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Post n°145 pubblicato il 02 Gennaio 2013 da giovannatilocca Comunichiamo il programma del partito "Non svegliatemi!" Al primo punto c'è la la riduzione dello "stipendio" dei parlamentari che riscuoteranno 1800 euro netti al mese. Chi ha dimora fuori sede avrà la trasferta, così come è prevista per gli impiegati statali. Aboliti tutti i privilegi, prebende, sconti, e quant'altro. Il parlamentare avrà solo ed esclusivamente 1800 euro netti al mese e dovrà pagarsi tutto, come un qualsiasi impiegato statale. In aggiunta avrà l'onore di essere "onorevole". Non ci sarà rielezione per nessuna carica. Si reputa che tale attività sia un servizio politico e che si debba dare a tutti i cittadini la possibilità di offrire il proprio contributo di idee e proposte per il bene del paese. Saranno aboliti i "rimborsi" ai partiti. Sarà eliminato ogni tipo di finanziamento alle strutture politiche del paese. Infatti si ritiene che si possa far conoscere il proprio programma anche tramite internet senza la necessità di spendere milioni di euro. Al secondo punto c'è il "Programma Equità" che comprende l'abolizione delle categorie protette. Farmacisti, notai, taxisti non saranno più a numero chiuso ma potranno proporsi liberamente per svolgere l'attività come fanno già i professionisti, i negozianti e gli artigiani. Al terzo punto c'è il "Programma Giovani" che avranno già dei vantaggi con l'abolizione delle categorie protette. Si apriranno ai giovani i laboratori per favorire l'apprendistato e per incrementare le attività di libero artigianato che avranno incentivi, sgravi fiscali e finanziamenti statali. Si privilegeranno le attività che punteranno ad ottimizzare le risorse del territorio. Al quarto punto c'è la riequilibrazione dei redditi. Le pensioni minime saranno portate a 1000 euro nette al mese, mentre nessuna pensione potrà superare le 3000 euro nette al mese. L'accumulo di ricchezza, che è alla base di discriminazioni e che ha come conseguenza la creazione di poteri che sfuggono alle leggi dello stato sarà disincentivato con appositi provvedimenti di natura fiscale. Non svegliatemi! |
Post n°143 pubblicato il 14 Dicembre 2012 da giovannatilocca Ci dicono chiaro e tondo che non rinunceranno a un centesimo del maltolto, che non penseranno minimamente a strategie di equità economica, che anche se sono indagati e condannati non lasceranno la poltrona e la cassa dei nostri soldi, che si rifaranno sempre sul ceto medio e medio-basso per mantenere stipendi, prebende e privilegi. Bisogna dire che in questo sono sinceri, dato che non ci nascondono nulla. E noi che cosa intendiamo fare? Pensiamo di sostenerli in questa dura battaglia che compiono per la loro sopravvivenza? Pensiamo che sia giusto sacrificarci, rinunciare a dare un futuro ai nostri figli perché loro non abbiano a soffrire per la mancanza del lusso? Credo che non esista al mondo un altro popolo di tal fatta. Guardiamo un po' dentro di noi e chiediamoci il perché di tale atteggiamento. E' la paura del nuovo che ci blocca? Pensiamo che solo loro siano in grado di portarci dritti a cadere nel baratro? O forse è proprio l'equità sociale che ci fa paura, forse non vogliamo che le risorse siano distribuite tra tutti perché pensiamo di perdere qualcosa? Inizio a preoccuparmi per la logica che ci porta a ripetere sempre le stesse terrificanti situazioni e ci impedisce di sperimentare il nuovo. Forse non siamo meglio di loro. |
Post n°142 pubblicato il 09 Dicembre 2012 da giovannatilocca Anche Monti è diventato un uomo-poltrona. Purtroppo la politica è una droga e la disintossicazione è molto difficile. Penserà di essere indispensabile al paese perché è immune dal concetto di equità economica e sociale dall'alto del suo milione e mezzo di euro l'anno. Pazienza se tanti italiani dovranno soffrire e dovranno rassegnarsi a spegnersi nell'inutile attesa di una vita dignitosa e autonoma, l'importante è che i conti quadrino e non si può certo pensare di prendere i soldi ai ricchi che se li difendono a spada tratta. E noi che vogliamo fare? Andremo ad applaudire a