollate il maltolto.

Post n°163 pubblicato il 17 Marzo 2013 da giovannatilocca
 
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Cara presidente della camera Laura Boldrini, forse il tuo discorso sarà sembrato toccante e partecipato, ma io sarei stata molto più contenta se ti avessi sentito dire queste poche parole: "Rinuncio a tutti i privilegi e al 90% del mio stipendo che, (per fare un esempio), sarà utilizzato sotto forma di aiuto alle imprese in difficoltà. E farò tutto ciò che la carica che rivesto mi permette, per ridurre gli stipendi dei parlamentari al livello di quanto percepito da un normale impiegato statale e per abolire tutti i privilegi".

Non basta snocciolare le situazioni disperate del paese, Siete lì non per fare elenchi di sciagure ma per risanare la politica e l'economia. Asciugatevi gli occhi e mollate il maltolto.

Noi abbiamo figli che piangono davvero, e insieme a noi,  perché avete tolto la dignità di esseri umani a tante, tantissime persone. Basta retorica, ne abbiamo le tasche strapiene.

 
 
 

Buona o mala fede?

Post n°162 pubblicato il 17 Marzo 2013 da giovannatilocca
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Se hanno votato secondo coscienza è evidente che non hanno coscienza del fine che persegue il M5S. Si è avverato ciò che si temeva. Alcuni eletti del M5S non vogliono cambiare il sistema, ma vogliono farne parte. Può sembrare trascurabile il voto di ieri ma in realtà è gravissimo perché dimostra che o in buona o in mala fede alcuni hanno dimostrato di non aver capito la funzione del movimento in questo momento storico. Chi li ha mandati in parlamento voleva cambiare il sistema. Per quegli elettori non ha importanza chi diventa oggi il presidente del senato. Vogliamo liberarci da tutti i parassiti o no? Ma se in qualsiasi modo appoggiamo il sistema questa liberazione non potrà avvenire. I parassiti devono trovare porte sbarrate ad ogni passo. Grasso, a prescindere dalla sua persona, è organico al sistema e non mi cambia niente se diventa presidente del senato. Si è dato un appoggio al PD, il partito che vuole i nostri soldi per mantenere un apparato che serve solo a loro. E' proprio difficile tenere la rotta quando non si hanno le idee chiare sul punto di arrivo.

Grillo ci ha offerto l'occasione per fare una rivoluzione pacifica e incruenta, ma se  i suoi eletti falliranno l'Italia conoscerà tempi molto bui.  Un'azione coerente è estromettere chi ha votato in maniera difforme perché ha stravolto l'idea di base del movimento.

 
 
 

Populismo? NO! Democentrismo!

Post n°161 pubblicato il 13 Marzo 2013 da giovannatilocca
 
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I "politici" italiani usano la parola populismo per denigrare coloro che vogliono ridimensionare il loro bengodi. Allora io propongo la parola democentrismo per indicare coloro che mettono al centro del loro pensiero politico il benessere dei cittadini. Potenza delle parole. Quando non sanno più che dire parlano di populismo e antipolitica. Pensano di risolvere i loro problemi con queste due paroline magiche e continuano a ripeterle come dischi rotti. Non avete capito che è finita? Altro che populismo!

Andate a vedere come vive il presidente dell'Uruguay e sentite un po' che cosa dice! Vorrei sentire anch'io il presidente della repubblica italiano parlare così. Viviamo in una fogna e per il momento i ratti continuano a ingrassarsi mentre tanti cittadini, sempre di più, scivolano nella miseria. E' populismo pensare di dare loro una speranza di vita dignitosa? Complimenti, signora "politica". 

Sono disposta anche a diminuire il mio standard di vita se questo può consentire a tutti una vita aderente al significato più profondo di questa parola. Basta che siano rispettati i bisogni fondamentali, del resto si può fare a meno. L'accumulo di risorse è solo un danno per la società e anche per la natura. E' spreco che si ritorcerà contro di noi, come sta già succedendo.

 
 
 

Stiamo vivendo un incubo

Post n°160 pubblicato il 11 Marzo 2013 da giovannatilocca
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Fa bene al cuore vedere come il PD ha si sbraccia per il bene del paese. Siccome ha perso il gioco Bersani per penitenza deve fare un governo, ma non con chi ci sta. Perché la penitenza sia valida deve mettere in  mezzo chi non vuole stare con lui. Che importa se intanto il paese va allo sfascio? C'è forse fretta di fare la legge elettorale, togliere i "rimborsi" ai partiti e decimare gli stipendi dei parlamentari per poter andare di nuovo al voto? C'è tempo per dare un governo all'Italia.

