4 Ibidem, p. 787
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domenica 8 marzo 2020
La "spagnola" ad Alghero - 1918
4 Ibidem, p. 787
venerdì 28 febbraio 2020
Sergio Bolgeri
Franco Ceravola Rosella, pittore e poeta algherese, alcuni anni fa gli ha dedicato questi versi.
Sergio Bolgeri
Con il pittore Sergio Bolgeri Franco ha avuto una lunga frequentazione che datava fin dall'adolescenza quando negli anni Cinquanta curiosava nel negozio di suo padre Lorenzo Bolgeri, pittore e restauratore che svolgeva la sua attività in un locale di Piazza Ginnasio, fronteggiante le Scuole Medie.
venerdì 1 novembre 2019
Storia e tradizioni di Alghero e della Sardegna
tilgio@virgilio.it
Teniamo sempre presente che dietro ogni informazione che ci arriva dal passato della nostra città ci sono persone che sono state per un breve o lungo periodo gli abitanti di Alghero. Condividiamo con loro gli spazi, le abitazioni, le chiese, le strade, il territorio. Li sentiamo pulsare della loro antica vita e solo con questa consapevolezza possiamo trarre utilità dal conoscere remoti eventi destinati altrimenti a ritornare nell’oblio dal quale sono stati provvisoriamente tratti.
domenica 14 luglio 2019
Alghero-Cognomi 2019
giovedì 20 giugno 2019
Strafalcioni algheresi

In questo post troverete gli strafalcioni dell'algherese visto che qualcuno, per il desiderio di scrivere la lingua "colta" catalana, non si fa scrupolo di straziare l'algherese, una lingua che già sta morendo di suo. Ma la sua morte deve avvenire tra mille tormenti, grazie all'accanimento terapeutico della lingua catalana sua lontana antenata. Mi ritorna alla mente che un amico definiva la nuova lingua "catarese". Carino, vero?
Lu Qualté in fase di restauro
E che dire della Dragonada? Chi riuscirebbe a leggere Dragunara, visto che il cartello dice: Dragonada?
Vogliamo parlare di Cravellet? I "colti" che hanno allestito il cartello di indicazione della strada hanno scritto Via Cravellet, ma la corretta scrittura catalana è Clavellet. Ovvio comunque che nessuno legge Cravagliet, come sarebbe giusto fare.
Domenica 23 agosto 2025
Sono passati sei anni dal mio scritto e oggi faccio un aggiornamento.
Devo aggiungere alle mie molto amare considerazioni di sei anni fa, la notizia che ultimamente qualcuno dell' "intellighenzia" algherese ha affermato che oggi si va verso un adattamento della grafia più vicino alla nostra pronuncia e la cosa mi ha fatto enormemente piacere. Evidentemente, visto lo scempio che si faceva negli scritti, che poi si riversava nella pronuncia di quei Cataranz de Mamuntanas, come li definiva Michele Chessa, che tentavano di parlare o leggere l'algherese, qualcuno ha fatto due più due e ha ottenuto quattro. Chapeau a Franco Ceravola che sin dall'inizio ha rifiutato l'operazione dei catalani nei confronti della nostra parlata, noncurante delle aspre critiche ricevute.
Ormai è tardi per qualsiasi azione di recupero in quanto non si può andare contro la storia. In un mondo nel quale ogni giorno spariscono parlate non possiamo credere davvero di essere noi i fortunati che riescono a mantenere in vita qualcosa che gli stessi algheresi hanno condannato alla sparizione nel momento in cui non hanno curato la sua trasmissione alle nuove generazioni. Ormai neppure i genitori parlano l'algherese riservato alla fascia più anziana della popolazione. Possiamo ancora fare qualcosa? Forse qualcosa si può ancora tentare, ma la deriva catalana ha certamente avuto le sue responsabilità nell'accelerazione del processo di abbandono e sparizione della nostra vera parlata. In realtà il loro intervento avrebbe potuto aiutare il suo mantenimento se fossero stati in grado di capire che il problema reale non era quello di ottenere finanziamenti dall'Europa, ma quello di dare all'algherese la forza di resistere e di stimolare il suo uso come una variante riconoscendo le sue peculiarità.
Capisco bene le difficoltà che si presentano nello scrivere una parlata perché occorrono comunque delle regole per poter trasformare con segni la pronuncia che spesso cambia a seconda della posizione delle varie lettere nelle parole. Ma questo non può portare allo stravolgimento dei suoni al solo scopo di assimilare la grafia algherese al catalano perché si ottiene l'unico risultato di rendere la lingua irriconoscibile.
Un'altra circostanza che allontana gli algheresi dalla loro lingua è quella di trovarsi davanti a testi poetici o in prosa scritti in italiano e poi tradotti in algherese. Ci sono poche situazioni peggiori di quella di trovarsi a leggere una poesia algherese con vocaboli assolutamente artefatti ed estranei al nostro lessico. Rimanderei questi letterati alle poesie di Rafael Catardi, per immergersi nella musicalità e profondità della nostra parlata scaturita dalla penna di coloro che hanno appreso quei suoni in famiglia. Se non siete in grado di pensare in algherese e volete scrivere una poesia, scrivetela in italiano, ve ne prego, risparmiateci lo strazio delle vostre faticose arrampicate su sentieri che non portano da nessuna parte.
Per commenti e messaggi:
tilgio@virgilio.it
martedì 28 maggio 2019
Grazie a Salvini torneremo a importare tegole?
Secondo quanto afferma Alberto della Marmora i Sardi dell'Ottocento non erano autonomi neppure per la produzione del vasellame più comune.
mercoledì 27 marzo 2019
Genealogie Garibaldi
Le famiglie Garibaldi, con le più varie trasformazioni del cognome, arrivano ad Alghero fin dal 1600 o forse anche prima. Nell'Archivio Diocesano di Alghero possiamo trovare alcuni documenti che testimoniano la loro presenza.
Le abbreviazioni usate sono:
PP = padrini
n. = nato
m. = morto
Il punto di domanda segnala la difficoltà di leggere un nome o una data, oppure dubbi sulla data. Quando non ho trovato l'atto di matrimonio, ho indicato come data possibile delle nozze l'anno precedente la nascita del primo figlio trovato. In quei casi la data del matrimonio è seguita da un punto interrogativo.

Vulpes è un cognome diffuso in Sardegna. Il nome Didaca non si è mantenuto nella discendenza trovata.
Dettori è un cognome chiaramente sardo.
Il cognome Campagna è scritto alla spagnola, Campana, con un segno sopra la n. E' possibile che il cognome Campana, presente in Sardegna, derivi da una errata lettura di Campagna scritto con grafia iberica.
Filomena Fatacciu potrebbe essere un'altra figlia della coppia.
Efisio potrebbe essere il figlio di Giuseppe Maria Galibardu e di Anna Maria Fancello nato nel 1789.
Teresa, Serafino e Giuseppe Maria potrebbero essere fratelli oppure cugini.
CONTINUA ...
Per altre informazioni: e-mail - tilgio@virgilio.it - Giovanna Tilocca



