questi personaggi che ci tengono i piedi sul collo e andremo a rimettere gli aguzzini sulle poltrone fornendo loro il codice di accesso alla cassa? Nelle monarchie assolute il popolo non poteva intervenire nei meccanismi del potere e doveva subire. Noi invece pur conoscendo la nostra infausta sorte eleggiamo i carnefici. Ma ... è normale? Io non credo che il Movimento 5 Stelle abbia la possibilità di cambiare qualcosa, ma penso che se avesse il 51% dei voti terrebbe in maggior considerazione la spartizione delle risorse tra i cittadini. Perché in Italia non aumentano solo i poveri, aumentano anche i ricchi. Questo succede perché le risorse ci sono ma non vengono divise tra tutti. Ci lasceremo ancora depredare per ingrassare i ricchi? Tra poco avremo l'occasione per liberarci dai malfattori plurindagati, condannati, denunciati. Che cosa faremo? Canteremo loro gli Osanna? E allora zitti, guai a chi fiata, vorrà dire che siamo peggio di loro! |
Post n°141 pubblicato il 24 Novembre 2012 da giovannatilocca Non vi bastano ancora le estorsioni di stato, volete ancora dare soldi a questi ibridi uomo-poltrona. Prima c'era il centauro uomo-cavallo, oggi c'è l'uomo-poltrona che si nutre dei nostri soldi. E non bastano mai. Adesso vogliono due euro per farsi scegliere alle primarie. Ma qualcuno ci ha ragionato un minuto su questo fatto? Perché basta un minuto per cogliere l'assurdità del fatto. Si fanno le primarie per il proprio comodo e gliele dobbiamo pagare noi!!! E dove sono finiti i soldi dei "rimborsi elettorali"? Quelli non si possono usare? Ma perché non cresciamo un po' e li mandiamo tutti a casa (senza i 140 mila euro del reinserimento nel lavoro) e formiamo un parlamento di chi è disposto a offrirsi per il servizio politico: cinque anni con stipendio da impiegato statale e poi via, lasciare il posto ad altri. Non c'è scampo per chi non è disposto a sganciarsi da logiche di clientelismo e parassitismo. Non c'è scampo. |
Post n°140 pubblicato il 14 Novembre 2012 da giovannatilocca Cari italiani, se andrete a votare per le primarie sganciando anche 2 euro non lamentatevi poi di nulla. Vorrà dire che siete soddisfatti del sistema e che volete che tutto proceda così. E non credetevi tanto furbi pensando di scombinare i giochi. Sono proprio curiosa di sapere quanti di voi andranno a farsi menare per il naso credendo anche di contare qualcosa. La sostanza è che nessuno dei candidati ha in mente il "bene del paese" e queste primarie sono solo l'ultima spiaggia per chi sta cercando disperatamente di non mollare la cassa che sente ormai sfuggirgli di mano. Se le primarie fallissero miseramente sarebbe un segno di maturità dei cittadini che dimostrerebbero di aver capito. Succederà il miracolo? Non credo. Sento che al di là delle proteste c'è ancora la speranza che tutto si sistemi. Sarà questa la causa del tracollo del paese consegnato da noi a chi ingrasserà ancora alle spalle dei poveri illusi. Tutto sommato ci stanno offrendo un'occasione per manifestare la nostra profonda sfiducia in uno stato che ci torchia e non ci permette di svilupppare il potenziale che sentiamo di possedere per ottenere quanto ci spetta. Che cosa aspettiamo per far capire concretamente che non siamo contenti, che ci sentiamo privati del nostro diritto a partecipare alla spartizione delle risorse del paese al quale contribuiamo con la fatica e il lavoro di tutti i giorni? Quale messaggio passerà se le primarie avranno successo? Significherà che siamo in dissenso o che siamo d'accordo con il potere? Meditate, gente, meditate. |