In realtà Bersani vuole raggranellare i voti che gli mancano al senato tra i neoeletti del M5S, e poi si illude di governare per chissà quanto tempo. Anche se dovesse riuscirci sarebbe la peggiore delle soluzioni. Ma perché non lo svegliano?

Ma si è accorto che i cittadini stanno vivendo un incubo? Ma ci pensa a tutti quelli che stanno affogando? Non vuole neppure lanciar loro un salvagente? Forse non sa che è obbligatorio salvare chi è in pericolo.

 
 
 

I conti in tasca allo Stato

Post n°159 pubblicato il 07 Marzo 2013 da giovannatilocca
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Visto che lo stato vuole fare i conti in tasca ai cittadini è venuta l'ora che i cittadini facciano i conti in tasca a Stato, Regioni, Province e Comuni. Cercherò in tutti i modi possibili di informarmi su come vengono spesi i miei soldi. E' possibile che le istituzionii siano quasi tutte in rosso quando arrivano ogni giorno fiumi di soldi? Allora voglio sapere che fine fanno questi soldi. Come è possibile che ancora ci siano corruzione, sprechi, stipendi e privilegi fuori misura in un paese alla bancarotta? Sono proprio curiosa di scoprire perché succede questo e perché i cittadini, consapevoli di tanto marciume e sfascio, ancora tirino la carretta proprio come quegli asini col paraocchi che prendono bastonate e vanno avanti a fare il comodo del padrone.

Inizia il divertimento! Troverò qualcosa su internet? Avevano detto che sarebbero stati trasparenti. Verifichiamo!

 
 
 

Apriamo gli occhi

Post n°158 pubblicato il 01 Marzo 2013 da giovannatilocca
 
Tag: Renzi
Foto di giovannatilocca

Renzi mi evoca due immagini. Mi fa pensare ad una pietra invitante che affiora nel ruscello. Tu vai a mettere il piede sopra e ti trovi lunga distesa nell'acqua perché la pietra era viscida e scivolosa. Poi mi fa pensare al salvatore di fanciulle aggredite che però è d'accordo con l'aggressore e ha messo su la sceneggiata per apparire come un eroe. Renzi è il rottamatore che non ha mai parlato di limiti di tempo per i mandati. Lui vuole cacciare Bersani per mettersi al suo posto e non andarsene più. Non credo che abbia grandi idee per il paese ma soprattutto lo vedo come il nuovo che vuole perpetuare il vecchio a proprio uso e consumo. Se si alleerà con Berlusconi possiamo già metterci il cuore in pace perché tutte le belle idee di rinnovamento andranno a finire nella spazzatura. Spero di sbagliarmi, ma queste sono le impressioni che sento pensando allo scenario di un governo PD-PDL con Renzi. Credo che per l'Italia sarebbe un colpo terribile, un brusco arresto dei fermenti che stavano per dare l'avvio ad un percorso vero di risanamento e pulizia. Via l'equità, via il lavoro,via la solidarietà. Che speranza per il domani?

In questi giorni ho sognato, ma credo che sia venuto il momento di aprire gli occhi sullo squallore che ci aspetta.

 
 
 

B&B

Post n°157 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da giovannatilocca
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Credo che non resti altro da fare che un governo Bersani con la fiducia PD e PDL per fare la legge elettorale e per ridurre le spese della politica, in qualsiasi forma lo si voglia fare. Poi, nuove elezioni. Il buon senso suggerisce questo. Ma si sa che il buon senso è molto lontano da questi personaggi e non oso neanche pensare a che cosa adesso stia ribollendo in quelle poltiglie di cervelli. Di sicuro stanno pensando a quali truffaldine manovre possano ricorrere per imbrigliare il M5S che, secondo me, fa benissimo a non votare la fiducia.

E intanto noi dobbiamo cercare di sopravvivere a licenziamenti senza diritto alla disoccupazione, ad aziende che si devono indebitare per pagare le tasse, a chi perde lavoro e casa, a tutti i giovani che boccheggiano per cercare di respirare quell'aria che è sempre più rarefatta. Fa bene l'Europa a preoccuparsi perché se il M5S si dimostra saldo e va avanti traccerà una nuova strada nella scelta delle rappresentanze e nel modo di governare. E L'Europa farebbe bene a prendere esempio e a proporre azioni di contrasto alla finanza che vorrebbe ridurre le popolazioni in schiavitù per ottenere arricchimenti di soldi veri e non virtuali.