Post n°139 pubblicato il 07 Novembre 2012 da giovannatilocca Scommettiamo che l'attuale classe polica finirà travolta da uno sciacquone come merita, tutta intera, nessuno escluso? ... Qui non si tratta di distinguere le persone. Il sistema è totalmente fuori tempo massimo e deve essere liquidato. E poi? Ho notato che ci sono movimenti di piazza anche in Sardegna e non si parla più solo di lavoro perso o da conservare o da acquisire ma si inizia a capire che occorre cambiare le regole. Ce n'è voluta, ma alla fine credo che stiamo imbroccando la giusta direzione. La domanda è: queste persone nuove che hanno capito che devono prendere iniziative in prima persona senza aspettare più partiti e sindacati ormai incapaci di equità sociale che penalizzerebbe soprattutto loro saranno in grado di mantenere una visione equilibrata della realtà economica e sociale e resisteranno alla tentazione di appropriarsi di diritti e privilegi che oggi tolgono ad altri? Ma soprattutto: i cittadini riusciranno a svolgere un'opera di sorveglianza perchè il nuovo non sia la continuazione del vecchio? Mi fanno ridere i poveri "vecchi" che adesso promettono bilanci on line e trasparenza. E' finita!!!! Non lo avete ancora capito? |
Post n°138 pubblicato il 30 Ottobre 2012 da giovannatilocca Non illudiamoci che per il momento cambi qualcosa. Quando l'attuale classe politica imputridita fino al midollo dal denaro e dal potere si squaglierà, lascerà macerie a non finire. E tra i liquami di una crisi epocale senza soluzione e il marasma di conflitti sociali sempre più aspri, i giovani e i diseredati non avranno di sicuro vie di scampo a un'esistenza ai margini. Questo accade perché i politici sono zucche vuote che riempiamo di ogni bengodi fino a scoppiare. Nessuno si sogna di creare politiche vere di recupero delle risorse comuni da ridistribuire a tutti i cittadini in maniera equa. L'individualismo impedirà la presa di coscienza di un disegno comune che abbia l'obiettivo di salvare tutti. Prevarrà la logica del profitto personale, chiunque prenda il potere. Perché alla base dovrebbe esserci la regola che la politica è un servizio reso alla comunità e non deve essere retribuito. La seconda regola è che un servizio gratuito non può durare nel tempo e deve limitarsi ad una legislatura. Si può ammettere che una persona senza risorse che voglia fare politica venga temporaneamente retribuita. Il suo emolumento può essere equiparato a quello di un impiegato statale e può arrivare a 1600 euro mensili. Se si deve spostare la trasferta non può essere diversa da quella prevista per un impiegato statale che si allontani dalla sua sede per motivi di servizio. Naturalmente non devono eserci privilegi di alcun tipo, il politico è una persona comune, che rende allo stato un servizio così come fanno gli insegnanti, gli impiegati, i lavoratori autonomi e non, tutti i cittadini che contribuiscono con la loro opera a valorizzare le risorse materiali e umane della nazione. E il suo periodo di servizio politico deve avere le stesse caratteristiche economiche e previdenziali di qualunque altro impiego statale. Se non si metteranno regole certe e rispettate non ci saranno cambiamenti nel nostro paese. Ai ladri odierni se ne sostiuiranno altri, magari più affamati. E Renzi non è credibile perché è vero che vuole un ricambio, ma solo per prendersi una bella poltrona e non lasciarla più. Non parla mai di tempi ristretti per le cariche, non prevede un vero ricambio continuo, che sarebbe necessario in una democrazia. Siamo al centro di un vortice e non possiamo avere una visione chiara degli eventi. E' pur vero che il futuro riserva sempre soprese ma in Italia non c'è aria di cambiamenti organici del sistema. E più facile che il paese, senza una guida ferma e sicura, venga trascinato dai ritmi della finanza globale che imporrà le sue regole come già sta facendo. Ho l'impressione che la barca sia già affondata e che tra i naufraghi si sia scatenata la lotta per la sopravvivenza. |
Post n°137 pubblicato il 29 Ottobre 2012 da giovannatilocca Se quando insegnavo avessero dato al collegio dei docenti la possibilità di deliberare l'ammontare dello stipendio anch'io avrei votato per ottenere una buona paga a 4 zeri. Poi naturalmente in un'altra riunione avremmo deliberato per un guardaroba consono al ruolo, un'automobile con autista, parrucchiera per essere sempre ordinata, estetista, e quant'altro fosse venuto in mente. Si sarebbe deliberato per una liquidazione con almeno tre zeri in più di quella che mi è stata data, e non avrei certo consentito che mi bloccassero la pensione. Ma noi non potevamo attribuirci gli emolumenti e mi sono dovuta accontentare di ciò che mi davano e ringraziare pure. Forse il mio lavoro non comportava responsabilità? A lume di naso ne comportava molte di più di un parlamentare sia dal punto di vista del risultato che dovevo ottenere con soggetti in crescita e quindi in un momento della vita particolarmente importante e sia dal punto di vista della sorveglianza continua e scrupolosa per impedire incidenti di qualsiasi tipo. Forse il mio lavoro era facile? E' forse facile rapportarsi con decine di persone: alunni, genitori, personale di pulizia, di segreteria, dirigente? ... E' forse facile ingegnarsi in tutti i modi per aiutare le nuove generazioni a sviluppare le proprie potenzialità nonostante le interferenze esterne dato che nella scuola tutti hanno da dire? E allora c'è chi mi può spiegare per quale arcano motivo in Italia c'è chi può attribuirsi stipendi a 4 zeri, pensioni dopo meno di tre anni, 140.000 euro per il reinserimento nel mondo del lavoro (!!!!!!) privilegi a non finire e, volendo, può anche non fare un beato niente? Ma il mistero più grande è come i cittadini sopportano questo sfregio al lavoro e si sobbarcano l'onere di mantenere migliaia di parassiti nel più assoluto bengodi. Continuerà per molto lo scempio? |
Post n°136 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da giovannatilocca Da almeno dieci anni non usavo il vaporetto. L'ho riscoperto e ho capito quanto pulisce a fondo. Intendiamoci. Si fa ugualmente fatica e ci vuole tanto tempo, ma per le pulizie a fondo è l'unico. Ho deciso di programmare una pulizia col vaporetto ogni sei mesi a rotazione per i vari ambienti della casa. Per ricordare le scadenze uso l'agenda del cellulare che si sta rivelando un prezioso aiuto per l'organizzazione delle varie attività domestiche e non. Il giorno stabilito è il sabato perché l'energia elettrica costa meno. Si può pulire tutto, basta accertarsi della resistenza al calore di tessuti o di altri materiali delicati. Una volta pulito a fondo la pulizia ordinaria è meno faticosa. Vediamo come va l'esperimento. Se noto che non è necessario usarlo ogni sei mesi allungherò i tempi. |
Post n°134 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da giovannatilocca Per un antropologo deve essere molto appagante osservare come si comporta l'oggetto dei suoi studi. Osservando Bersani, Renzi, Alfano, Polverini e compagnia si ricavano dei dati di estremo interesse. L'attaccamento al potere è di sicuro un comune elemento di patologia. Lo si capisce ascoltando ciò che dicono quando parlano di primarie, di garantismo per i ladri, di scenari catastrofici senza di loro. Il paese è al tracollo e loro continuano a far finta di niente concentrando l'attenzione sulle elezioni, sui sondaggi, sui voti che dovrebbero prendere, non si sa bene da chi. E come sono attenti a non perdere neppure mezzo dei privilegi che col tempo si sono assegnati! Ma ci siamo accorti che l'Italia è alla schizofrenia pura? Abbiamo notato come la testa è sulle nuvole mentre il resto del paese è alla deriva? Io chiederei se la Merkel ha un'amica. Forse solo un alieno potrebbe rimettere ordine in questo marasma. A questo punto del percorso si dovrebbe sentire aria di calci in culo a tutti. Invece la vita procede come se niente fosse. Loro pensano a fare i giorni giusti per non perdere il vitalizio, pensano a prendere la guida del prossimo governo, ci convincono che chi ruba può restare sulla poltrona perché se non dà le dimissioni non si può far nulla per cacciarlo, giurano e spergiurano che entro il 2013 la situazione migliorerà, parlano a ruota libera sfornando non sense a nastro. Noi siamo lì a pendere dalle loro labbra e non ci sfiora mai il pensiero che il potere ci appartiene e che sta a noi cacciarli e sostituirli in blocco. Sostituirli come? Con cittadini onesti, capaci, che per un periodo di tempo limitato (massimo una legislatura) e senza retribuzioni facciano le scelte economiche e politiche necessarie al paese. Se la politica fosse a costo zero e fosse gestita da persone moralmente corrette in Italia ci sarebbe sicuramente un riscontro positivo. Mah, stiamo a vedere come evolveranno gli eventi. Riusciranno i nostri corrotti a fare la legge anticorruzione? (Ma è possibile che in Italia non ci fosse una legge anticorruzione?...) |