I prossimi mesi faranno luce sul nostro futuro. Osservate, ascoltate, riflettete. Ogni provvedimento che non sarà a favore dei cittadini sarà contro, questo è il criterio di giudizio che può guidarci. Non guardiamo da chi arriva il provvedimento, guardiamo verso chi va.

 
 
 

Rivoluzione copernicana

Post n°156 pubblicato il 26 Febbraio 2013 da giovannatilocca
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Cambiamo il sistema, si può dare la voce ai cittadini e questo vogliono gli italiani. Il sistema di rappresentanza deve aderire alla volontà degli elettori e non al malaffare. Non credo che nel Movimento 5 Stelle sia tutto buono e giusto, ma si sta facendo una rivoluzione copernicana possibile ormai con internet: al centro devono stare i bisogni del paese, non il malaffare. Campagna elettorale con costi quasi inesistenti, possibilità di conoscere le vere emergenze del paese in tempo reale, possibilità di eliminare sprechi e abusi.

Tutto questo è possibile, se ... Quale sarà la tenuta di questi nuovi eletti? Si sa che è arduo resistere alle tentazioni di un parlamento che è diventato una corte corrotta, depravata e dissoluta. Basteranno la nostra attenzione e il nostro controllo per tenere lontane le sirene? Mi vengono tante riflessioni, anche se su tutte prevale il sogno di un paese dove si fanno finalmente le pulizie di fino e si butta via il ciarpame accumulato in tanti decenni. In questo momento il mio pensiero prevalente è l'idea che si può utilizzare internet come strumento di equità e uguaglianza anche se mi rendo conto che questo uso non sarà senza problemi. Credo che la via tracciata da Grillo possa essere presa ad esempio anche da altri paesi e credo che si possa lavorare per renderla più proficua. Sbaglierò, ma credo proprio che non si potrà tornare indietro, credo proprio che qualcosa sia veramente cambiato. Vedremo ...

Intanto a chi si chiede come mai un comico ha prevalso su tutti, penso di poter rispondere che non è un comico che ha prevalso, ma è un nuovo modo di  comunicare che ha convinto gli elettori. Anche altri politici hanno fatto propri i programmi dei 5 Stelle, ma utilizzavano i canali tradizionali di comunicazione che certamente non hanno dato loro molto spazio e quando hanno cercato di utilizzare il Web non hanno ottenuto il necessario ascolto. Daltronde non si può ignorare che Grillo si è speso personalmente al massimo girando per l'Italia e riuscendo a riempire le piazze con la sua esperienza di uomo di spettacolo.

Non mi aspetto miracoli ma mi basta che si prenda una strada nuova che tenga conto delle esigenze del paese e si faccia ciò che si può per cercare di affrontarle.

 
 
 

Chi ci ha ridotti così?

Post n°155 pubblicato il 24 Febbraio 2013 da giovannatilocca
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Tornare a casa dopo anni di ricerca di lavoro fuori dall'Isola ... Qualcuno capisce che cosa significa? Mantenere in piedi un'attività in passivo usando i risparmi di una vita ... Chi è in grado di capirne i motivi e le conseguenze? Se potessi prendere decisioni in questo paese certamente farei piazza pulita di tutti i parassiti che impediscono qualsiasi progetto di vita a coloro che vogliono ottenere un inserimento e non ci riescono a nessun costo. Fino a quando riusciremo a resistere agli attacchi del potere contro i cittadini? Il sentimento più diffuso è l'inquietudine perché le certezze sono finite e non c'è più alcun margine di manovra.

Si buttano i soldi cercando di mantenersi a galla ma i soldi non bastano mai e presto non ce ne saranno più. Inquietudine, sconforto e disperazione. Chi ci ha ridotti così?

 
 
 

Evacuazione di massa

Post n°154 pubblicato il 20 Febbraio 2013 da giovannatilocca
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Il cambiamento è una necessità fisiologica di tutto ciò che vive. E arriva il momento di espellere dall'organismo i rifiuti tossici che lo intasano. L'Italia ha estrema necessità di espellere dal suo corpo gli elementi di un sistema decrepito che la sta avvelenando. Alcune volte nella storia il potere è stato così arrogante da indurre la popolazione a rivoluzioni per potersi alleggerire. Era il corpo sano della nazione che rivendicava il diritto al cambiamento ma lo faceva a sue spese. Oggi abbiamo la possibilità di liberarci in maniera pacifica. Riusciremo a cogliere questa occasione? Mi rendo conto che i tempi dell'Italia sono lenti, e forse non basterà una tornata elettorale, ma sono sicura che il processo avviato non si fermerà perché è una forza naturale avviata ad attuare il suo percorso fisiologico.


Comunque fa riflettere la circostanza che sia stato un comico ad avere un consistente seguito tra chi ha cercato di dare voce al rinnovamento e ai bisogni dei cittadini. Fa veramente riflettere.

 
 
 

Ricky di Ozon

Post n°153 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da giovannatilocca
 
Tag: Ozon, Ricky
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Ho visto il film Ricky di François Ozon. Dopo un po' stavo per bloccarlo ma ho resistito, sono andata avanti e mi sono trovata con una storia davvero singolare. Chissà perchè, ma  ho pensato che il tema poteva essere anche quello del diverso, del bambino che si tiene nascosto agli altri per vergogna, o per proteggerlo dai curiosi. Poi ho pensato che volare è stato da sempre il sogno dell'uomo. Si potrà dire di tutto riguardo a questa storia, ma non si può negare che metta in  moto un insieme di pensieri e sentimenti. Forse proprio la sua semplicità, la sua descrizione monotona della vita è il peso del film che dobbiamo accettare per aprire gli occhi a un mondo diverso, ai sogni, alle utopie, all'irrealizzabile che ci spinge a creare ciò che solo la mente umana è in grado di vedere nella più grigia quotidianità.

 
 
 

Morire dalle risate

Post n°152 pubblicato il 06 Febbraio 2013 da giovannatilocca
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Stamattina ridevo ripensando alle battute di Crozza. E' forte, quando fa Berlusconi. Poi ho pensato che i Primati sono fortunati perché possono ridere. In sostanza, che cosa c'è da ridere in Italia? Proprio niente. Ci sarebbe da prendersi la testa fra le mani e fare il muso lungo tutto il giorno. Invece no, ridiamo. Anche la sciagura nella quale vaghiamo come esseri senza futuro ci offre spunti per fare delle risate. E per fortuna ridiamo.

Poi ho pensato ad Achille Lauro che dava una scarpa agli elettori. Ma che cosa se ne faceva di tutte le scarpe che gli restavano se non fosse stato eletto? Altra risata.

Quando, ad elezioni concluse, subiremo i prelievi forzosi di denaro che andranno a riempire le mangiatoie dei maiali e vedremo i suini rotolarsi nei nostri soldi ci sarà da morire dalle risate!

Uno che non fa ridere è Obama. Che idea, quella di denunciare la Standard & Poor's! L'Italia invece continua a farsi taglieggiare, tanto gli italiani poveri che pagano ci sono sempre, e udite udite, vanno anche a votare.

 
 
 

Cannibalismo

Post n°151 pubblicato il 28 Gennaio 2013 da giovannatilocca
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Adesso siamo anche arrivati al cannibalismo. La minaccia di sbranare l'avversario è decisamente originale. Sarebbe interessante l'analisi della frase da parte di un antropologo. In questa campagna elettorale, come sempre in circostanze analoghe, si sente di tutto. Analisi storiche, minacce, promesse a non finire ... Tanto si sa che sono solo frasi di circostanza, destinate ad essere archiviate l'indomani del voto.

Fesso chi ci crede!

Comunque non consiglierei a Bersani di addentare l'avversario che, oltre ad essere un po' troppo stagionato, potrebbe contenere residui di sostanze estetiche non commestibili.

 
 
 

Tutti i popoli hanno le loro memorie

Post n°150 pubblicato il 27 Gennaio 2013 da giovannatilocca
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Giusto per fare un po' di memoria vorrei ricordare (limitandomi alla specie homo sapiens sapiens)

- gli eccidi compiuti dai Romani nei territori sottomessi

- le stragi di Aztechi da parte degli Spagnoli

- le stragi di Inca da parte degli Spagnoli

- le stragi di Pellerossa da parte degli Europei

- la tratta degli schiavi

- L'uccisione dei Palestinesi

- ..................................