Post n°132 pubblicato il 21 Settembre 2012 da giovannatilocca Questi loschi individui che si sono impossessati del potere sono il cancro dell'Italia, non fanno altro che cercare di accapparrarsi i nostri voti per poter aprire la cassa, non gliene frega niente di noi e dei nostri problemi. Ma volete proprio che ve lo dicano in faccia? Non lo avete ancora capito? Un tempo si dava la possibilità di partecipare alla politica soltanto a chi aveva un certo censo. Bisogna rimettere il censo e bisogna vietare la politica a chi ha un reddito annuo superiore a 50 mila euro lordi e a chi ha un tenore di vita sospetto. Togliamo i soldi dalla politica e affidiamo il potere a chi è in grado di capire i bisogni del paese. Le cariche politiche nazionali e locali devono essere gratuite e a tempo. Non si può rimanere sulla sedia per più di una legislatura. C'è tanta gente onesta e capace, diamo a tutti coloro che lo vogliono la possibilità di confrontarsi con le scelte economiche e politiche della nazione a tutti i livelli. Che cosa abbiamo da perdere? Dite che è impossibile? Non credo. Basterebbe che persone oneste e capaci si riunissero in formazioni politiche con la proposta di abolire le rielezioni e le retribuzioni. Io credo che avrebbero il consenso di quegli italiani che vogliono uscire da questo caos per respirare aria pulita. C'è tanto volontariato in Italia. Rendiamolo veramente volontario e proviamo a cambiare. Non illudiamoci che ci sia qualcuno in grado di risolvere la crisi epocale che stiamo vivendo poiché è al di fuori del nostro controllo. Ma vogliamo almeno che la crisi sia condivisa e che si scrivano nuove regole di giustizia sociale ed economica. E' un sogno? Può darsi. Ma spesso le conquiste dell'uomo sono partite da sogni ritenuti irrealizzabili. E allora? Che cosa abbiamo da perdere? |
Post n°131 pubblicato il 18 Settembre 2012 da giovannatilocca Le ultime pagine del romanzo "L'Opera" di Zola mi hanno riservato una sorpresa. Due artisti, un pittore e un romanziere, fanno una riflessione sul periodo che stanno vivendo, la fine dell'Ottocento. Sono amareggiati e delusi nelle loro aspettative create dalla scienza e dal progresso e si sentono intrappolati in situazioni senza sbocco. Per essere più chiara voglio citare l'autore che fa dire a Sandoz, il romanziere: "Era fatale, questo eccesso di attività, di orgoglio nel sapere doveva ributtarci nel dubbio; questo secolo, che pure ha fatto tanta luce, doveva chiudersi sotto la minaccia d'una nuova ondata di tenebre ... E' stato promesso troppo, sperato troppo, si è aspettato la conquista e la spiegazione di tutto ... ... E' il fallimento di un secolo, il pessimismo torce le viscere, il misticismo annebbia i cervelli; per quanto ci sforziamo di cacciare i fantasmi sotto i colpi illuminanti dell'analisi, il soprannaturale ha riaperto le ostilità, lo spirito delle leggende si ribella e ci vuole riconquistare, in questa sosta di stanchezza e di angoscia ... ... Noi non siamo una fine, ma una transizione, un inizio di qualche altra cosa ... Questo mi placa, mi fa star bene, credere che camminiamo verso la ragione e la solidità della scienza. A meno che la follia non ci catapulti nel buio e che non ce ne andiamo tutti, uccisi dall'ideale ..." Ciò che mi ha colpito è stato l'accenno al ritorno del soprannaturale. Nel mio lavoro di ricerca sulle superstizioni ho riflettuto a lungo sul persistere ancora oggi di credenze decisamente irrazionali. Eppure ho capito che il bisogno dell'uomo di spiegarsi tutto ciò che accade è più forte della sua razionalità. E' la sua strategia per convivere con l'angoscia esistenziale. Nella letteratura di fine Ottocento ricorre l'anelito ad una vita migliore. Cechov ne fa un motivo ricorrente delle sue opere teatrali e anche Zola ne fa un accenno alla fine del suo romanzo. Mi piace sentire come batte il loro cuore pensando al miglioramento delle condizioni di vita grazie alla tecnologia e alla scienza. Ma mentre Cechov è sicuro che un domani l'umanità vivrà meglio, Zola mostra dei dubbi. Noi siamo quelli che dovevano avere un mondo migliore ma io penso che se Cechov e Zola tornassero in vita inorridirebbero. Loro non potevano immaginare quale prezzo si dovesse pagare per sostenere la tecnologia e la scienza. Forse, se avessimo rallentato un po', avremmo goduto maggiormente dei frutti di un progresso più sostenibile e magari più diffuso nel globo. La ricerca sulle superstizioni si trova nel blog |