Si sono distrutte intere culture provocando l'eterno oblio di lingue, letterature, storia, pensieri che avevano richiesto millenni di elaborazioni. Abbiamo privato interi popoli dell'orgoglio di essere stati grandi, li abbiamo declassati a servi nella loro casa.
Però è meglio dire che i cattivi erano altri, spietati, orribili carnefici. Noi siamo diversi, noi siamo innocenti.

Da sarda avrei da fare ancora delle considerazioni. Noi Sardi abbiamo avuto due splendidi periodi: quello nuragico e quello giudicale.

Il periodo nuragico si è talmente annullato a causa delle invasioni puniche e romane che abbiamo perso anche una conoscenza basilare: qual era la funzione dei nuraghi? Non abbiamo cognizione dell'antica lingua che rimane solo in alcuni toponimi e in alcuni relitti. Quel poco che conosciamo lo sappiamo tramite gli scavi archeologici che, come si sa, consentono solo di fare ipotesi. Quel nostro passato è immerso in una densa nebbia che ci rende dubbiosi ed incerti.

Il periodo giudicale è talmente declassato che non vi è traccia nella storia che si studia a scuola. Eppure gli scarsi documenti presentano un popolo fiero che ha saputo tener testa ai nuovi invasori e che ha dato filo da torcere agli Aragonesi. La Carta de Logu è un codice di leggi che dimostra l'alto grado di cultura e civiltà raggiunto in Sardegna in quel periodo.

Noi Sardi non abbiamo neppure coscienza della nostra capacità di autogestione, perché non conosciamo la nostra storia. Ci sembra di essere incapaci di procedere in autonomia perché l'unica storia che conosciamo è quella di un popolo sottomesso, deriso, svilito da popoli di rapinatori.

A noi è capitato ciò di cui parlavo più sopra, ci hanno rubato il passato.

Senza passato siamo come una pianta senza radici, che per nutrirsi e sostenersi è abituata a rivolgersi ad altri. Sono così delicati i meccanismi di questo nostro esistere che basta poco per sconvolgere i percorsi individuali e sociali. La capacità di decidere non nasce dal nulla ma è indotta dalla sicurezza di sé e dalla fiducia nelle proprie scelte. La sicurezza di sé nasce in un clima di autonomia e di dominio del territorio. Non per nulla i due periodi d'oro della Sardegna sono scaturiti da due momenti nei quali l'Isola è stata libera e padrona di sé e delle proprie risorse.

Adesso invece siamo servi di coloro che fanno di tutto per svilirci e per annullarci. Dove troveremo la forza per riprendere il controllo dei nostri destini? Conoscere quel poco che gli storici sono riusciti a recuperare può indubbiamente aiutarci. Ma che fatica studiare il nostro passato!

Più facile stare appresso a chi conosce bene le proprie radici e ne fa strumento di oppressione imponendo continuamente le proprie memorie come se fossero le uniche degne di conservarsi come monumenti imperituri. Non c'è popolazione più misera di quella che non sa trovare in sé gli elementi della propria identità. Mi fa male parlare di questi argomenti ma non posso fare a meno di pensarci. Forse spero ancora che qualcosa cambi, che arrivi il giorno della memoria anche per noi.

 

 
 
 

Ma che scenario è questo?

Post n°149 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da giovannatilocca
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Bersani è come colui che non c'è, Monti è l'inviato dei banchieri che deve spremere i poveri per consentire alle banche di speculare, Berlusconi è un enigmatico personaggio che, invece di andarsene dall'Italia per porre fine alle sue beghe si intestardisce a rimanere qui e magari crede pure di fare del bene, Grillo sta giocando una partita persa in partenza perché allo strapotere della finanza non c'è opposizione che tenga. L'Italia è bella e servita, gli Italiani possono assistere allo spettacolo dello sfacelo sperando solo di riuscire a sopravvivere in qualche modo.

Si è aperta la fase politico-finanziaria sovranazionale e contro un potere globalizzato si può solo venire schiacciati. Questa è la globalizzazione. Che cosa vi aspettavate? Chi ha conosciuto tempi migliori si sente mancare tutte le certezze, ma chi nasce oggi e trova già una situazione di precarietà riuscirà anche ad adattarsi e a trovare un proprio modus vivendi.

Adesso le nazioni devono fare debiti su debiti per consentire ai poteri finanziari di guadagnare cifre inimmaginabili. Naturalmente bisogna che questi debiti non vengano mai pagati perché fruttino continuamente interessi per saziare l'appetito smisurato di questi parassiti globali.

Si sta smantellando l'industria italiana, si viene licenziati, non si trova lavoro, chiudono le attività artigianali e commerciali, si riducono i posti di lavoro pubblici ... ma che scenario è questo? Nel frattempo i politici non fanno altro che litigarsi le poltrone ignorando completamente le situazioni catastrofiche del paese. Per loro nulla è cambiato. Gli stipendi, i privilegi, le ruberie, tutto è rimasto uguale. Vivono nel mondo di Bengodi e di ciò che avviene nel mondo reale non si accorgono nemmeno, presi come sono dalle loro diatribe. In questa situazione gli italiani dovrebbero andare a dare loro il voto. Eh, sì, se lo sono meritato. Sono stati capaci di distruggere il tessuto produttivo dei territori, sono riusciti a bloccare stipendi e pensioni, sono stati bravi a non intaccare le loro spettanze, e non li vogliamo votare?

Contro la decadenza del nostro mondo non possiamo certo fare molto, ma sarebbe diverso se riuscissimo a liberarci almeno dai parassiti e riuscissimo a gestire le risorse del paese con criteri di equità. Se i soldi sono pochi, occorre distribuirli equamente, e senza sprechi. Ma per far questo bisognerebbe cambiare il DNA degli italiani.

E allora tenetevi i Monti, i Bersani, i Berlusconi. Povero Grillo, povero Di Pietro, credevate davvero che i cittadini fossero capaci di capire le vostre proposte? Credevate davvero che avrebbero lasciato il vecchio per il nuovo?

 

 
 
 

Non farò da palo ai ladri

Post n°148 pubblicato il 17 Gennaio 2013 da giovannatilocca
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Con la favoletta che votando potranno influire sulla situazione del paese gli italiani andranno mansueti ai seggi, deporranno la loro brava scheda, e ogni scheda deposta farà "dlin dlin",  son soldini che arrivano alle tasche degli eletti, "dlin dllin, "dlin dlin" e così via. Che bella musichetta! Stipendi, privilegi, ruberie, che cosa c'è di meglio?

Stanno già ballando a una gamba pensando che per altri cinque anni potranno spadroneggiare come più aggrada loro, perché tanto noi non possiamo fare proprio niente.

E' vero che non votare non può cambiare la situazione del paese, ma di sicuro mi farà star meglio. Se vi chiedessero di far da palo al ladro perché tanto ci siate voi o no ruba lo stesso, lo fareste? Io non lo farei e non lo voglio fare. Se un ladro vuol rubare, che lo faccia, ma non avrà la mia complicità. Per quale arcano motivo io dovrei  dare il mio avallo a parassiti che succhiano il sangue del paese, si sono fatti una legge elettorale a proprio uso e consumo e non la vogliono cambiare, si sono impossessati del parlamento e ne hanno fatto un luogo di assoluto privilegio intoccabile al solo scopo di arricchirsi e annientare la dignità di milioni di italiani? Siamo in mano alla delinquenza organizzata e io dovrei votarla? Ma che cosa credete che cambi?

 
 
 

Far man bassa alla cassa

Post n°147 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da giovannatilocca
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E il popolo andò felice incontro al martirio nel nome dei santi protettori di sè medesimi e della cassa. Guai se la cassa cade in mani sbagliate! Qualcuno potrebbe decidere di usare i soldi per far funzionare lo Stato o, peggio, potrebbe approvare leggi per sviluppare il lavoro in Italia, aiutare i giovani, e cose simili. Non sia mai! Vade retro! Mica i soldi si sprecano così!

Fortunatamente nessuno di chi si presenta alle elezioni ha spiegato che cosa intende fare di serio per il paese. Sono tutte storielle che si raccontano in TV, nei giornali, barzellette che fanno solo ridere. Abolizione dell'IMU, taglio della spesa pubblica, lotta agli sprechi, lotta all'evasione fiscale, le solite fregnacce ... e bisogna vedere come ci credono i fedeli! Come ci credono! Poverini, fanno anche pena. Poi, si sa, non si potrà far niente, ma mica è colpa loro! Far man bassa alla cassa è un lavoro a tempo pieno, richiede impegno, inventiva, mica si può fare anche altro!

 

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