Post n°129 pubblicato il 01 Settembre 2012 da giovannatilocca Si continua a dire che si sta lavorando per uscire dalla crisi. Ma lo fanno per tenerci buoni? Perché invece non mettono le carte in tavola e avviano corsi accelerati di sopravvivenza per i giovani? E che dire del futuro dei minatori del Sulcis e degli operai dell'Alcoa? Mi manda in bestia il cinismo di queste prepotenti dirigenze e di questi venduti politici che si arrogano il diritto di prolungare l'agonia anziché cercare le soluzioni possibili. E si stanno preparando a ricevere voti. Ma da chi? Stanno mettendo in luce la loro incapacità totale anche come persone. Sono degli inetti vigliacchi, totalmente ciechi e sordi politicamente, e si presentano al voto! Per non parlare della legge elettorale ... Già prima, con le preferenze, venivano eletti i beniamini dei partiti. Anche se dovessero rimettere le preferenze, sono sicura che faranno di tutto per non avere comunque sorprese. E continuano a stigmatizzare i lavoratori che cercano di evadere quel minimo per sopravvivere anziché cercare i veri evasori, perché sono loro e gli amici loro! Ma si vogliono mettere in testa che le persone hanno diritto al necessario per vivere? E quando costringono le attività a chiudere chi pagherà le tasse per il loro bengodi? E quando i disoccupati si troveranno per strada chi li camperà? Ma chi abbiamo messo a guardia dei nostri soldi? Abbiamo messo i ladri! |
Post n°128 pubblicato il 29 Agosto 2012 da giovannatilocca Come fare per rapportarsi con persone vanagloriose, arroganti, villane, irresponsabili o quelle che "so tutto io"? La mia tattica è quella di tenerle lontane perché proprio non le reggo. Purtroppo non sempre si può attuare questa strategia. Quando queste persone sono parenti è difficile starne alla larga, peggio ancora se gravitano nell'ambiente di lavoro. Il contatto con queste tipologie di persone crea un'atmosfera negativa e perniciosa soprattutto per coloro che possiedono scarsa autostima e insufficiente capacità di rapportarsi con gli altri. In effetti io le scanso perché non ho grandi abilità sociali e trovo dannoso frequentarle. Per me sarebbe un continuo scontro ed è meglio evitare. Ma chi ha una profonda conoscenza di sé e sa ascoltare senza sentirsi sotto processo, può entrare in contatto anche con questi disadattati sociali senza subire dei danni. La tattica è sempre quella di approfondire il discorso fino a far naufragare miseramente l'interlocutore in una marea di bugie o nella constatazione che nella testa ha tanta confusione. Mi rimprovero di non aver usato il sistema del dialogo in certe situazioni ma è più forte di me, non riesco a controllare il fastidio che certe affermazioni mi provocano. Eppure è importante alcune volte riuscire a superare il primo impulso e portare avanti il discorso. So di dialoghi interrotti tra genitori e figli, tra parenti, e mi chiedo se non valeva la pena evitare la rottura. Non concepisco che genitori e figli decidano di non parlarsi e non vedersi più. E' una situazione contro natura, e sinceramente dò la colpa ai genitori che, in quanto persone mature, avrebbero dovuto evitare il distacco. Quello che non accetto è che ci si rovini l'esistenza in maniera così stupida. Quasi sempre ci sono questioni di soldi, e talvolta possono essere anche pochi soldi, non importa la quantità. Ritorna qui la considerazione che nel nostro percorso esistenziale sono al primo posto la conoscenza di sé e la capacità di entrare in sintonia con gli altri. I mezzi per ottenere queste abilità sono l'introspezione sincera e l'ascolto attento degli altri. Ascoltare è molto difficile.Quando un altro parla spesso noi pensiamo più a ciò che vogliamo dire che alle frasi dell'interlocutore. Non distraiamoci. Se parliamo con una persona alla quale teniamo molto (un figlio, il coniuge) cerchiamo di percepire non solo le parole ma anche il tono, le pause, i gesti, che spesso comunicano più delle frasi. Entriamo nel suo pensiero anche al di là delle parole che spesso sono adattate a ciò che vogliamo sentirci dire. Se vogliamo aiutare un altro possiamo farlo solo ascoltandolo, facendogli le domande giuste perché lui stesso se le ponga e trovi una risposta. Dare dei consigli è pressoché inutile. Le soluzioni scaturiscono dal proprio pensiero, non da quello degli altri. Aiutiamo l'introspezione e la riflessione. Questo è un aiuto concreto ed efficace. Riuscire a stabilire rapporti così profondi in famiglia e nella società significa migliorare in modo sostanziale la qualità della vita. Vale la pena provarci. |
Post n°127 pubblicato il 25 Agosto 2012 da giovannatilocca Nelle mie esperienze posso dire di aver conosciuto persone così sensibili ai bisogni altrui e così brave nel sentire ciò che sentivano gli altri che ho pensato che quella era la competenza giusta per vivere bene. Ho colto questa capacità anche in bambini e vi assicuro che ben poco importava se non sapevano la storia o la geografia, di certo avevano delle conoscenze molto più utili per la loro vita. Ciò che ho notato era che queste persone riuscivano a farsi apprezzare nel modo giusto, senza invidia, senza alcuna competizione. Si stava bene con loro e tutti cercavano di farseli amici. Allora mi chiedo perché nelle famiglie e nelle scuole non si cerca di aiutare le nuove generazioni ad acquisire la capacità di autoanalisi, in modo da far nascere la conoscenza e la stima di sé che sono alla base della capacità di entrare in sintonia con gli altri. Forse nelle società che noi giudichiamo primitive si attuava questo procedimento nei confronti dei giovani perché era importante nel piccolo gruppo che ogni membro fosse ben integrato e ben consapevole dei bisogni di ciascuno. Nelle nostre culture viene privilegiata una cognizione totalmente libresca, che a ragion veduta, anche per i metodi utilizzati per trasmetterla, è la più inutile ai fini dello sviluppo della personalità e della capacità di sfruttare le proprie potenzialità. Quanto tempo perso e quanto danno provocato! In realtà sarebbe molto più corretto incentivare la capacità di ascolto degli altri, e questa pratica dovrebbe essere alla base dell'educazione impartita dai genitori. Ascoltiamo i figli, aiutiamoli a parlare di sé, delle proprie idee, dei sogni per il futuro. Facciamolo da sempre, non aspettiamo che siano adolescenti, perché allora non si confideranno più. E quando parlano e dicono ciò che non condividiamo, freniamo l'istinto di bloccarli e criticarli. Se lo facciamo inizieranno a chiudersi. E' molto più produttivo continuare ad ascoltare e poi chiedere chiarimenti, approfondire il discorso. Se il figlio ha detto una balordaggine, dovrà essere lui a riconoscerlo proprio attraverso un'analisi del suo pensiero stimolato dalle nostre domande che tenderanno a precisare senza ridicolizzare, senza minimizzare e senza demolire. Si può chiedere come si intende procedere, quali sviluppi si prevedono, quali strumenti sono necessari. E' difficile? Si, è molto difficile, ma nessuno ha mai detto che fare il genitore fosse facile. Non riusciamo a frenarci? Non prendiamocela con nessuno se poi i figli interrompono il dialogo, si disorientano, e fanno scelte sbagliate. Abbiamo ben poche occasioni per rendere la nostra vita accettabile poiché molto dipende dalla società nella quale siamo inseriti che sta diventando sempre più ostile e avara di gratificazioni nei confronti degli individui. Ma ancora possiamo cercare di gestire i rapporti con noi stessi e con gli altri. Creare un clima aperto e solidale all'interno della famiglia e nel giro delle amicizie può ancora dipendere da noi e vi garantisco che respirare aria pura, trovare un sorriso e una parola buona, aprirsi ed aiutare gli altri a confidarsi vale la fatica di vivere. |
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